2021, un anno di sport: Top e Flop

2021, un anno di sport: Top e Flop
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Un altro anno sta per concludersi e il tempo per fare bilanci è ormai giunto. Come non accadeva da tempo, lo sport azzurro ha regalato emozioni facendo risuonare l’Inno di Mameli a gran voce in tutti i grandi appuntamenti che hanno segnato il serratissimo calendario 2021.

Dai Giochi olimpici di Tokyo che hanno regalato all’Italia la possibilità di vantarsi di avere “l’uomo più veloce al mondo” Marcel Jacobs, alla vittoria agli Europei di calcio dopo ben 53 anni, gli azzurri hanno trionfato in lungo e in largo con pochissime eccezioni. Un bottino senza precedenti per lo sport azzurro.

Per non parlare di un’atletica e un ciclismo, soprattutto su pista, da 10 e Lode. A questi ultimi si aggiunge poi un movimento natatorio solidissimo, capace di “mettere in acqua” una rosa di atleti ampia e mai così vincente.

Su queste premesse sembra impossibile dover parlare di flop e “bocciature”, soprattutto se ci lasciamo prendere dall’entusiasmo nel ricordare le vittorie del volley agli Europei o le imbattibili ragazze dello sci. Qualche ombra però c’è stata, ed è giusto ricordarla ora nel tirare le somme di questo anno magico.

Il 2021 come rivincita per lo sport

Dopo un 2020 amaro e penalizzato dall’epidemia di Covid-19 che ha portato lo sport italiano a fermarsi e ad adeguarsi alle limitazioni per il contenimento del virus, il 2021 ha celebrato il ritorno delle manifestazioni e delle competizioni aperte al pubblico. Finalmente una boccata d’aria fresca per gli scalpitanti tifosi azzurri.

Il 2021 ci ha ridato la gioia di vivere e guardare lo sport, candidandosi come un forte traino per la ripresa del Paese, e soprattutto, lanciandoci segnali e aspettative su un 2022 auspicabilmente altrettanto vittorioso.

Per rendere giustizia alle emozioni provate nel corso dell’anno, tenteremo ora di ripercorrere quelli che sono stati i successi più sentiti, senza dimenticarci però dei fallimenti e di tutte quelle discipline che continuano ad avere difficoltà nel consolidarsi e nel fare il cosiddetto “salto di qualità”.

Non il solito pagellone visto e rivisto quindi, ma un riepilogo dei maggiori Top e Flop della stagione appena conclusa. Partiamo con i promossi ovviamente, lasciando le poche note dolenti solo alla fine.

I Giochi olimpici e le Paraolimpiadi

Sono ben 40, di cui 10 del metallo più prezioso, le medaglie conquistate nell’ultima rassegna a cinque cerchi. Un risultato che ha dell’incredibile se pensiamo alle 28 medaglie di Rio 2016 e Londra 2012 ma che acquista ancor più valore se ci soffermiamo sul mitico abbraccio dei campionissimi Marcel Jacobs (Oro nei 100 metri) e Gianmarco Tamberi (Oro nel salto in alto), capaci di far conquistare all’atletica italiana titoli finora impensabili.

Marcel Jacobs e Gianmarco Tamberi dopo l’oro olimpico

Un risultato davvero di spessore quello raggiunto dall’atletica italiana che per anni ha faticato a trovare una propria dimensione, ma che ora è da considerarsi come una delle più importanti potenze internazionali in uno degli sport più praticati al mondo. Innegabilmente lodevole.

A contendersi il titolo di disciplina più vincente del 2021 c’è poi senza ombra di dubbio il ciclismo su pista che in quel di Tokyo è riuscito a raggiungere il massimo del suo potenziale.

Nel velodromo giapponese, il quartetto composto da Ganna, Lamon, Milan e Consonni ci regalano l’oro oltre ad uno strabiliante record del mondo. A questi successi si aggiungono poi le 69 medaglie conquistate dalla Nazionale paralimpica che non smette di celebrare la grandezza dello sport italiano nei grandi appuntamenti iridati.

Il calcio italiano sul tetto d’Europa

Dopo ben 53 anni dalla vittoria a Roma nel 1968, la Nazionale guidata dal CT Roberto Mancini fa vivere agli italiani un’estate magica e che sicuramente verrà ricordata negli anni avvenire, seppur non senza ombre. La mancata qualificazione diretta ai Mondiali che si disputeranno in Qatar nel 2022 mette l’Italia del calcio in una posizione di rischio. La maledizione di quattro anni fa sembra tornare a fare capolino.

Non perdendo lo spirito positivoperò, non possiamo non menzionare il ritorno dello scudetto a Milano, in casa Inter, dopo anni di predominio Juventino per mano dell’ex CT Conte. Questo trend di crescita della squadra nerazzurra si consacra poi ulteriormente con la partecipazione agli ottavi di finale in Champions, traguardo mancato dai precedenti allenatori.

L’exploit del tennis e dello sci “in rosa”

Altre punte di diamante di questo anno sportivo sono sicuramente il tennis maschile e lo sci femminile. Grazie ad un grandissimo Matteo Berettini e ad un sorprendente Jannik Sinner il tennis italiano acquisisce un peso di non poco spessore nel panorama internazionale odierno.

Berettini riesce infatti nell’impresa: portare la bandiera tricolore a Wimbledon per la prima volta nella storia. Subito a suo seguito troviamo un Sinner che non ti aspetti, capace di portare a casa ottimi risultati sorpendendo alle ATP Finals di Torino.

Una stagione da incorniciare quella appena conclusa, con due atleti in Top Ten nel ranking mondiale, una vittoria al Queen’s e con l’unico rammarico della mancata qualificazione in Coppa Davis.

Dai campi rossi e sabbiosi passiamo alle piste innevate ma non con meno traguardi da evidenziare. Sofia Goggia, Federica Brignone e Marta Bassino hanno brillato in Coppa del Mondo aggiungendo titoli su titoli ai loro palmeres, dandoci un dolcissimo assaggio di quello che ci auspicheremmo per le prossime Olimpiadi cinesi.

Volley al vertice europeo e ciclismo da paura!

Da Top Gun a Top Ganna il passo, anzi la pedalata, è breve, brevissima. A distanza di soli due mesi Filippo Ganna si è guadagnato il titolo di ciclista italiano più forte di sempre conquistando non solo l’oro olimpico su pista nell’inseguimento a squadre ma anche l’oro nella gara a cronometro su strada.

Insieme a lui non possiamo non ricordare il titolo europeo di Sonny Colbrelli, che con la vittoria alla Parigi-Roubaix segna definitivamente un pezzo di storia. Al femminile ricordiamo invece la certezza Longo Borghini e la giovanissima classe ’98 Elisa Balsamo, capace di fare il colpaccio vincendo il titolo mondiale allo sprint.

Un’annata assolutamente da ricordare che porta l’Italia a quota 98 medaglie internazionali. Pazzesco.

Solidità ed emozioni a non finire anche per le squadre di volley sia al maschile che al femminile in grado di conquistare il gradino più alto d’Europa. Una squadra nuova e ricca di giovanissimi, quella al maschile, capace di riportare il titolo europeo in casa Italia dopo ben 16 anni. Un trionfo inatteso per certi versi ma che ci fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.

Nuoto italiano sempre più solido e vincente

Nell’anno di addio alle competizioni della “Regina” Federica Pellegrini, gli azzurri del nuoto danno prova di un’immensa crescita e solidità, frutto di un lavoro che ha portato al formarsi di una Nazionale con tantissime punte.

Gli Europei di vasca corta si sono consacrati come l’edizione più vincente di sempre, rendendo ancora più evidente la crescita di una squadra in grado di ottenere soddisfazioni in tantissimi contesti e con pochissime eccezioni.
Non più solo grandi nomi come Pellegrini e Paltrinieri ma anche tanti giovanissimi tra cui Miressi, Zazzeri, Martinenghi, Ceccon e Razzetti, simboli di un movimento che sta acquisendo sempre più spessore a livello internazionale.

Molto bene anche il nuoto in acque libere che grazie all’entrata in squadra del carpigiano Gregorio Paltrinieri fa incetta di titoli all’Europeo di Budapest trascinando gli altri “caimani” del nuoto di fondo verso ottimi risultati.

Il caso Italia: la nostra scuola di ginnastica artistica diventa oggetto di studio all’estero

Altra stagione, altri record. Quella appena conclusa è sicuramente da incorniciare. Lo sa bene Vanessa Ferrari che dopo 93 anni riesce a far salire l’Italia su un podio olimpico vincendo l’argento al corpo libero. I risultati delle giovanissime “Fate” ci fanno poi ben sperare per un passaggio di testimone sempre più prossimo.

La prova e le gioie arrivano ben presto con l’argento mondiale di Asia D’amato al volteggio, al quale si aggiunge l’oro al corpo libero di Nicolò Bartolini, testimone primario di una squadra maschile che continua a crescere e a regalare soddisfazioni. Un’Italia da record insomma, capace di attirare l’attenzione anche su sport considerati ingiustamente di “serie B”.

Rimanendo in tema ginnastica non si può non celebrare i successi delle ragazze della ritmica sia nel concorso a squadre che per le individualiste. Un’ulteriore consacrazione delle nostre “Farfalle” che ormai da anni danno conferma di essere una potenza inarrestabile a livello internazionale.

Basket, canottaggio e karate: tante sorprese e conferme positive

Impossibile non parlare di basket e non menzionare la straordinaria impresa preolimpica nella partita contro la Serbia, nonché squadra favorita per una papabile medaglia a Tokyo. La Nazionale di Sacchetti sfiora nuovamente l’impresa nell’avanzare della competizione, fermandosi solamente ai quarti e ad un passo dalla semifinale.

A partire da Nico Mannion ed Alessandro Pajola, tanti sono i giovani in crescita e altrettante sono le speranze per l’Europeo che si giocherà in casa, a Milano, nel 2022.

L’Italbasket nella partita contro la Serbia

Sebbene non in grande spolvero come nelle stagioni passate, il canottaggio italiano si conferma come uno dei fiori all’occhiello dello sport azzurro. Dall’oro olimpico di Rodini-Cesarini al bronzo di Oppo-Ruta, senza dimenticare l’eroico terzo posto nel “quattro senza maschile” costretto ad essere completamente ridisegnato nella formazione causa Covid.

A Tokyo si conferma anche il karate, che con il meraviglioso oro di Luigi Busà e i titoli di altrettanti metalli dei compagni, fa incetta di medaglie sul tatami e rende nota a tutti la solidità di un movimento italiano pronto a continuare a regalarci immense soddisfazioni.

Ducati, Football, Vela e tanto altro ancora

A concludere questa carrellata di successi ricordiamo velocemente anche le ottime prestazioni degli azzurri del sollevamento pesi e del football americano. Menzione d’onore poi per il titolo costruttori vinto dalla “Rossa” di Borgo Panigale (Ducati) e dalla vittoria sfiorata di un Francesco Bagnaia che ci fa ben sperare per il prossimo motomondiale.

Ultima, ma non per importanza, la cavalcata di Luna Rossa in Coppa America capace di far sognare e appassionare alla vela milioni di italiani.

Sebbene per questo 2021 la maggior parte delle discipline si meritino molto più della sufficienza, alcuni flop vanno a gettare ombre sulle imprese che lo sport italiano ha realizzato nel corso dell’anno, ricordandoci quanto lavoro sia ancora necessario.

Ahimè quindi, via con le note dolenti.

Delusione Ferrari

Il “Cavallino” di Maranello di rampante e scattante ha ormai ben poco. Vincere sembra sempre più difficile per una Ferrari che anno dopo anno continua a faticare nel trovare la propria dimensione. Il 2021 non è stato l’eccezione in questo trend negativo, costringendo i tifosi della “Rossa” ad accontentarsi del terzo posto nella classifica costruttori.

La strada sembra destinata a rimanere in salita ancora per un po’. Manca competitività in tutti i settori rispetto alla concorrenza, nonché una figura di riferimento solida e stabile che in assenza di Marchionne è venuta a mancare.

Speranze risposte quindi nei due giovanissimi piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz affinché possano riportare in alto il cavallino come in passato. La loro determinazione e umiltà basterà per riportare un po’ di positività in casa Ferrari? Lo scopriremo presto.

Sofia Goggia, Federica Brignone e Marta Bassino sul podio in Coppa del Mondo
Rugby: uno sport in forte crisi

L’Italia del rugby non vince dal 2015 e il pubblico dei tifosi continua progressivamente a diminuire. Il 2021 non è stato l’anno della rinascita, anzi. Disastroso il Torneo “Sei Nazioni” che porta a quota 32 le sconfitte consecutive per i ragazzi della “palla ovale”.

Il gruppo è giovane e il cambio della guardia Gavazzi-Innocenti è avvenuta, ma di risultati se ne vedono pochi, nonostante la squadra abbia ampio potenziale di crescita.

Si salvano le ragazze dell’Italdonne che riescono a qualificarsi per il mondiale, anche se lo spessore dei risultati rimane ancora troppo basso. Delusioni su delusioni anche per la formazione a 7 che al momento vede la possibilità di partecipare alle prossime Olimpiadi solo da organizzatrice.

Disastro Pallanuoto

Scotta ancora tantissimo la mancata qualificazione del Setterosa alle Olimpiadi di Tokyo, disputata in casa. In più la squadra è stata completamente stravolta: cambio tecnico e tantissimi addii delle senatrici hanno comportato un grande cambio generazionale del team azzurro.

Tanti stravolgimenti dunque in questo 2021, che si spera siano la base per un progetto solido in ottica Parigi 2024. Anno difficile, questo che si sta per concludere, anche per i ragazzi del Settebello. Alti e bassi, nonché un’Olimpiade decisamente sottotono, hanno caratterizzato l’intera stagione. Peccato.

Scherma e Tuffi in cerca d’identità

Due discipline che non fanno flop ma che si mantengono sulla linea di galleggiamento minimo della sufficienza senza troppi picchi di entusiasmo.

Per la prima volta dopo ben 41 anni, la spedizione azzurra del fioretto conclude l’Olimpiade senza nessuna medaglia d’oro. Non accedeva da Mosca 1980. Tante aspettative che non hanno trovato una concretizzazione e che hanno costretto l’Italia a cedere il titolo di dominatrice assoluta della specialità. Tante anche le finali disputate ma con nessuna sorpresa in termini di risultati.

Di pari passo anche la squadra di tuffi guidata da Oscar Bertone ha faticato nel trovare consistenza e solidità nei risultati. Una Team che senza dubbio guarda al futuro dopo il ritiro di una campionissima come Tania Cagnotto facendo leva sui giovanissimi.

A questo proposito ricordiamo l’oro della baby coppia Chiara Pellacani e Matteo Santoro, 32 anni in due, che all’Europeo di Budapest hanno illuminato la scena nel duo misto dai 3 metri, facendoci sognare un futuro roseo e vincente. Una squadra in costruzione quindi, che ci auguriamo possa regalarci sorprese dai più giovani e conferme dai più navigati.

La scottante assenza del Pugilato a Tokyo

Zero assoluto. Due parole che bruciano ancora nel cuore dei tifosi italiani che non hanno potuto assistere a nessun incontro con i lottatori azzurri ai recenti Giochi olimpici. Per la prima volta dagli anni 2000 l’Italia al maschile è stata completamente assente dalla rassegna a cinque cerchi.

Un’assenza che rende sempre più evidenti le difficoltà di un movimento, sia giovanile che non, che stenta purtroppo a decollare. La luce in fondo al tunnel sembra intravedersi solo con i risultati ottenuti ai mondiali in chiusura di stagione e grazie alle ragazze della Nazionale, che a Tokyo sono riuscite a conquistare la primissima medaglia olimpica.

La boxe dilettantistica al maschile rischia però di uscire dalle Olimpiadi, scomparendo dalla scena anche a Parigi 2024. Una svolta sarà necessaria.

L’addio di Ema Motorsport: una sconfitta per tutti

Come abbiamo qui brevemente ripercorso, il 2021 è stato indubbiamente un anno di grandi successi e poche sconfitte. Tra queste ultime pesa però una grandissima perdita per lo sport e per gli italiani. Emanuele Sabatino, meglio conosciuto come Ema Motorsport, ha compiuto il peggiore dei gesti estremi togliendosi la vita giovedì 9 dicembre nella sua officina di Pavia.

Un gesto improvviso e inaspettato che ha provocato un orda di commozione e migliaia di messaggi di cordoglio per quello che è da tutti considerato il “meccanico del web” con oltre 270mila follower su YouTube. Grazie alla sua spiccata simpatia e alla capacità di rendere accattivanti e comprensibili argomenti solitamente incomprensibili ai più, Ema era riuscito a raccogliere migliaia di seguaci in pochissimo tempo.

Un grande sportivo nonché un vero e proprio personaggio capace di coniugare la sua passione per i motori e per lo sport con il marketing e la comunicazione, diventando un vero e proprio punto di riferiemento sul web. Una grande perdita per tutti dunque, per lo sport ma anche per il web, di colui che era riuscito come nessun altro prima d’ora e in modo così efficace, ad insegnare a chiunque come effettuare semplici riparazioni.

Tirando le somme

È innegabile, il 2021 è stato l’anno dei record. Mai come prima d’ora abbiamo gioito e ci siamo emozionati nel vedere i nostri beniamini alle prese con le varie competizioni. Un anno di vittorie e di nuove speranze per il futuro, in un momento storico caratterizzato da forti incertezze e limitazioni.

Ciò che invece rimane chiaro a tutti è la capacità e il potere dello sport azzurro di trainare il Paese all’estero, facendosi promotore delle nostre eccellenze. Il 2021 ci ha visti infatti dominare in lungo e in largo, in quasi tutte le discipline e con pochissime carenze.

Un annata caratterizzata anche da grandi addii. La “Divina” Federica Pellegrini e il “Dottore” Valentino Rossi hanno annunciato la fine delle loro immense carriere, rendendo di fatto il 2021 indimenticabile ai più. Due pezzi di storia dello sport italiano che faranno certamente sentire la loro mancanza.

Un anno memorabile dunque, che difficilmente dimenticheremo e che soprattutto ci carica di entusiasmo per ciò che verrà, incoraggiandoci ad affrontare le reiterate lacune di alcuni settori con maggiore positività.
Alla luce di quanto detto finora non possiamo che lasciarci con l’augurio che il 2021 sia stato solo il preludio di un nuovo anno altrettanto “azzurro”.

a cura di
Jessica Bondi

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