Con “Su misura”, Guglielmo Lai mette in musica una storia fatta di desiderio, rimpianto e piccoli momenti di felicità che sembrano impossibili da trattenere. Il brano, ultimo estratto dall’album Ognuno ha la sua voglia, è un racconto d’amore lontano dalle immagini romantiche più convenzionali: una relazione nata in un momento speciale, ma segnata fin dall’inizio da una complicazione difficile da ignorare.

La forza del singolo sta nella capacità di mescolare leggerezza e profondità. La produzione, curata da Guglielmo Lai insieme a Gabriele Ciullo, costruisce un ambiente sonoro pop con un groove accattivante, arricchito da un approccio vocale vicino alla sensibilità hip hop. Una formula che permette all’artista di muoversi tra melodia e racconto, lasciando spazio a un testo diretto e ricco di immagini.
Il videoclip diretto da Alessandro Truffarelli sceglie una strada altrettanto sincera, portando lo spettatore in una Roma distante dagli scenari più celebrati. Torpignattara diventa il cuore visivo della storia: un quartiere raccontato nelle sue contraddizioni, tra difficoltà sociali, strade segnate dal tempo e una quotidianità fatta di persone, incontri e momenti di normalità.
La Roma del video non è uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio. È una città che riflette lo stato d’animo del protagonista, intrappolato in una routine dalla quale vorrebbe scappare per tornare a quel momento perfetto che ha dato origine al brano. Il ricordo della Pasquetta trascorsa tra i colli romani, immerso nella natura e nella spensieratezza, assume così il valore di un luogo mentale più che geografico: un attimo di felicità impossibile da replicare.
Interessante è anche il modo in cui Lai affronta il tema dell’amore non corrisposto o complicato. Non c’è spazio per il rancore, ma solo per una malinconia sincera e per quella sottile ironia che rende il racconto umano e credibile. Il desiderio di rivivere quell’istante convive con la consapevolezza che alcune situazioni non possono essere cambiate.
“Su misura” è un brano che funziona perché non cerca di costruire un amore perfetto, ma racconta un sentimento reale, fatto di contraddizioni e ricordi indelebili. Guglielmo Lai riesce a trasformare una vicenda personale in una fotografia emotiva della vita quotidiana, dove anche una periferia lontana dalle cartoline può diventare il luogo in cui nascono le storie più autentiche.
a cura di
Cristina Cerioni

