La prima serata della Visarno Arena parte con il botto. L’ottava edizione di Firenze Rocks apre i battenti e lo fa nel modo più eloquente possibile: con una lineup che non lascia spazio ai tempi morti, una scaletta ricca e una Visarno Arena che fin dal pomeriggio respira musica da ogni angolo
Il Firenze Rocks – che dal 2017 ha trasformato Firenze in una delle capitali europee del rock internazionale – torna a confermarsi un appuntamento imprescindibile, capace di mescolare anime musicali apparentemente distanti e farne un’unica, potente corrente.
La prima serata è una maratona nel senso più nobile del termine: sul palco si avvicendano Burning Blood, Sotto la Cupola, i The Sophs, Anna Calvi, Salmo e infine l’headliner Lenny Kravitz. Pochi vuoti, pochissimi momenti di riposo. La macchina organizzativa gira bene, il pubblico è presente e partecipe fin dalle prime ore.
The Sophs — il rock fresco arriva da Los Angeles

Sono i The Sophs ad accendere la miccia della serata nel senso più rock del termine. Il sestetto con grande diversità culturale di Los Angeles – Ethan Ramos, Sam Yuh, Austin Parker Jones, Seth Smades, Devin Russ e Cole Bobbitt – sale sul palco con la sicurezza di chi sa esattamente perché è lì. Freschi di firma con la Rough Trade Records e del loro debut album Goldstar, portano un’energia diretta, sfacciata, difficile da ignorare. Li ho incontrati nel backstage e a giorni potete leggere la loro intervista su queste pagine: ve lo dico già adesso, non rimarrete delusi.
Salmo – Mitragliata rap sulla Visarno Arena
Poi arriva lui. Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, sale sul palco con quella sicurezza spavaldamente sarda che lo contraddistingue, e prima ancora che la musica parta se ne esce con una delle sue: “Molti dicono che non c’entriamo un cazzo con un festival come questo“. Una pausa. Il pubblico sorride, applaude. Poi parte la musica e il discorso è chiuso.
Quello che segue è una mitragliata di barre che cade sulla Visarno Arena parola dopo parola, aprendo i cuori della gente senza chiedere permesso. Al suo fianco Le Carie – la sua band – sono un vortice di energia pura: travolgenti, precisi, capaci di trascinare anche chi di Salmo non ha mai ascoltato un singolo brano. È impossibile restare fermi. Il pubblico si compatta, risponde, canta. Con On Fire, Conta su di me e la cover di Papparapà di Nerone la folla è già tutta sua, mentre il finale con Diavolo in me di Zucchero e Il cielo nella stanza chiude il set con una dolcezza inattesa che sorprende e commuove.
Novanta minuti che lasciano il segno.

Lenny Kravitz – Un dio del rock scende sul palco di Firenze
Sono le 22:00 in punto quando il fumo avvolge il palco e Lenny Kravitz sale sul palco del Firenze Rocks. L’attesa era palpabile. E lui non delude nemmeno nell’ingresso: con i suoi capelli rasta che danzano intorno alla testa, jeans attillatissimi, camicetta aperta su vedo non vedo sul suo fisico incredibile, occhiali con gli strass che brillano sotto i riflettori, una cintura che cinge al meglio le movenze a ritmo cadenzato. È uno spettacolo visivo ancora prima che musicale.
Qualche piccolo problema tecnico con l’audio nelle prime battute, ma la cosa si risolve in fretta. Da quel momento in poi è puro godimento.
Quello che colpisce di più è la naturalezza con cui Kravitz possiede il palco – o forse è il palco che possiede lui. Un continuo cambio di strumenti tra chitarre e bassi presi direttamente dalla scena e suonati insieme alla sua band, in unadanza virtuosa di suoni e fisicità che non conosce sosta. E che band: i coristi – voci potenti e presenze sceniche di rilievo assoluto – si fondono con la voce di Lenny in un coro che in certi momenti fa venire i brividi. I sassofonisti aggiungono uno strato di calore e groove che avvolge il pubblico come una coperta sonora. Nessuno sul palco è un semplice musicista di supporto: sono tutti rockstar, tutti parte integrante dello spettacolo. C’è glow ovunque, in senso letterale e metaforico.
Con Stillness of Heart e I Belong to You la folla va in delirio: un coro a cappella si leva spontaneo, la voce di Lenny si fonde con quella del suo coro e con quella di migliaia di persone sotto le stelle di Firenze. Uno di quei momenti per cui vai ai concerti. La serata regala anche rare sorprese di scaletta – brani non eseguiti dal vivo da anni, come What the… Are We Saying? assente dal 2018 e Live addirittura dal 2005 – un regalo per i fan più affezionati. Il finale con Fly Away, Again, Let Love Rule e l’encore di Are You Gonna Go My Way è l’ultimo fuoco d’artificio di una serata che ha dato tutto.
La Visarno Arena esplode un’ultima volta. Firenze Rocks 2026 ha fatto la sua serata di debutto, ora ci aspetta un altro weekend infuocato.
Ecco la scaletta di Salmo
- On Fire
- Russell Crowe
- N€urologia
- 1984
- Papparapà (Nerone cover)
- Bounce!
- Daytona
- PxM
- Il figlio del prete
- Cartine corte
- Perdonami
- Criminale
- Eclissi
- Sincero
- Aldo ritmo
- La prima volta
- Crudele
- Conta su di me
- S.A.L.M.O.
- Diavolo in me (Zucchero cover)
- Il cielo nella stanza
Ecco la scaletta di Lenny Kravitz
- Bring It On
- Dig In
- TK421
- What the… Are We Saying?
- Live
- Always on the Run
- Fields of Joy
- I Belong to You
- Stillness of Heart
- Believe
- Honey
- Beyond the 7th Sky
- Low
- The Chamber
- It Ain’t Over ‘Til It’s Over
- Mr. Cab Driver
- American Woman (The Guess Who cover)
- Fly Away
- Again
- Let Love Rule
- Encore: Are You Gonna Go My Way
a cura di
Francesca Bandieri
foto di
Moris Dallini























