Edito Marsilio, La governante di Csaba Dalla Zorza è un romanzo che da voce a numerose donne, mogli e madri che rivendicano una propria identità e un proprio valore

Il primo romanzo di Csaba Dalla Zorza, conosciuta da tutti per la sua classe e il suo occhio attento al dettaglio e al galateo nel programma Cortesie per gli Ospiti, è la completa e totale rappresentazione della sua personalità. Come essa stessa ha detto al Salone Internazionale del Libro 2026, lei e la protagonista de La governante non condividono la stessa storia ma di sicuro condividono la stessa anima e gli stessi pensieri. 

“Io sono Adele” e la riappropriazione del sé 

All’inizio del romanzo, la protagonista non ha un nome. La sua storia, la sua decisione di lasciare la famiglia e il suo lavoro per cambiare radicalmente la sua vita ci viene raccontata da una voce esterna, un altro membro della famiglia. Sarà solo alla fine del libro, infatti, che questa donna di 60 anni, madre di due figli, moglie di un marito scansafatiche che l’ha tradita più volte, ci rivelerà il suo nome e si riapproprierà della propria personalità, della propria vita, di se stessa. 

Adele è una madre, è una moglie, è la direttrice di un famosissimo giornale di cucina ma soprattutto è una donna che decide finalmente di essere felice e di fare ciò che desidera. Di prendersi del tempo per sé, di concedersi quasi il lusso di annoiarsi per una volta. In occasione del suo sessantesimo compleanno, infatti, durante l’elegante pranzo della domenica, decide di comunicare a tutta la famiglia la sua decisione di lasciare tutto ciò che ha per cambiare vita

L’intero romanzo di svolge nell’arco di pochi giorni, dal fatidico pranzo all’arrivo nella nuova destinazione, Villeneuve-lès-Avignon, pronta per iniziare un nuovo lavoro che è sicura di saper svolgere alla perfezione perché, pur non avendo referenze, è ciò che ha fatto per tutta la vita senza retribuzione: la governante

Non volevo essere solo una madre, volevo essere una donna.

Un femminismo elegante

Tra un tavola apparecchiata e un vestito di seta, Adele, o Csaba, ci spiega che per lei il femminismo è sì la parità e l’eguaglianza tra uomo e donna, ma è anche il desiderio e la possibilità di essere uguali nella diversità. Non per forza una donna deve rinunciare al suo essere donna, alla sua femminilità, al mettersi le gonne e all’occuparsi della casa, della cucina o della famiglia, purché sia ciò che desidera veramente

Adele è una donna che nella vita ha sempre desiderato una famiglia di cui prendersi cura e ha sempre amato la cucina, al punto da farne il suo lavoro. Solo nel momento in cui questi due luoghi sono diventati una prigione che la soffocavano e le impedivano di essere altro oltre alla madre che ti accudisce e alla moglie che ti prepara la cena, ha deciso di andarsene

Mi dispiace ancora oggi pensare che per lui sono stata solo la persona che trovava a casa quando rientrava dal lavoro e dai suoi giri. La governante che gli ha mandato avanti la famiglia, la vita, mentre lui poteva occuparsi solo di se stesso. 


La governante è un romanzo che parla alle donne. È un romanzo che urla a gran voce la volontà di riprendersi le proprie vite e le proprie libertà. È una storia femminista nascosta dietro una bella tavola apparecchiata con posate lucidate. È la rappresentazione del quotidiano di ogni donna, madre e moglie, che nella vita svolge due lavori: il proprio, retribuito, e quello della governante, non riconosciuto.

a cura di
Giulia Focaccia

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