Fine primo tempo, dell’irlandese John Patrick McHugh, è una storia di scoperta di sé, di passaggio alla vita adulta e di paura del futuro
Fine primo tempo, quinto libro di Heloola Books, ci regala uno spaccato di vita del diciassettenne John Masterson durante l’estate del 2009. In questi tre mesi John si ritrova di fronte a tutte le ansie e le paure che un adolescente prova nella sua “ultima estate di libertà”, quella dopo il diploma. Tra partite di calcio, una storia d’amore complicata, la scelta dell’università e uno scandalo che segna la sua famiglia, John si districa nel complesso vortice della vita adulta.
Calcio e adolescenza
Terminare Fine primo tempo a due settimane dall’esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio ha un sapore diverso. Nel romanzo di McHugh, infatti, lo sport più amato nel nostro Paese è al centro del racconto. Cadenzata in base agli allenamenti e al campionato, l’estate di John ruota attorno alla convinzione di dover giocare a calcio, suo unico talento e suo unico tratto di personalità a quanto risulta. Essere tra i titolari della prima squadra è tutto ciò che conta per lui, al punto da sentirsi completamente distrutto nel momento in cui si rende conto di aver fatto perdere la propria squadra.
Certo è che la pressione data dal passaggio tra adolescenza e vita adulta non lo aiuta. L’attesa dei risultati degli esami, l’indecisione sul volere andare o meno all’università, lo studio per prendere la patente, sono tutti fattori che aumentano la pressione sociale che grava sul nostro protagonista. “Benvenuto nella vita adulta John”, mi verrebbe da dirgli ogni volta che si fa prendere dallo sconforto.
La questione era che John non aveva un futuro. Aveva il giorno successivo, ovviamente, e quello dopo ancora. […] Eppure, il futuro, per quanto potesse essere nebuloso, non rappresentava una vera e propria realtà per lui.
Famiglia, amore e amicizia
Da buon adolescente maschio la vita sentimentale di John è particolarmente frastagliata. I suoi legami affettivi non sono saldi, nemmeno in famiglia, soprattutto in famiglia. A seguito della circolazione di una foto del seno di sua madre in tutta l’isola, la vita del giovane John cambia. Persino i suoi amici gli affibbiano il soprannome “Tette”, misogino e offensivo al punto giusto. I suoi si separano e i rapporti di John con i genitori e la sorella diventano sempre più complicati, oserei dire strani, quasi apatici.
La situazione non è migliore dal punto di vista amoroso. Abituato a vedere il sesso come un torneo, come un gara in cui guadagnare punti per ottenere il rispetto degli altri, John si ritrova in una strana relazione con la sua collega più grande Amber e non ha la minima idea di come muoversi. Il patto che sarebbe stata una storia frivola, per divertirsi, il classico “amore estivo”, ben presto si trasforma in qualcosa di più, qualcosa che né Amber né tantomeno John sanno controllare. “Troppi sentimenti” come direbbe Amber, troppo complicato, al punto che finisce per screpolarsi in maniera quasi inaspettata e insensata.
Intrappolato su un’isola con i suoi amici di scuola, trovare un modo per avere un po’ di privacy, per far sì che nessuno si intrometta, è davvero complicato. In continua lotta con loro e con se stesso, John arriva a comprendere la necessità di cambiare aria, di lasciarsi l’isola alle spalle e di ricominciare da zero all’università, a Galway, lontano dalla sua famiglia e separato dai suoi amici.
La vita è molto breve. La vita è minuscola. […] E se riesci a trovare un po’ di felicità, qualunque sia, ovunque, allora è fantastico, ti ci dovresti aggrappare. Se riesci a trovare un po’ di felicità, te la cavi meglio della maggior parte della gente.
Qualche considerazione
Ho ancora limpido cosa significhi avere 17 anni e non sapere cosa ne sarà della propria vita. E ho ancora più limpida la paura del futuro. È per questo motivo, forse, che sono riuscita ad empatizzare con John al punto da capirne le invidie, l’indecisione, le accuse insensate e il suo continuo rimuginare sulle cose. John non è il protagonista perfetto che tutti vorremmo essere, ma è il protagonista reale che ci rendiamo conto di essere. È vero nella sua gelosia infondata, nelle sue litigate senza senso, nel suo rispondere male quando è arrabbiato. È vero nel non avere la minima idea di quello che sta facendo ora né di quello che ne sarà della sua vita da settembre.
Fine primo tempo racconta in maniera ironica, quasi goliardica, la fine del primo tempo della nostra vita. Quel periodo di angoscia, paura, quasi terrore, che si prova nel compiere 18 anni, nel dover lasciare i porti sicuri che sono il liceo e la propria casa, nell’essere introdotti nel “mondo reale”, nello scoprire una nuova versione di se stessi.
a cura di
Giulia Focaccia

