“Tre giorni di felicità” è il nuovo romanzo di Sugaro Miaki che ci pone davanti a un quesito morale
Che prezzo dareste alla vostra vita? Sicuramente noi siamo portati a dare all’esistenza umana un grande valore ma se dovessimo monetizzarlo, come faremmo a stabilire una cifra oggettiva? Quali sono i fattori che entrano in gioco?
Merce invenduta
Tre giorni di felicità, romanzo di Sugaro Miaki, si apre proprio con questa riflessione che una maestra di scuola elementare propone ai suoi studenti di 10 anni. Ed è qui, tra i banchi di scuola, che facciamo la conoscenza di Kusunoki e della sua amica/rivale Himeno. I due sono uniti da una convinzione che li accomuna e li avvicina: essere degli emarginati che, però, un giorno avranno la loro rivincita.
Tra dieci anni, durante l’estate, ci succederà qualcosa di straordinario, e finalmente potremo pensare, fin dal profondo del cuore, che era valsa la pena di vivere.
E così, in una calda serata estiva, si scambiano una promessa:
Dopo aver compiuto vent’anni ed essere diventati delle persone importanti…Se tutti e due, malauguratamente, non avessimo ancora trovato qualcuno con cui poterci sposare.[…] Se fossimo ancora da soli, come merce invenduta su uno scaffale, non potremmo metterci insieme?
I due però, poco tempo dopo, si perdono di vista a causa del trasferimento di Himeno in un’altra citta.

Dieci anni dopo…
Passano gli anni e Kusunoki è rimasto merce invenduta. Non solo non ha avuto la sua rivincita ma la situazione è peggiorata: il suo rendimento scolastico è calato, non ha amici o una ragazza, i suoi non lo mantengono più e ha abbandonato la sua unica passione, la pittura. Passa le giornate in solitudine leggendo libri e ascoltando musica. Le cose cambiano, però, quando viene a scoprire dell’esistenza di un luogo in cui è possibile vendere vita, tempo o salute in cambio di soldi. Decide di rinunciare a 30 anni della sua sua vita, che vengono valutati soltanto trecentomila yen ( poco più di 2100 euro), e di tenere 3 mesi e 3 giorni.
Nel periodo che gli rimane da vivere Kusunoki verrà affiancato da Miyagi, un’osservatrice che solo lui può vedere, che lo accompagnerà nell’ultimo periodo della sua vita. Sotto suo consiglio il giovane stilerà una lista di cose da fare prima di morire e da qui inizierà la sua nuova esistenza.
Il prezzo di una vita
Dal romanzo di Sugaro Miaki è stato tratto un manga intitolato Il prezzo di una vita – I Sold My Life for Ten Thousand Yen per Year, illustrato da Shouichi Taguchi.
Kusunoki a soli 20 percepisce che la sua vita è un fallimento ed è disposto a sbarazzarsi di quella che gli rimane in cambio di una cifra irrisoria.
Ma di chi è la colpa di questo? Del ragazzo o della società, che schiaccia i suoi abitanti con aspettative e pressioni troppo alte?
L’essere esclusi, il sentirsi falliti e il non essere all’altezza, infatti, sono costanti che ritroviamo spesso nella produzione letteraria giapponese (ad esempio ne I Terrestri di Murata Sayaka).
Ma la vita di Kusunoki non viene pagata basandosi sulla sua posizione sociale, o sul suo lavoro, ma sulla felicità che lascia nel mondo. Con il passare del tempo, e con la vicinanza di Miyagi, il giovane inizia ad accorgersi quali siano realmente le cose importanti.
Kusunoki scopre il senso della vita, la gioia, l’amore e la felicità quando sta per morire. Nel momento in cui smette di arrabattarsi per sopravvivere e alza la testa è come se vedesse il cielo per la prima volta. Scopre cosa conta veramente: non si tratta di avere un buon lavoro, una bella casa o una posizione sociale…basta non essere soli. Grazie all’osservatrice la vita del ragazzo, fino a quel momento apatica e piatta, inizia a riempirsi di colori.
Di simili cose conosciamo l’esistenza, ma quando la loro bellezza oltrepassa un certo livello, anche se cerchiamo di sapere in concreto di cosa si tratti, è come se non ne sapessimo nulla fino a che non le vediamo nella realtà.

Come si può essere felici se non si ha qualcuno con cui condividere la gioia?
Il romanzo ci mostra un insegnamento tipico della saggezza orientale: la felicità non si trova negli oggetti materiali, ma nelle piccole cose e negli affetti. Anche se per ognuno di noi assume connotazioni diverse, ci sono cose di cui tutti necessitiamo per vivere una vita serena.
La storia di Kusunoki ci regala un insegnamento che troppo spesso tendiamo a dimenticare: non importa quanto lunga sia la nostra vita dobbiamo impegnarci per viverla al meglio inseguendo i nostri sogni, cercando la felicità e condividendola con le persone che amiamo.
Ma soprattutto non dobbiamo mai dimenticarci che nessuno, ad eccezione di noi stessi, può stabilire il prezzo della nostra vita.
a cura di
Laura Losi

