Vasco Brondi – Bike-In Arena Mantova – 1° settembre 2020

Vasco Brondi – Bike-In Arena Mantova – 1° settembre 2020
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Cronaca di un infiltrato finto-indie-pre-2010 al concerto di uno dei capisaldi della prima ondata indie-cantautorale.

Un tributo ai suoi maestri. Questo è il senso profondo di Talismani Per Tempi Incerti, il tour che Vasco Brondi (ei fu Le Luci della Centrale Elettrica) sta portando in giro per l’Italia. Un’estate particolare, giocoforza diversa da quelle cui siamo stati abituati.

La Bike-In Arena di Mantova, tuttavia, è perfetta per questo genere di situazioni. Posti a sedere con rigoroso rispetto delle norme anti-Covid, certo, ma al tempo stesso familiare. Un po’ un grande giardino in cui condividere la stessa passione.

Foto: Riccardo Diotallevi per Fresh Agency
Una confessione da fare

A proposito, devo uscire allo scoperto: il qui presente scribacchino è a digiuno di Vasco Brondi da almeno 10 anni. Non ho idea del perché, ma ho deciso di fare questo salto nel vuoto. Nel 2010 ascoltavo metal, hard rock e anche cantautorato, ma l’indie puro, quello fatto in cameretta da ragazzi dell’italica provincia, faticavo a digerirlo.

Ora, nel 2020, io ho qualche capello in meno, Vasco Brondi un chilo di barba in più, entrambi abbiamo menti leggermente diverse. Più aperte, se vuoi.

Nel dubbio, tuttavia, per immedesimarmi al meglio mi sono presentato al mio posto con birra, finto parka, capello imbarazzato dall’umido (il Campo Canoa è proprio a ridosso del lago), sottomarca dell’Amuchina. Tu chiamali, se vuoi, tentativi di riesumare l’indie pre Anni ’10.

Foto: Riccardo Diotallevi per Fresh Agency
Lo stupore di essere affini

Sarà per tutto questo che il qui presente finto capellone ha apprezzato particolarmente la proposta del suo barbuto nuovo amico. Perché stupisce l’inizio del concerto affidato alle parole di una poesia di Enri De Luca; ti stranisce quando pensi “Dannazione, l’attacco è stile C.S.I.”, ed è proprio In Viaggio che rivive nella cantilena del cantautore veronese.

Dopo un po’ hai un’illuminazione, quasi ti va di traverso l’ultimo sorso di alcolico biondo e riconosci Oceano di Gomma degli Afterhours. E pensi che dopotutto è in linea con Brondi. Sorridi quando Vasco mette le mani avanti, “Ora facciamo una canzone. È una canzone intoccabile. Noi però l’abbiamo toccata” e parte l’anima di De Andrè, in direzione ostinata e contraria.

Ammirazione verso maestri, rielaborazione e nuova luce a Chakra, Stelle Marine e altri lavori di una centrale elettrica che ha trovato ora una dimensione più intima e calma, diversa da quella inquietudine che faticava a esplodere e rimaneva implosa di più di 10 anni fa. Chitarra, violoncello, tastiere, voce. Stop.

Foto: Riccardo Diotallevi per Fresh Agency
Alzarsi contenti. Andarsene arricchiti.

Un rockettaro per un’ora e venti si è quasi sentito un inidie a cavallo degli anni ‘00 e ’10, ma con un pizzico di cantautorato maturo e di indubbio pregio. Cambiamo tutti. O meglio, ci evolviamo, nel migliore dei casi allarghiamo le personali vedute.

E delle volte troviamo una via catartica dove ripulire qualcosa. Ansie, pensieri, paure, semplice insofferenza. Una via soffusa, ruvida, ma non malvagiamente lacerante. Non quanto tanto tempo prima. E va bene così.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

2 pensieri su “Vasco Brondi – Bike-In Arena Mantova – 1° settembre 2020

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