Malika Ayane e il suo “malifesto”

Malika Ayane e il suo “malifesto”
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“È un inno alla riscoperta del valore delle emozioni e all’importanza di manifestarle”. Così viene presentato in conferenza stampa “malifesto” (sì, tutto minuscolo), sesto album di Malika Ayane in uscita proprio oggi, giovedì 26 marzo 2020.

È in un certo senso anche uno spronare per mettersi di fronte alle cose senza paura, con il coraggio di riconoscersi anche quando tutto attorno cambia. Una fotografia di diversi stati d’animo che Malika Ayane ha deciso, a modo suo, di manifestare.

Raccontare se stessi per raccontare il presente

Da sempre Malika Ayane racconta il presente dal suo punto di vista, e lo fa anche in “malifesto”. Il disco – che contiene ovviamente il singolo presentato a Sanremo “Ti piaci così?” – è stato registrato a Milano con la supervisione di professionisti come Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo.

Malika Ayane mi ha inviato una serie di foto e video per darmi delle suggestioni estetiche, per dare un suono alle immagini o seguire quello che un’immagine può evocare.

Abbiamo fatto una ricerca su tutta la scena del cantautorato francese e belga, il “french touch”, cercando di mischiare la Francia al nostro background e a volte inserendo delle vere e proprie citazioni. Una produzione volutamente minimale che rispettasse l’estetica elegante prefissata e lasciasse spazio alla voce di Malika Ayane, che ha una timbrica unica, calda.

Ho abbassato le tonalità di diverse canzoni per sfruttare la parte bassa della voce, quasi a farle sussurrare le parole

Antonio Filippelli
Parola chiave: ricercatezza 

È stata data tanta, tantissima importanza al suono di ciascun brano, affinché il disco risultasse estremamente curato. Ci sono infatti batterie strette registrate con pochissimi microfoni, filtrate nei simulatori di nastri e Vinile e Drum Machine come la Linn o la CR78 che creano il tappeto ritmico.

Il basso Hofner è stato utilizzato appositamente per creare un disco “bassocentrico”. Poche chitarre elettriche, anzi, praticamente nulle: questo per dare più spazio a strumenti acustici a corda come la chitarra classica, l’ukulele e l’AutoHar, pianoforte e synth come Juno 60, Jupiter, senza dimenticare intarsi cuciti da Mellotron e archi.

La stesura dei brani è frutto di collaborazione, confronto, amalgama creatosi grazie alla passione e all’amore della musica. “Malifesto” è composto da 10 brani composti da Malika Ayane insieme a Pacifico, Antonino Di Martino, Alessandra Flora, Leo Pari, Colapesce, Antonio Filippelli, Daniel Bestonzo e Rocco Rampino.

Un album che tenta di riscoprire i punti di forza di ciascuno di noi, di non aver paura di mostrare le proprie debolezze e anzi di farne manifesto di rinascita.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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