Gli Skunk Anansie, ospiti del festival Sogliano Sonica, scelgono le colline romagnole per la loro prima data italiana del tour estivo.
Il 22 luglio 2026, nella piazza centrale del borgo storico di Sogliano sul Rubicone, gli Skunk Anansie hanno tessuto per più di un’ora e mezza il loro rock. La band britannica è tornata in Italia per una serie di date estive che attraverseranno tutta la penisola nel mese di luglio. Come prima tappa in Italia hanno scelto la Romagna, nello specifico le colline di Sogliano, all’interno del festival Sogliano Sonica.
Sembrano nutrire un particolare legame con la costa romagnolo‑marchigiana: proprio l’anno scorso, in questo periodo, hanno fatto tappa a Senigallia, e nel 2023 sono stati ospiti internazionali del festival Ultrasuoni di Rimini (evento commemorativo del fondatore del Velvet Club, Thomas Balsamini). Velvet, locale storico nelle colline di Coriano (provincia di Rimini), dove gli Skunk Anansie si sono esibiti più volte nel corso della loro carriera.
Al centro della scena, sempre lei: Skin (all’anagrafe Deborah Anne Dyer), che domina incontrastata con la sua inconfondibile voce e il suo innato carisma. Anche dopo più di 30 anni di attività sul palco, la leader del gruppo mantiene ancora un’energia e una grinta invidiabili; a confronto un uragano di categoria cinque sembra una leggera brezza. Deborah non si risparmia neanche per un momento, travolgendo il pubblico in un crescendo di emozioni. Ipercinetica e inarrestabile, gira su se stessa come una trottola, salta sul palco con balzi di 2 metri; un attimo dopo scende in platea per godersi il bagno di folla dei fan che ormai la conoscono e l’aspettano con trepidazione.

Anche gli altri componenti della gruppo si fanno sentire: Cass Lewis (basso e seconda voce) e Ace (chitarra) tra un brano e l’altro scherzano tra loro e con Skin, spintonandosi a vicenda con affetto: la complicità sul palco è evidente e rende lo spettacolo ancora più genuino e sincero.
La setlist pesca dall’ultimo album del 2025 — Animal, Cheers, Lost and Found — ma soprattutto dai grandi classici che hanno segnato gli anni ’90 e i primi anni 2000, con hit che il pubblico canta a squarciagola, fino all’ultima nota. Si alternano le più celebri ballad pop‑rock, basti citare Hedonism (Just Because You Feel Good) e Secretly, a pezzi più graffianti e punk. Non mancano brani ruvidi e provocatori come Little Baby Swastika e pezzi politicamente impegnati (da Yes It’s Fucking Political a Intellectualise My Blackness).

Altri momenti salienti della serata: Skin prende la parola per ribadire temi come l’uguaglianza, la fratellanza e la pace, ricordando perché gli Skunk Anansie da sempre si schierano dalla parte delle minoranze. Altro passaggio memorabile è la versione ruggente di Highway to Hell degli AC/DC, che accende la folla, traghettandola verso il gran finale con You’ll Follow Me Down in acustico.
La serata si chiude definitivamente con un gesto simbolico e potente: la tape di Bella Ciao, durante i saluti, che unisce la carica del rock a un messaggio di resistenza e condivisione.
a cura e foto di
Illary Terenzi























