“E Sia”: il ritorno a casa dei C.F.F. e il Nomade Venerabile

“E Sia”: il ritorno a casa dei C.F.F. e il Nomade Venerabile
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Dopo sei anni dall’ultimo album d’inediti, la band indie-rock ha pubblicato “E sia”

‘E Sia’ rappresenta il nostro ritorno a casa“. Così Vanni La Guardia, basso e voce dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, ha definito questo ottavo album.

La band originaria di Gioia del Colle (BA) è formata da Anna Maria Stasi, voce e scenografie, Anna Surico, chitarre e synth e Guido Loi batteria e percussioni. Forte di ventidue anni di carriera tra contaminazioni e influenze che vanno dal cantautorato italiano al rock d’autore, dallo stoner al post-rock, all’elettro-acustico, ritrova intatta, grazie alla bellezza della poesia di Grazia Procino, l’attitudine primordiale al travalicare i confini della musica.

L’importanza della ricerca sul testo

C.F.F. sta per Concettuale Fisico Fastidio: “Concettuale” per l’importanza della ricerca sul testo, attraverso l’utilizzo della lingua italiana ma anche francese, tedesca ed inglese; “Fisico Fastidio” perchè il progetto ha sempre travalicato i confini della musica, per intrecciarla, spesso stridendo di contrasti, con il teatro-danza e la video-arte.

Il Nomade e il Venerabile sono invece i nomi d’arte dei due ragazzi che, agli esordi, curavano l’aspetto teatrale del gruppo.

E sia: uno dei dischi migliori per conoscere i C.F.F. e il Nomade Venerabile

Un disco nato quasi per caso da un reading letterario di presentazione di “E sia” (Giuliano Ladolfi Editore), la seconda silloge poetica di Grazia Procino. La band accompagnò la presentazione svoltasi nel Foyer del Teatro “Rossini” di Gioia del Colle, musicando quattro poesie. Dalla bellissima commistione tra le parole della poetessa e le melodie della band è nata l’idea di sviluppare un intero album che segna il debutto alla batteria dei C.F.F. di Guido Loi.

“Uno dei nostri lavori migliori, siamo riusciti a contaminarci, con la grande soddisfazione di sentire tutto profondamente nostro”

Vanni La Guardia

La band è riuscita a racchiudere i differenti background dei quattro componenti in otto tracce che idealmente si dividono in due facciate. La prima di natura acustica, sulla scia della musica d’autore. La seconda più post-punk, new wave e indie rock.

Due facciate ideali per un album magnetico

“E sia” si apre con il suono che culla e ondeggia della title track seguita da “Dammi a voce distesa”. Ascoltare versi del tipo: “ci si aggrappa a tutto pur di non sprofondare, anche alla notte” e “c’è un bisogno di voci che a gola spiegata cantino la vita“, in un momento che necessita profondamente di questo, mette davvero i brividi. Come la voce della Stasi che esprime in queste prime tracce tutta la sua potenza vocale.

In “La veglia” la voce dell’interprete gioiese si sposa perfettamente con quella di Andrea Chimenti, cantautore e voce della storica band Moda, esponente del sound fiorentino degli anni ’80. Chimenti contribuisce alla potenza espressiva del brano, impreziosendolo con la sua sensibilità. “Esergo” con le sue atmosfere eteree e sognanti ci conduce alla seconda facciata.

La facciata elettronica

“Il cuore sotto le scarpe sporche” urla il “gelo alle mani e al cuore” di un inverno inacidito dopo una domenica d’estate complice del gesto ostile, slavata, ma non grigia. “Ognuno manca di qualcosa“: la consapevolezza della mancanza emerge in “Non ho più”. Tra mani e bocca perse, le prime per carezze che non sono ritornate, la seconda usata per donare baci acerbi.

Amo il mondo anche quando mi viene contro” è il verso che chiude “Amore e mito” ed è il ritornello della settima traccia di E sia. Tra l’attesa “di squarci nitidi dal passato” di Orfeo, la proiezione nel futuro di Euridice e “il rifugio” nei libri come “il tessere” di Penelope “la trama del giorno che viene“.

Altri versi quanto mai attuali e profetici si ritrovano in “Epilogo”, la traccia che chiude il disco: “finiremo di stancarci per questi giorni magri, smunti“. Primo verso carico di speranza che fa eco all’epilogo: “torneremo a godere di vita“.

La band dimostra con “E sia” di non aver minimamente perso il piglio, l’emotività e l’attitudine espressiva dei primi dischi.

Coinvolgimento dei talenti del territorio

Nell’ottica di dare spazio ai talenti del territorio, che la band persegue da sempre, il lavoro grafico della copertina è opera di elècktrArt (Francesca Pastore), artista anche lei di Gioia del Colle (BA). La fotografa Lia Marchetti è di Bitonto (BA), ma gioiese d’adozione.

E sia - copertina disco
“E sia” – copertina di elècktrArt
La scelta controcorrente

I C.F.F. e il Nomade Venerabile hanno scelto di pubblicare l’album solo in formato CD, per opporsi alla saturazione del mercato on line. Eccesso che provoca distrazione, riducendo la musica a un sottofondo. Come forma di protesta verso lo sfruttamento della musica da parte dei colossi del web, hanno deciso di stampare solo 300 copie di “E sia”. Rifacendosi a quanto affermato da Alex Chilton:

“A un certo punto ho capito che se stampi solo cento copie di un disco, allora finisce che quel disco arriva alle cento persone nel mondo che lo desiderano di più”.

Alex Chilton

È quindi possibile ordinare la propria copia di “E sia” tramite mail, scrivendo a ventunonervi@libero.it e riceverla comodamente a casa.

Biografia e riconoscimenti

Ad oggi i C.F.F. e il Nomade Venerabile hanno collezionato circa 400 concerti in Italia e all’estero e pubblicato 8 dischi (tra lp, ep e raccolte). Hanno collaborato con artisti come Andrea Chimenti, Paolo Benvegnù che li ha definiti “uno dei migliori gruppi in Italia, con una grande forza e abnegazione”. E ancora con Yo Yo Mundi, Roberto Angelini, Franz Goria e Umberto Palazzo.

Hanno vinto 20 festival in giro per l’Italia e ricevuto numerosi premi della critica. Nel 2006 Anna Maria Stasi riceve da Paola Turci il premio come Miglior voce della rassegna “VenerElettrica International Female Rock Festival” di Perugia. La cantautrice romana, direttrice artistica del festival, ha apprezzato tantissimo la capacità di osare, di oltrepassare i confini della creatività della band.

E ancora i premi da Ellade Bandini e Daniele Sinigallia e la targa “Premio Speciale Matteo Salvatore” dal “Club Tenco”. I C.F.F. hanno distribuito la propria musica al MIDEM di Cannes nella compilation “The Best Of Indies In Italy”. Suonato allo Sziget Festival di Budapest nel 2005 in qualità di ospiti insieme a nomi come Korn, Nick Cave, Morcheeba. Hanno musicato lo spettacolo teatrale “Il mio inv(f)erno… vita da zingaro”, dedicato al pugile sinto Rukeli, eseguendo la colonna sonora dal vivo.

In occasione del “Premio Carratta” del 2007 a Ugento, la speaker radiofonica Rosaria Renna definì Anna Maria Stasi: “una giovane Antonella Ruggiero” per la “sensuale, dolce e potente voce“.

a cura di
Mariangela Cuscito

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Mariangela Cuscito

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