CNN: quarant’anni di rivoluzione dell’informazione

CNN: quarant’anni di rivoluzione dell’informazione
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Sembra impossibile immaginare il mondo dell’informazione antecedente al primo giugno 1980, giorno nel quale la CNN inizia le sue trasmissioni. Ancora più impensabile il passato anche alla luce dei giorni nostri, nei quali viviamo bombardati 24 ore su 24 di notizie ed informazioni, non solo a carattere internazionale ma anche prettamente locale.

Le notizie prima di quarant’anni fa erano principalmente diffuse tramite tre canali: radio, quotidiani e telegiornali. Altra epoca, si direbbe, quella di venire a scoprire le notizie quando ormai erano diventate storia, magari con il “tiggì della sera” durante la cena in famiglia. Ma soprattutto si era di fronte a fatti che non venivano vissuti in prima persona, escludendo le rare edizioni straordinarie o dirette annunciate per eventi di portata storica. Esempio eclatante: il primo sbarco sulla luna nel 1969, con trasmissioni televisive ad alternarsi alle narrazioni radiofoniche.

La rivoluzione dell’all-news

L’ingresso della CNN in un mercato al tempo scoperto, quello dei canali all-news, porta il giornalismo su un livello fino a quel momento inesplorato. I fatti non vengono più riportati in differita, ma arrivano nelle case del pubblico nello stesso momento nei quali accadono. Ogni giorno, ad ogni ora. La Caduta del Muro di Berlino nel 1989, evento che arriva a conclusione di un decennio nel quale la Guerra Fredda ha mostrato più volte i segnali di un’imminente termine, è forse il primo evento di impatto mondiale, nel quale molti hanno compreso di vivere in prima persona un momento di portata storica. 

Un decennio ricco di eventi di carattere politico, come la guerra nelle Falkland o le politiche neoliberiste di Reagan e Thatcher, ma anche più ludico, come il matrimonio tra Diana e il Principe Carlo e gli eventi sportivi. Ma anche le proteste di Piazza Tienanmen, con l’immagine dei carri armati entrata ormai nell’immaginario collettivo, e vere e proprie stragi umane, come quella avvenuta a Bhopal nel 1984, iniziano a mostrare al pubblico un mondo che sembrava tanto lontano ma che, grazie alla TV, diventa più vicino.

Gennaio 1991: l’inizio di una nuova era

Il momento della svolta, quello che decreta però la vera e propria rivoluzione dell’informazione, avviene un decennio dopo. Nel 1991, infatti, la CNN documenta sul campo il 17 gennaio 1991 l’inizio della Guerra del Golfo a Baghdad. In questo momento la guerra, vissuta nei libri di storia o in alcuni reportage fatti a posteriori, viene documentata con dovizia di dettagli e con immagini trasmesse in diretta, senza alcun filtro. Dopo undici anni la CNN diventa grande e il provider di contenuti per numerose emittenti in tutto il mondo. 

Dal gennaio del 1991 l’informazione giornalistica tramite il canale televisivo cambia faccia in maniera definitiva. La trasmissione di bombardamenti in diretta TV, o di reportage in diretta dai luoghi dove avvengono, rivoluzionano il modo di pensare il giornalismo. Il reportage di guerra raggiunge a questo punto un nuovo livello di approfondimento, che arriverà alla sua definitiva evoluzione una quindicina di anni dopo. Nel 2008 l’emittente Al Jazeera, che documentò il conflitto israeliano-palestinese, decide di rendere i contenuti prodotti dall’emittente disponibili per tutti. L’informazione non è quindi più oggetto di contrattazione o vendita, ma diventa un contenuto da condividere.

Diretta e propaganda politica

D’ora in avanti ogni evento può potenzialmente diventare oggetto di dibattito pubblico. Anche un processo, come quello di OJ Simpson (con tanto di inseguimento trasmesso in diretta), diventa un contenuto da trattare e al quale dedicare ampio spazio di approfondimento. Spazio che genera anche un nuovo strumento per il dibattito politico. I canali all-news negli anni Novanta iniziano a proliferare, e proprio nel 1996 nasce Fox News, quello che negli anni diventerà il concorrente più agguerrito della CNN. Anche per un’altra ragione: sin dal primo momento diventa il principale strumento di informazione e propaganda della parte repubblicana della politica statunitense.

La TV diventa anche, più che in passato, un vero e proprio strumento di propaganda della politica. Una portata amplificata dall’uso dei social media, che porteranno alla ribalta figure come Obama, Alexandria Ocasio-Cortez e lo stesso Trump, ma che già in precedenza aveva fatto intuire le sue potenzialità. Il dibattito pre-elettorale va oltre le ormai vetuste tribune elettorali; i tour nazionali dei candidati iniziano ad essere ampiamente documentati, al punto che una frase può causare il successo o l’immediato fallimento di un candidato.

Il Presidente arriva nelle case dei cittadini, costruendo con loro un filo diretto. Nel 2000 fu Clinton a fare la prima intervista via Internet, con tanto di domande inviate dagli spettatori in quello che poi successivamente diventerà un Q&A diffuso o il meno noto, ma altrettanto influente, AMA di Reddit. Sulla comunicazione televisiva, negli anni, in molti costruirono il proprio successo personale. Per non scomodare i più recenti Trump e Obama, anche il britannico Tony Blair fece uso della televisione per costruire il più clamoroso successo laburista della storia britannica.

11 settembre 2001: gli attentati in diretta TV

Pur essendo un evento dell’altro ieri, l’attentato di New York sembra successo mediaticamente un’era geologica fa. Basti pensare che nel 2020, grazie ai social media, sappiamo ogni singolo dettaglio di quanto sta succedendo in queste ore a Minneapolis. Ma in quella giornata di fine estate in diretta televisiva cadde ogni singola certezza del cittadino americano: la guerra, prima così lontana, è arrivata sotto casa. E il momento del secondo aereo che si schianta in diretta, tra lo sgomento generale, ha una portata storica fondamentale. Si parla di quel tipo di evento nel quale chi lo ha vissuto ricorda la cosa che stava facendo in quel preciso momento. Una cosa che è in comune a pochissimi fatti avvenuti dal Dopoguerra in avanti.

1991-2001: forse non è un caso ma in dieci anni, scanditi da due eventi di portata storica, si è definito il sistema del giornalismo moderno. Ormai ogni nazione ha il suo canale all-news, continuamente aggiornato e ricco di approfondimenti, e le informazioni arrivano in ogni momento, da ogni parte del mondo e da numerosi canali. Molti pensano che la digitalizzazione della carta stampata sia lo step definitivo; in realtà anche questo passaggio è frutto di un lungo percorso durato quasi vent’anni e scandito dalla storia della CNN, tanto innovativa quanto rivoluzionaria.

L’emittente, nata quarant’anni fa come una scommessa dell’imprenditore Ted Turner, ha contribuito alla creazione del giornalismo come lo conosciamo oggi. Un tema che prima era territorio della carta stampata e che negli anni si è evoluto, prendendo spunto anche dalla freschezza della TV. Internet ha chiaramente contribuito a dare il salto definitivo ad un percorso che, però, aveva già gettato negli anni precedenti solide fondamenta. E che oggi, a quarant’anni dall’inizio delle trasmissioni della CNN, celebriamo.

A cura di
Nicola Lucchetta

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