The Conjuring: Il rito finale – la recensione in anteprima

Siamo arrivati all’ultimo capitolo della saga che racconta l’epopea della famiglia Warren, una coppia di demonologi e cacciatori di fantasmi realmente vissuta nel XX secolo che dal 2013 infesta i nostri cinema con alcuni dei migliori film horror degli ultimi 10 anni. Questo rito finale sarà all’altezza dei precedenti?

Era il 2013 quando sugli schermi apparve il primo The Conjuring, un horror basato su fatti realmente accaduti che raccontava uno dei casi più noti della coppia di demonologi famosi in tutti gli Stati Uniti, i Warren. Per questa prima pellicola, Lorraine Warren fu consulente della produzione.

Il film riusciva a riportare sul grande schermo le ambientazioni classiche degli horror movie degli anni ’70 e, con un budget di soli 20 milioni, incassò 300 milioni al botteghino. Questo successo convinse la produzione a mettere in cantiere una serie di sequel, visti i numerosi casi affrontati dai due cacciatori di fantasmi.

Il franchise che ne uscì fu uno dei più prolifici della storia del cinema horror, ma solo nel 2025, a distanza di 12 anni da quel primo capitolo, siamo giunti alla conclusione di questa storia che ha portato alla realizzazione di 4 capitoli e 6 spin-off.

La produzione del film

Per la realizzazione di questo rito finale, nel febbraio 2024 venne dapprima confermato il regista del capitolo precedente, Michael Chaves, e gli attori che impersonano i Warren, Patrick Wilson e Vera Farmiga. A loro si aggiunse Mia Tomlinson nei panni della loro figlia Judy.

Solo a settembre dello stesso anno iniziarono le riprese a Londra, che durarono 3 mesi e portarono al primo trailer l’8 maggio 2025: 2 minuti e 20 secondi di pura adrenalina che introducevano l’ultimo caso della famiglia Warren, con tanti richiami al passato della saga.

Un teaser che fece crescere in me un deciso interesse, per dare il giusto commiato a una serie di film che mi ha fatto riavvicinare agli horror dopo anni di scarso interesse. Ma questo rito finale riuscirà a mantenere lo stesso livello dei capitoli precedenti o ci lascerà l’amaro in bocca con un addio sottotono?

L’ultimo caso

Torniamo indietro nel tempo: i Warren sono due giovani alle prese col loro primo caso paranormale. Davanti a loro, in un negozio di antiquariato, si staglia uno specchio posseduto che ha mietuto già almeno una vittima.

Dapprima entra nella stanza Ed Warren (Patrick Wilson) e successivamente Lorraine Warren (Vera Farmiga), che in quel momento è incinta. Durante questo primo rito succede qualcosa: lo specchio le mostra i mostri che lo abitano e immediatamente inizia il travaglio, quindi la coppia scappa in ospedale senza più tornare indietro.

Passano gli anni e in un luogo molto distante da quegli avvenimenti conosciamo la famiglia Smurl, un gruppo felice dove tutto sembra idilliaco. La secondogenita è sul punto di fare la cresima e quindi sono tutti in fermento.

Dopo la celebrazione la famiglia si riunisce in casa e, durante i festeggiamenti, i nonni porgono il regalo alla nipote, che si scopre essere quello specchio che tanti anni prima ha fatto iniziare la carriera ai Warren. Da questo momento, per la famiglia Smurl non sarà più lo stesso.

Iniziano infatti strani accadimenti nella casa che spaventano sempre più gli abitanti che però, non potendo andare altrove, chiedono aiuto alla chiesa, la quale non risponde in maniera positiva finché padre Gordon (Steve Coulter) non decide di vederci chiaro.

Questo produce la sua morte, evento che porta Judy Warren (Mia Tomlinson) ad andare in quella casa per capire cosa sia successo. Poco dopo arriveranno anche i suoi genitori che, quasi per obbligo, iniziano a indagare. Riusciranno a risolvere l’oscuro evento? Chiuderanno questo ultimo rito che li riporta ai loro inizi?

Non così convincente

La regia, affidata nuovamente a Michael Chaves, sembrava dare un senso di solidità e certezza alla pellicola, ma a conti fatti si nota che manchi qualcosa, come se ci siano stati travagli durante le riprese. The Conjuring: Il rito finale soffre di una certa assenza di paura.

La sceneggiatura risulta meno efficace dei predecessori, con oltre un’ora e venti di totale lentezza (sia chiaro, io adoro i film lenti nordeuropei, ma quelli creano tensione) dove, a parte qualche jump scare nemmeno troppo riuscito, ci troviamo davanti alla storia d’amore di Judy che si interseca con i primi tormenti della famiglia Smurl.

La colonna sonora risulta la componente di maggior impatto, l’unica che tenta di mantenere alta la tensione, ma è davvero tutto troppo difficile, nonostante il grande impegno.

Gli attori, ormai immedesimati perfettamente nella parte, salvano il salvabile donando una caratterizzazione ai personaggi che fa capire quanto ormai siano parte del loro essere, ma sfortunatamente è solo un piccolo tassello in un mare poco convincente.

Un addio più amaro del previsto

The Conjuring: Il rito finale è un addio per lo più amaro per gli amanti del genere e i fan della saga creata da Tony DeRosa-Grund. Tanti anni sono passati dal primo capitolo, con tanti alti e alcuni bassi, ma quest’ultimo capitolo sembra il classico: “non avevo più idee, ma i soldi fanno sempre gola”.

La storia poteva senza dubbio essere sviluppata più verso il genere di destinazione; le componenti orrorifiche sono poche e mal gestite. Gli spiriti sono senza ombra di dubbio una componente fatta ottimamente, ma si percepisce che manca quel qualcosa per farti saltare dalla sedia.

Sono conscio di essere sempre molto critico sul genere perché profondo amante degli horror in tutte le loro declinazioni, ma sfortunatamente questa pellicola racchiude tutti gli errori che credo siano poco accettabili in questo genere di film.

Rimane senza ombra di dubbio un film godibile anche se lento, con molte pecche e con il pregio di aver abbassato le serrande su un franchise che forse non aveva più nulla da dare, ma dal quale, come accade molte volte, si fa davvero fatica a staccare la spina.

Andate al cinema senza preconcetti, cercate di godervi la pellicola con la nostalgia del 2013 e salutate una coppia che è diventata cara a tutti noi in questi anni, facendomi poi sapere cosa ne pensate voi di The Conjuring: Il rito finale.

Buona Visione!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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