La leggera intensità di Colapesce-DiMartino

La leggera intensità di Colapesce-DiMartino
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“L’anima dell‘ uomo è immortalee che talora termina la vita terrena – ciò che si chiama morire –, e talora di nuovo rinasce, ma che non perisce mai: per questa ragione, bisogna vivere la vita nel modo più santo possibile.” Platone

Il duo Colapesce-DiMartino è stata sicuramente una delle proposte più riuscite dell’ultimo Festival di Sanremo. A dire il vero il brano presentato ( che ormai cantano anche i muri) Musica leggerissima si è insinuato nelle testa di noi tutti col tempo. Nelle serata finale sorprendono tutti e si piazzano quarti portando a casa il premio Lucio Dalla assegnato dalla Sala Stampa Radio-Tv-Web.

Un singolo azzeccatissimo

Risultato: nelle classifiche di vendita ( Fimi e iTunes) risultano in vetta e le radio lo propongono in alta rotazione. Un singolo azzeccatissimo in questo anno terribile di pandemia e paura, con quella vena malinconica tipica delle migliori produzioni italiane degli anni ’70. Si parla di depressione, fra l’altro, contenuti presentati senza forzare la mano con un sorriso amaro che accomuna tutti noi.

In realtà i più informati sanno che Lorenzo Urciullo in arte Colapesce e Antonio Di Martino sono due fra i più accreditati esponenti dell’indie alternativo, termine che vuol dire tutto e niente. Artisti completi, da approfondire, autori fra i più richiesti dagli interpreti della canzone ( hanno scritto per Annalisa, Malika Ayane, Francesco Renga).

I mortali

La loro amicizia dura da dieci anni e lo scorso anno hanno inciso insieme l’album I mortali. Con l’aggiunta di Musica Leggerissima il duo Colapesce-DiMartino ha riproposto l’album intitolandolo I mortali 2. C’è un pensiero comune che attraversa tutte le canzoni dell’album: la caducità della vita, la ricerca dell’immortalità che si scopre invece illusoria coi nostri errori e con le illusioni.

Vi consiglio, se ancora non l’avete fatto, di immergervi nelle canzoni di I mortali 2, nell’ironia sui nuovi cantautori contenuta ne Il prossimo semestre, il rapporto d’amore oscuro di Rosa e Olindo, i protagonisti della strage di Erba. Vi stupirete a cantare il ritornello coinvolgente di Luna Araba, cantata insieme a Carmen Consoli.

Innovazione e continuità

Fra gli altri brani un adattamento in italiano del brano Born to lose di Marianne Faithfull e sei brani tratti dai dischi solisti di entrambi. Con questa operazione l’indie-pop ha raggiunto una sublimazione e un’identità che finora faticava a raggiungere. Con Colapesce-DiMartino raggiunge un’identità autoriale di notevole spessore presentando tutti gli umori e le influenze positive di provenienza siciliana.

Infatti l’ispirazione che si insinua fra i brani è quella, fra gli altri, di Battiato, le coordinate di un pop con una fine ricerca musicale sospesa fra chitarre acustiche o soft rock e soluzioni elettroniche, il tutto sempre funzionale a una struttura classica di canzone che si presenta sospesa fra freschezza compositiva e tradizione, innovazione e continuità.

Album dell’anno

Non è un caso che ne I Mortali 2 Colapesce-DiMartino rendono omaggio proprio a Battiato interpretando Povera Patria missata da Pino Pinaxa Pischetola e rimaneggiata dal produttore Davide Rossi dove è stata lasciata la voce del maestro nella parte finale.

Ci troviamo quindi di fronte a uno degli album dell’anno, un qualcosa di innovativo per la musica italiana che non avveniva da tempo. Tenete d’occhio Colapesce-DiMartino, sono solo all’inizio di una maturazione artistica che porterà sicuramente buoni frutti.

Per completare, nel caso diventi un’ossessione, oltre all’album, trovate due riferimenti importanti per capire l’ultima produzione di Colapesce-Di Martino. In primis il Podcast Big!Colapesce e Di Martino a Sanremo che ripercorre in maniera tenera e simpatica, l’odissea vissuta dal duo a Sanremo. Poi da non perdere I Mortali Live Movie girato lo scorso anno e presenta i due in giro per la meravigliosa terra siciliana che eseguono versioni live di brani tratti dal disco.

a cura di
Beppe Ardito

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Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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