“DIY tour 2026”: il rito collettivo dei Punkreas

I Punkreas parlano del nuovo “DIY tour”: il nuovo capitolo della storia di una band che da oltre trent’anni rappresenta un punto di riferimento imprescindibile del punk rock italiano

Il “DIY Tour 2026”, organizzato e prodotto da Rollover Production e Tube Agency, permette ai Punkreas di non interrompere il contatto diretto con il palco e con il pubblico durante la lavorazione di nuovo materiale in studio. L’intento di questo gruppo di date è quello di riportare al centro la dimensione collettiva del concerto trasformando ogni data in un rito. Per questo, sono proprio i fan a contribuire alla scaletta tramite votazione. Ribaltando le dinamiche tradizionali del live, i Punkreas intendono riaffermare un’idea di musica come spazio condiviso e partecipato. Questo tour diventa un’occasione per celebrare, ancora una volta, il legame diretto, fisico e politico con chi li segue fin dagli esordi.

Si è appena conclusa la prima parte del “DIY tour 2026″; questo gruppo di date, dal vostro punto di vista, ha assunto qualche caratteristica peculiare rispetto agli altri tour, magari legata al periodo storico che stiamo attraversando?

Diciamo che la peculiarità dei nostri spettacoli è il rapporto con il nostro pubblico che non si limita al momento del concerto ma anche a ciò che c’è intorno ad esso e quindi ad un rapporto forte di confronti, consigli, dissensi e consensi.

La scaletta è stata scelta dal vostro pubblico tramite votazione; com’è andata? Che tipo di spettacoli sono venuti fuori?

 In ogni data c’è sempre chi chiede canzoni che non facciamo da tempo per motivi di durata dello show. Abbiamo pensato di far scegliere al pubblico tre canzoni che avrebbero voluto sentire. Una volta che sono state raccolte le richieste tramite i nostri social abbiamo fatto un vero e proprio spoglio formando la scaletta DIY. Logicamente, anche in questa maniera, rimanevano sempre degli scontenti ma diciamo che l’iniziativa funziona ed è molto apprezzata.

Il tour è stato organizzato e prodotto da Rollover Production con Tube Agency. Questo tipo di collaborazioni in che modo riescono a convivere con l’ideale del DIY?

 Il connubio con queste due realtà funziona ormai da anni proprio perché le dimensioni e soprattutto gli ideali e le prospettive si sposano esattamente coi nostri pensieri.

Dal vostro punto di vista, com’è cambiato, nel tempo, l’approccio degli artisti al “do it yourself”? Negli ultimi anni, vi è capitato di incontrare band emergenti che, a livello artistico, fanno affidamento unicamente alle proprie forze e al proprio talento?

Diciamo che in Italia se si sposa un genere “alternativo” , sia musicale che compositivo nei testi, è quasi obbligatorio cavarsela da soli….Ci sono molti gruppi talentuosi che lo fanno, il difficile in questo caso, data la bassissima possibilità di visibilità, è andarli a scovare. Tempi durissimi purtroppo in un paese sempre più in balia di etichette multinazionali…

Questo tour vuole celebrare il legame diretto, fisico e politico con chi li segue fin dagli esordi; in che modo si può notare il legame politico con il vostro pubblico? Questo tipo di rapporto viene intaccato quando il numero di spettatori diventa più ampio?

Il nostro show è principalmente una festa e si consuma totalmente insieme al nostro pubblico dando la possibilità di interagire a 360°. È quello che abbiamo sempre fatto che sappiamo fare bene. Si stanno avvicinando nuovi fan giovanissimi e quindi stiamo portando avanti il nostro modo di far pensare con molta soddisfazione da parte nostra.

Nel frattempo, state lavorando su del nuovo materiale in studio; suonare dal vivo, vi aiuta ad acquisire nuove idee e spunti per il processo di scrittura o vi frena?

Assolutamente sì. Ormai non c’è più tempo di fermarsi per lunghi periodi e dedicarsi alla scrittura. Si cerca di assorbire in tour le idee, le perplessità e ciò che l’attualità ci presenta quotidianamente.

Per salutarci vi chiedo se si prevedono altre date per l’estate e quando potremo sentire qualcosa di nuovo.

Andremo avanti per tutta l’estate sperando di accontentare tutte le richieste. Ci sarà sempre qualcuno a cui mancherà una canzone ma sarà felice lo stesso.

a cura di
Lucia Tamburello

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