“Sindrome di Stendhal” di Emanuele Aloia: arte in musica

“Sindrome di Stendhal” di Emanuele Aloia: arte in musica
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Esce oggi, 16 aprile, il disco d’esordio del giovane cantautore torinese dopo l’Oro di “Girasoli” e de “L’urlo di Munch” e il doppio Platino de “Il bacio di Klimt”

Sindrome di Stendhal” (Sony Music/Epic) è stata presentata in occasione della Giornata mondiale dell’arte che ricorre il 15 aprile, in una location pregna d’arte. Emanuele Aloia ha infatti eseguito “Romeo e Giulietta” nella sala che accoglie la celeberrima “Nascita di Venere” di Botticelli, presso la Galleria degli Uffizi.

Lì il cantautore ha incontrato Eike Schmidt, il direttore del museo, e dialogato con lui sull’importanza dell’arte proprio di fronte La Primavera di Botticelli. “È stata un’emozione grandissima incontrare il direttore, visitare gli Uffizi e suonare in una città come Firenze”. Oltre “Romeo e Giulietta”, contenente citazioni di Shakespeare e della Venere, ha cantato “La Monna Lisa“, “Quando Dio ti ha inventata” e “Ipocrisia“.

Sia l’incontro che la suggestiva esibizione sono stati trasmessi ieri alle 14:30 in contemporanea sui profili TikTok della Galleria degli Uffizi e di Emanuele Aloia.

La copertina dell’album “Sindrome di Stendhal”
Arte e TikTok

Arte e TikTok un connubio che potrebbe far storcere il naso a molti ma che è congeniale al cantautore torinese. Appassionato di arte da sempre, infatti le sue canzoni sono ricche di citazioni legate alla pittura oltre che alla filosofia, alla letteratura e al cinema.

TikTok è stata la cassa di risonanza delle sue prime canzoni “Girasoli” e “Il bacio di Klimt” in particolare. Sono 400.000 i video creati sul social utilizzando brani di Emanuele. Grazie a questa popolarità conta ad oggi più di 92 milioni di streaming e 68,5 milioni di views con la sua musica.

TikTok continua ad essere un trampolino di lancio per gli artisti emergenti e, allo stesso tempo, è casa per tutti gli artisti alla ricerca di nuove modalità per esprimere il loro talento e connettersi con la community.

Anche gli Uffizi hanno aperto un anno fa il loro profilo su TikTok (@uffizigalleries). In breve tempo, sono riusciti a raccontare l’arte in una maniera unica, fresca e nuova, regalando alla community un nuovo modo per scoprire le loro bellezze. Con l’augurio di poter presto visitare dal vivo questi luoghi.

L’incontro tra Emanuele e gli Uffizi ha reso molto orgoglioso Paul Hourican, Head of Music Operations TikTok Europa e il suo team: “Ci impegniamo per essere, oggi e sempre, una casa per la musica, per gli artisti e i creator. Continueremo a sostenere il business musicale a livello globale”.

Riferimenti artistici e letterari come filo conduttore

Tornando a “Sindrome di Stendhal”, titolo che riprende il disturbo che si manifesta attraverso un’estasi contemplativa al cospetto di opere d’arte e capolavori di enorme bellezza, racchiude al suo interno una varietà di contaminazioni concettuali e musicali: “Non è un concept album ma ci sono riferimenti artistici e letterari che creano un filo conduttore tra le canzoni”, ha dichiarato Aloia.

“Non seguo regole quando scrivo, viaggio molto d’istinto, le canzoni nascono da un’esigenza personale. Non penso mai al dopo quando scrivo”.

Emanuele Aloia

Questo suo “marchio di fabbrica” lo accompagna da sempre. “Già nella mia prima canzone scritta a 17 anni c’era una citazione di Platone, è una predisposizione cresciuta con me, come l’identità melodica e concettuale”. L’album si apre con “Notte stellata“, il nuovo singolo in rotazione radiofonica proprio da oggi. La canzone parte come ballad per poi avere un’inaspettata evoluzione dopo la prima strofa.

La difficoltà nella scelta della tracklist

A differenza delle altre 11 canzoni nate nell’ultimo anno e mezzo “Ipocrisia” e “Buongiorno principessa” sono state scritte cinque anni fa. Ipocrisia è un testo di denuncia “C’è solo abbondanza di maschere”, canta qui Aloia. Buongiorno principessa invece è un brano molto orchestrale, quasi da colonna sonora di un film: “le ho ri-arrangiate e inserite nell’album perchè credo nel loro potenziale”, ha dichiarato il cantautore.

Ascolta “Sindrome di Stendhal” su Spotify

Il lavoro di selezione delle 13 tracce di “Sindrome di Stendhal” è stato difficile: “Ho più di 100 canzoni inedite, spero arrivino altri album”. Ha confidato Aloia che ha interamente scritto e composto le canzoni, affiancato da Steve Tarta, che ne ha curato anche la produzione.

“Il virus più grande del nuovo millennio porta il nome di essere umano (…) la gente ha uno sguardo di pietra e la testa di Medusa”.

La sindrome di Stendhal

La title track è la canzone in cui si concentra il maggior numero di citazioni. A proposito dei primi singoli: “‘Girasoli‘ è la canzone che mi ha dato fiducia, ho capito che potevo impormi con la mia musica, Il bacio di Klimt è stato la conferma“, ha dichiarato Aloia durante l’incontro con i giornalisti.

Curiosità

Il cantautore è molto legato a Torino, la sua città che definisce un museo a cielo aperto, piazza San Carlo “il salotto della città”. Conosce i suoi luoghi d’arte e cultura e si augura presto di visitare altri luoghi d’arte in Italia.

Tra gli artisti a cui è particolarmente legato c’è sicuramente Van Gogh non solo per le sue opere, ma anche per la storia di vita. “Non ha potuto godere del successo perché arrivato dopo la sua morte”. Tra le personalità che avrebbe voluto incontrare oltre al pittore olandese ci sono Monet e Montale: “A scuola mi piaceva studiare Letteratura e Filosofia”. Un cantautore attuale per cui Aloia ha una stima grandissima è Stromae che definisce: “un artista a 360°”.

Tra le belle soddisfazioni di questi primi anni di carriera c’è sicuramente quella di aver fatto appassionare studenti all’arte e alla letteratura, grazie alle sue canzoni. E di sapere di professori che fanno analizzare i suoi testi durante i compiti in classe.

a cura di
Mariangela Cuscito

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