Jazz Open Modena 2026: una sinfonia di eccellenze tra musica, territorio e partecipazione collettiva. Dopo trent’anni di successi in Germania uno dei festival più importanti d’Europa arriva in Italia, a Modena, dal 13 al 18 luglio. A Bologna la presentazione dell’evento in conferenza stampa.
Oggi, nella sede della Regione Emilia-Romagna, è stato ufficialmente presentato quello che si preannuncia come l’evento culturale dell’anno per il territorio: il debutto italiano di Jazz Open. Dal 13 al 18 luglio, Modena non sarà solo la cornice di una serie di concerti, ma si trasformerà nel cuore pulsante di un’esperienza collettiva capace di unire generazioni e generi musicali sotto l’emblema della qualità internazionale.
Al tavolo della conferenza il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, insieme alle assessore regionali Gessica Allegni (Cultura) e Roberta Frisoni (Turismo), ha accolto la squadra che ha reso possibile questo sbarco in Italia: il fondatore e direttore artistico Jürgen Schlensog, il direttore generale Marco Broll del festival e Luca Bazzani, CEO di System Ceramics. Ciò che è emerso con forza è l’idea di un festival “aperto” per vocazione, dove la musica diventa uno strumento di aggregazione sociale e di valorizzazione urbana.
Un “polmone” musicale per la città e il territorio
II sindaco Massimo Mezzetti ha espresso grande entusiasmo per l’arrivo della manifestazione: “La città si appresta a vivere questa intensa estate all’insegna della musica”, ha dichiarato, sottolineando come JAZZ OPEN rappresenti “il polmone di una proposta musicale più ampia che vede Modena al centro del discorso culturale in Emilia-Romagna”. Grandi nomi del panorama mondiale abiteranno una Piazza Roma trasformata in una grande area concerti dall’impatto suggestivo. “Siamo orgogliosi che Jazz Open si svolga a Modena”, ha aggiunto Mezzetti, ringraziando per il sostegno la Regione, la Camera di Commercio e le aziende partner.
Ma la valorizzazione del territorio passa anche per i numeri: con oltre il 20% di pubblico atteso dall’estero (da paesi come Messico, Australia e Taiwan) e il 47% da fuori regione, il festival si configura come un formidabile volano economico per l’ospitalità e il commercio locale.
“Jazz & Beyond”: un’esperienza per tutti
La vera forza del festival risiede nella sua formula “Jazz & Beyond”, che rompe i confini tra i generi per aprirsi a un pubblico vasto e variegato. Come sottolineato dal CEO dell’ Open Jazz, Jürgen Schlensog: “Il Jazz è alla base della cultura e dell’educazione musicale ed è in linea perfetta con una città come Modena, aperta e moderna” e ha precisato poi: “Modena non solo ospiterà eventi di grande richiamo nella piazza principale, ma accoglierà artisti capaci di portare la loro musica in tutta la città, coinvolgendo e unendo generazioni diverse.”
Il cartellone riunisce alcuni dei più grandi protagonisti della scena internazionale: dal doppio concerto inaugurale con Gregory Porter e Diana Krall (13 luglio) all’attesissima unica data italiana di Moby (14 luglio), il pioniere dell’elettronica che torna nel nostro Paese dopo anni di assenza. E ancora, il virtuosismo di Jamie Cullum unito alla voce soul di Joss Stone (16 luglio), il ritorno di un’icona come Luca Carboni (17 luglio) e la chiusura affidata a Jean-Michel Jarre (18 luglio), un’altra esclusiva nazionale che celebrerà i 50 anni di Oxygène con uno spettacolo emozionante.
La musica come bene comune: Gli Open Stages e il supporto istituzionale
L’apertura del festival è testimoniata soprattutto dai “Giardino Ducale Open Stages“, una serie di concerti gratuiti realizzati in collaborazione con la Emilia-Romagna Music Commission. Qui, artisti innovativi come C’Mon Tigre e Godblesscomputers dialogheranno con la città, offrendo momenti di alta ricerca timbrica fruibili da chiunque.
Tutto questo non sarebbe possibile senza un gioco reciproco di supporto tra pubblico e privato. Le assessore Allegni e Frisoni hanno lodato l’investimento del festival sul territorio, sottolineando come per sei giorni Modena diventerà un “palcoscenico diffuso”. Il successo dell’iniziativa poggia su una solida rete di sostenitori che include il Museo Enzo Ferrari, System Ceramics, e partner internazionali come Mastercard e Allianz Bank. È proprio questa sinergia tra la visione artistica di Schlensog e il supporto convinto delle istituzioni (Comune, Regione e Camera di Commercio) a garantire un evento che coniuga l’intrattenimento di massa con la più alta qualità artistica,.
In questo contesto, JAZZ OPEN Modena 2026 si afferma come un progetto di modernità urbana: un festival che non si limita a occupare uno spazio, ma che respira con la città, invitando residenti e turisti a riscoprire Modena attraverso le note dei più grandi artisti del mondo.
a cura di
Noemi Didonna

