Romance Killer (ロマンス・キラー, Romansu Kirā) è nato come webmanga a colori scritto e disegnato da Wataru Momose sulla piattaforma digitale Shōnen Jump+ tra il 2019 e il 2020. L’anime ha visto il proprio successo globale grazie all’adattamento anime realizzato dallo studio Domerica e distribuito in esclusiva su Netflix nell’ottobre 2022. Composta da 12 episodi, la serie ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo all’interno del catalogo della piattaforma, scalando la top 10 dei titoli d’animazione più visti in decine di Paesi. A trainare l’ottimo riscontro di critica e pubblico è stato un passaparola costante, generato da una resa comica sopra le righe e, soprattutto, da una scrittura brillante capace di fare a pezzi, punto per punto, i canoni più rigidi e consumati del genere shōjo e dei simulatori di appuntamenti (otome game). (Attenzione: contiene spoiler!)

La trama
La vita della liceale Anzu Hoshino si regge su un equilibrio perfetto scandito da tre sole, irrinunciabili certezze: videogiochi, cioccolato e il suo amatissimo gatto Momohiki. Nessun interesse per la moda, i ragazzi o le convenzioni sociali dell’adolescenza. Questa routine idilliaca viene bruscamente interrotta dalla comparsa di Riri, una bizzarra creatura magica fuoriuscita direttamente dallo schermo del suo videogioco con una missione assurda: costringere Anzu a vivere una travolgente storia d’amore per contribuire a contrastare il calo demografico in Giappone.
Per piegare la sua resistenza, Riri ricorre a un ricatto spietato, confiscandole le sue tre passioni e catapultandola in una raffica di cliché romantici creati a tavolino: coinquilini forzati, piogge improvvise con ombrelli condivisi e incontri scenografici con i più classici archetipi maschili: il compagno riservato e popolare Tsukasa Kazuki, l’amico d’infanzia sportivo Junta Hayami e l’erede viziato Hijiri Koganei. Anziché cedere al copione prefissato, Anzu dichiara guerra aperta alla magia, decisa a sabotare ogni singola trappola del destino per riprendersi la propria libertà e guadagnarsi sul campo il titolo di perfetta “romance killer”.

Anzu Hoshino e la riscrittura dell’eroina shōjo
Il vero punto di forza di Romance Killer è proprio Anzu. Nelle solite storie sentimentali, la protagonista femminile finisce quasi sempre per cedere all’amore, aspettando il ragazzo giusto che le cambi la vita. Anzu rompe del tutto questo schema: ha priorità chiare e non sente il bisogno di una relazione per definirsi completa.
Le sue passioni ovvero i videogiochi, il cioccolato e il suo gatto non sono semplici gag per far ridere, nonostante si evince dagli episodi che è a causa loro che Anzu non ha mai colto alcuna occasione presentatale dall’amore. Rappresentano la sua indipendenza e il suo spazio personale, qualcosa che difende a denti stretti contro le intromissioni esterne. Quando la magia di Riri cerca di forzarla verso il tipico copione romantico, lei reagisce rifiutando ogni finzione.
La svolta vincente sta però nel modo in cui tratta i ragazzi che le compaiono intorno. Non li vede come nemici e nemmeno come pretendenti da catalogo: instaura con loro un’amicizia sincera, basata sulla lealtà e sul rispetto reciproco. Senza cercare il batticuore a comando, Anzu smette di essere l’oggetto da conquistare e diventa il loro punto di riferimento più solido. Un punto a favore va concesso ad Anzu: sebbene sia definita da Riri come “antagonista dell’amore”, Anzu incarna però gli ideali di una persona che si dovrebbe tenere stretta perché speciale.

Dietro la maschera dell’ikemen: vulnerabilità e realtà
La serie non si accontenta di fare parodia, ma scava nella personalità dei personaggi maschili. Nei simulatori di appuntamenti o negli shōjo classici, i bei ragazzi (ikemen) hanno ruoli già assegnati: il tenebroso, l’amico d’infanzia devoto, il ricco stravagante. Qui, invece, questi modelli perfetti perdono subito la loro patina artificiale.
L’esempio più chiaro è Tsukasa Kazuki. All’inizio sembra il solito ragazzo freddo e distaccato che fa il misterioso per farsi desiderare. Ben presto si scopre che il suo comportamento nasce da un vero trauma: in passato è stato perseguitato da una stalker, un’esperienza che gli ha tolto la serenità e la fiducia verso gli altri. La serie affronta questo tema con serietà, mostrando quanto l’ossessione possa distruggere la vita di una persona.
Il modo in cui si risolve la situazione ribalta del tutto i cliché di genere. Quando la minaccia si ripresenta, Anzu non aspetta di essere salvata dal protagonista maschile: si mette fisicamente in mezzo per difenderlo e fargli da scudo. È proprio questo passaggio continuo tra risate spensierate e problemi reali a dare all’anime una maturità inaspettata.
Perché l’autenticità vince sul copione
In conclusione, la forza di Romance Killer sta nella capacità di dimostrare che i legami umani più profondi non possono essere pilotati da algoritmi divini o scanditi dalle convenzioni narrative prestabilite. Riri incarna in chiave satirica la pressione sociale che pretende l’omologazione affettiva a tappe fisse; Anzu, opponendosi al ricatto e anteponendo l’ascolto e il rispetto dei confini altrui, dimostra che la vera complicità nasce spontaneamente, senza scorciatoie scenografiche. È questa sintesi tra risate e rispetto autentico per la salute emotiva dei suoi personaggi a rendere l’anime non solo un intrattenimento riuscito, ma una delle decostruzioni del romance più intelligenti e fresche degli ultimi anni.
a cura di
Rachel Anne Andres Rialo

