“Strade perdute”, il nuovo singolo di Evra

“Strade perdute”, il nuovo singolo di Evra
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L’ultimo brano della giovane artista barese, uscito lo scorso 2 dicembre, racconta di come l’amore, unito alla forza di volontà, siano in grado di risolvere anche i più gravi momenti di crisi personale

“Fino a quando non ci perdiamo non c’è speranza di ritrovarci”. Afferma Henry Miller in “On Writing” (1964), una raccolta delle sue pagine migliori redatte in quasi 50 anni di carriera. Una frase che, pur essendo usata nella stragrande maggioranza dei casi totalmente a sproposito, è importante ricordare per tenere la barra dritta della nostra esistenza.

Questo concetto, espresso quasi sessant’anni fa dal celebre scrittore americano, compone la spina dorsale di “Strade perdute“, l’ultimo singolo di Evra. Nel brano la giovane musicista barese, classe ’99, racconta di un suo periodo di crisi personale, costellato da un costante senso di confusione e smarrimento.

La mia quotidianità mi stava stretta e le giornate passavano lente, erano piatte e insapore. Ricordo perfettamente il giorno in cui l’ho scritta: già da tempo mi opprimevano certi pensieri legati alla negatività delle persone, alla frustrazione, all’egoismo e alla falsità con cui veniamo in contatto ogni giorno

Una fragilità raccontata senza filtri e risolta affrontandola a testa alta, senza fuggire dai dubbi e dalle incertezze che si incontrano lungo il percorso. Vivere la realtà per quella che è, individuare il proprio posto nel mondo e fissarsi un obbiettivo senza mai voltarsi indietro: è questo il messaggio che Evra cerca di diffondere attraverso il suo ultimo singolo.

Piuttosto che sforzarmi di cambiare le carte in tavola, ho provato a riordinarle. L’augurio che faccio a chi ascolterà “Strade Perdute” è di perdersi il più possibile, perché poi ritrovarsi ogni volta è una sensazione incredibile

Un ritrovato ordine interiore raggiunto anche grazie all’amore, incontrato nel bel mezzo del caos. Un sentimento decantato dall’artista come una forza salvifica, in grado di redimerci e mettere a posto i nostri conflitti interni, aiutandoci anche a capire di più noi stessi.

Evra, “Strade perdute” (2022)

Klaus Noir, produttore del brano, affianca a un ritmo Hip-Hop malinconiche atmosfere latineggianti, condensate nel campionamento di chitarra che si ripete come un mantra lungo tutto il brano. Un beat cucito su misura alla voce di Evra che, modulandosi facilmente tra parti rappate e cantate, accompagna il flusso di coscienza presente in “Strade perdute”.

Una forte anima Urban unita a varie influenze e richiami nostrani. Questo il mix alla base della musica creata dall’artista 23enne e che l’ha portata nel 2016 a salire sul palco di X-Factor. Scelta da Fedez, uno dei giudici della decima edizione del talent show, riesce a raggiungere la fase dei bootcamp classificandosi tra le 12 proposte del team under-donne ed esibendosi sul palco del Mediolanum Forum di Milano.

Dopo aver sfiorato l’approdo alla fase finale del programma, Evra continua ad affinare la sua scrittura, proseguendo i suoi studi in ambito artistico: oltre al canto e alla recitazione, Evra ha imparato anche a suonare la chitarra e il pianoforte. A partire dal 2020 si dedica anima e corpo al proprio progetto solista, nel quale cerca di unire due universi musicali da lei sempre amati: l’R&B e il cantautorato italiano.

Nel giro di due anni pubblica una serie di singoli – “Soprattutto niente” (2020), “Mi fai sentire sola” (2021), “Mille possibilità” (2021) e “x averti” (2022) – che oltre a farle guadagnare una sempre maggiore credibilità nel panorama emergente del nostro Paese le permettono di vincere un contratto editoriale con Sugar Music Publishing nel 2022.

Oltre a scrivere per altri artisti, sta lavorando al suo EP d’esordio. Una manciata di pezzi creati in collaborazione con noti producer del panorama R&B e Hip-Hop italiano.

Ciao Evra benvenuta a The Soundcheck. Come stai?

Ciao! Sto abbastanza bene, grazie!

“Strade perdute”, il tuo ultimo singolo, è un pezzo che mescola un beat di stampo Hip-Hip con un sample di chitarra molto latineggiante. Quando hai composto il pezzo avevi già in mente questo mix sonoro oppure l’idea è venuta in corso d’opera? 

Tutto ciò che senti è frutto di un’idea del produttore del brano, Klaus Noir, che da subito ha avuto l’intuizione di unire diversi stili per creare un qualcosa di particolare e contaminato.

Hai detto che scrivere questa canzone ti ha aiutato a esorcizzare l’egoismo e la falsità con cui tutti noi entriamo in contatto ogni giorno. Quali sono stati gli episodi che ti hanno spinto a scriverla?

Sì esatto, all’interno del brano, parlo di quanto non mi piaccia ciò che mi circonda, “io nuoto in un mare di odio, in un mare che odio” che è un po’ appunto il riassunto di ciò che stavo vivendo e di come mi sentivo. Partiamo dal presupposto che io spesso faccio fatica a stare in mezzo alla gente, ad intraprendere conversazioni di circostanza, non mi perdo in falsi complimenti e lavoro tantissimo su me stessa cercando di rispettare le mie emozioni e di non forzare mai una parola, un gesto. Quando entro in contatto con dinamiche sociali fittizie e poco sincere ne soffro parecchio.

Nei tuoi singoli precedenti hai affrontato l’amore in maniera abbastanza conflittuale. Con “Strade perdute”, invece, lo consideri una forza capace di salvarci e redimerci. A cosa è dovuto questo cambio di visuale?

L’amore è una forza potentissima che può buttarti giù completamente ma può anche farti toccare il cielo con un dito. In “Strade perdute” parlo di come questa volta l’amore mi abbia aiutata a ritrovare anche un po’ me stessa, una me che si era persa e non sapeva più riconoscersi. È come se in questo brano avessi svelato un’altra faccia della stessa medaglia, per una volta quella positiva.

Nella tua musica, oltre a una forte componente Urban, si possono anche sentire echi cantautorali. C’è qualche artista della “vecchia guardia” che ti ha influenzato?

Considera che sono cresciuta ascoltando artisti come Lucio dalla, Carmen consoli, Daniele Silvestri, quindi i miei primi input di scrittura sono partiti da questo. Poi mi sono avvicinata istintivamente a tanti generi, all’indie ad esempio, per poi essere totalmente catturata dal Soul, dall’R&B e da tutti il mondo Urban.

Oltre a loro ce n’è qualcuno del panorama musicale contemporaneo a cui ti ispiri?

Al momento mi sento tantissimo ispirata da artiste incredibili dell’R&B contemporaneo come H.E.R, Jazmine Sullivan, Mahalia, Lianna La Havas. Rappresentano proprio il livello e lo spessore artistico che un giorno vorrei raggiungere.

Negli ultimi tre anni hai pubblicato un bel po’ di singoli. Tra quanto potremo ascoltare il tuo primo EP?

Prima di quanto pensi! Lavoriamo da tanto a questo progetto e a presto arriverà il momento di condividerlo con tutti voi!

Dobbiamo aspettarci qualche collaborazione importante?

Al momento preferisco che il racconto sia solo mio, per poter fare qualcosa di più personale possibile. Però in futuro mai dire mai!

a cura di
Luca Barenghi

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