Non provate a spegnere la musica dei Valvolize!

Non provate a spegnere la musica dei Valvolize!
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Quando le previsioni meteo sembrano dividere in due l’estate italiana, ecco che arriva il nuovo singolo dei Valvolize ad accendere gli animi ingrigiti da una parte e intorpiditi dal troppo calore dall’altra. Stiamo parlando di “Non spegnere la musica”, un brano che dice tutto di sé sin dal titolo.

Ad averci colpito è stato, insieme al brano, anche l’uscita del loro nuovo video ambientato su una riviera romagnola che ricorda l’Ocean Drive dove ci si muove solo in skate o in rollerblade. “Non spegnere la musica” è dunque un invito ma anche una richiesta a non lasciarsi sopraffare dal momento di sospensione che tutto il mondo dell’arte sta vivendo possa.

Non ci resta che lasciarvi alla nostra intervista al duo romagnolo per scoprire qualcosa in più sul loro freschissimo brano!

Ciao ragazzi benvenuti su The Soundcheck! “Non spegnere la musica” è il vostro ultimo singolo, vi va di raccontarci come nasce?

Ciao ragazzi! Grazie per l’invito a rispondere a qualche vostra domanda. “Non spegnere la musica” nasce come necessità di esprimere la connessione che nasce tra due individui sulla stessa lunghezza d’onda, accomunati appunto da un sentire intuitivo comune, quasi una “musica” che li rappresenta. Il senso generale della canzone ha poi assunto con l’arrivo del covid la caratteristica di essere un invito a ripartire dopo la pandemia, riprendendo tutte quelle attività quotidiane che sono state sospese. Ogni cosa può scatenare in noi una “musica” particolare, l’invito è quello di trovare qualcosa che scateni determinate emozioni e di tenersela ben stretta, coltivarla, farla crescere.

“Non spegnare la musica” è obiettivamente un brano elettropop, eppure sappiamo che i Valvolize nascono dal funk e dall’R n B: come è avvenuto questo approdo nella musica elettronica?

Avevamo la necessità di includere l’elettronica nel nostro mondo in primis perché è una cosa attuale che ci piace e poi per far sì che i colori non si fermassero semplicemente ad una musica prettamente strumentale ma che includesse tutti quegli elementi necessari a farla essere più completa, come richiedono le produzioni odierne.

Il titolo del vostro singolo si relaziona perfettamente alla situazione che la musica e il settore delle arti e dello spettacolo stanno vivendo in questo momento: credete che la nostra società abbia bisogno di una sorta di rieducazione culturale per percepire meglio l’entità del danno che questi settori nello specifico stanno subendo?

Non sappiamo se serva una rieducazione in relazione alla tutela delle arti, quello di cui siamo certi è che le forme d’arte dopo questo periodo di grave emergenza sono state penalizzate e lasciate a loro stesse. Crediamo quindi che la migliore rieducazione possibile sia affacciarsi al futuro buttando un occhio a ciò che è successo nell’ultimo anno e mezzo per essere più consapevoli e migliorare le cose.

A tal proposito, siamo anche a conoscenza del fatto che siete degli ottimi animali da palcoscenico: quando e dove potremo vedervi quest’estate?

Come sapete il momento attuale è ancora molto delicato, soprattutto nella nostra riviera dove i concerti e i dj set erano all’ordine del giorno mentre ora vivono in un clima di totale incertezza, si potrebbe dire che si viaggia con il freno a mano tirato per paura che le cose possano nuovamente precipitare. Faremo le nostre uscite per agosto e settembre ma le date sono ancora da definirsi a causa appunto di queste motivazioni. Seguiteci!

Come ultima domanda vi chiediamo di raccontarci l’idea che è stata alla base del video di “Non spegnere la musica”, ambientato interamente sulla riviera riminese!

Volevamo un video che potesse invogliare le persone a tornare con più spensieratezza alla vita di tutti i giorni, con quella libertà che si percepisce su uno skate o su dei pattini durante un’estate rovente, tra mille colori, mille emozioni che solo il nostro lungomare può offrire. La scelta di rendere tutto molto colorato e vivace si sposa con il mood del brano e con ciò che volevamo trasmettere. 

a cura di
Ilaria Rapa

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Annalisa – Trento – 31 luglio 2021
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