Amanda Gorman: chi è la giovane poetessa che ha parlato di unità al giuramento di Biden

Amanda Gorman: chi è la giovane poetessa che ha parlato di unità al giuramento di Biden
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Mercoledì 20 gennaio, durante la cerimonia di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, Amanda Gorman ha recitato di fronte al Campidoglio, avvolta in un luminoso cappotto giallo, la poesia The Hill We Climb. Chi ha guardato l’evento non può non esserne rimasto affascinato. Ma chi è Amanda Gorman?

La storia di Amanda Gorman

Nata e cresciuta a Los Angeles, Amanda Gorman ha 22 anni ed è la più giovane poetessa inaugurale di sempre negli Stati Uniti.

Al New York Times ha raccontato di aver avuto un’infanzia in cui si è spesso sentita un’estranea, fatta di intere giornate trascorse seduta su una panchina a scrivere o a costruire il suo personale dizionario, mentre gli altri bambini giocavano o guardano la televisione.

Fin da piccola ha sempre preferito la parola scritta al parlato. Infatti, come il presidente Biden, Gorman ha avuto problemi di linguaggio, con la difficoltà a pronunciare certi suoni.

Non considero la mia disabilità come una debolezza“, ha detto al Los Angeles Times, “mi ha reso l’artista che sono e il narratore che mi sforzo di essere. Quando devi insegnare a te stesso a pronunciare i suoni, quando sei molto preoccupato per la pronuncia, hai maggiore consapevolezza dell’esperienza uditiva“.

Si innamorò della poesia da giovanissima e subito si distinse per il suo talento. Ad appena 16 anni è stata nominata “Youth Poet Laureate” di Los Angeles. Qualche anno dopo, nel 2017, mentre studiava sociologia ad Harvard, fu la prima persona a ricevere la carica di “National Youth Poet Laureate”, un titolo assegnato ogni anno ad un giovane con particolare abilità nella poesia o nella parola parlata, e al tempo stesso impegnato nella giustizia sociale.

Gorman è inoltre fondatrice dell’organizzazione no profit “One Pen One Page”, che fornisce un programma di scrittura per ragazzi e ha già annunciato che le piacerebbe candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti nel 2036, quando avrà l’età minima richiesta.

The Hill We Climb

Circa un mese fa, il comitato inaugurale di Biden contattò Amanda Gorman per chiederle di leggere qualcosa il giorno del giuramento.

Non le diedero esplicite linee guida, ma durante la cerimonia il filo conduttore è, da sempre, uno solo: l’unità del paese. E mai come quest’anno era importante rimarcare il concetto, soprattutto dopo gli scontri e le difficoltà che hanno attraversato, e stanno attraversando tuttora, gli Stati Uniti.

Nella mia poesia, non ho intenzione di sorvolare in alcun modo su ciò che abbiamo visto nelle ultime settimane e, oserei dire, negli ultimi anni“, ha detto Gorman al New York Times, “ma quello che aspiro veramente a fare nella poesia è essere in grado di usare le mie parole per immaginare un modo in cui il nostro paese può ancora riunirsi e può ancora guarire“.

Come ha scritto Barack Obama su Twitter, ha letto una poesia, sincopata come un rap, che ha “incontrato il momento“.
Gorman ha raccontato che The Hill We Climb è stata conclusa in una notte, dopo le rivolte di Capitol Hill.

Abbiamo visto una forza che avrebbe scosso il nostro Paese anziché tenerlo insieme.
Lo avrebbe distrutto, se avesse rinviato la democrazia.
Questo sforzo è quasi riuscito.
Ma se può essere periodicamente rinviata,
la democrazia non può mai essere permanentemente distrutta

La lezione di Gorman

Gorman ha recitato la sua poesia per ispirare speranza e promuovere un senso di collettività, in un momento in cui gli americani stanno vacillando, sospesi tra pandemia, violenza politica e divisione razziale.

Il desiderio di Amanda Gorman è raccontare le vite delle persone più emarginate e per farlo ha scelto la poesia. Per questo motivo ha scritto The Hill We Climb, un componimento che parla di lei, ovviamente, e di tanti altri come lei. Delle sue origini legate alla schiavitù afroamericana e di un’America che ha sofferto, è vero, ma che sa come risollevarsi grazie all’unità del suo popolo.

Perché ci sarà sempre luce,
Finché saremo coraggiosi abbastanza da vederla.
Finché saremo coraggiosi abbastanza da essere noi stessi luce

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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