Un viaggio nell’Italia del Novecento attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili: la stazione di servizio AGIP. È questo il cuore di A SCHERMO PIENO. Eni nel cinema italiano, la mostra a cura di Sergio Toffetti ospitata dal 21 maggio al 24 agosto 2026 al Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e realizzata in collaborazione con Eni, l’esposizione con foto di scena, fotogrammi, immagini e spot, la mostra racconta come il cinema italiano abbia trasformato distributori di benzina e aree di servizio in luoghi simbolici della modernità, specchio dell’evoluzione sociale, economica e culturale del Paese. Da semplici tappe obbligate lungo le nuove strade della mobilità, le stazioni AGIP diventano nel tempo presenze ricorrenti, punti di incontro dai quali nascono storie capaci di attraversare generi, epoche e immaginari.
“Insieme alla preservazione del patrimonio storico cinematografico, il Museo Nazionale del Cinema di Torino si dà il compito di valorizzare quelle realtà, materiali e immateriali, che hanno contribuito a costruire l’immaginario del nostro Paese – sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente Presidente e Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Questa mostra, realizzata in collaborazione con Eni, ci permette di ripercorrere oltre 70 anni d’Italia da una prospettiva singolare, con l’occhio privilegiato della grande stagione del cinema italiano che ha saputo raccontare, meglio di chiunque altro, questi profondi cambiamenti”.
“Se in un film il volto è lo specchio dell’anima, nel cinema il paesaggio diventa il volto del mondo trasformando la geografia in storia – dichiara Sergio Toffetti, curatore della mostra. Come in A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, dove le “scene” al distributore AGIP – da Ossessione di Visconti alla Dolce vita di Fellini, dal Sorpasso di Risi all’ironia garbata di Luciano De Crescenzo, fino a condurci nel nuovo millennio con Nanni Moretti, Daniele Vicari, Pieraccioni, Verdone – segnano il tempo di un’Italia in trasformazione”.
Un viaggio attraverso la pellicola
Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente e viene raccontato attraverso fotogrammi e foto di scena tratti da 37 film: si parte dal 1943 con Ossessione di Luchino Visconti, per passare da Il caso Mattei di Francesco Rosi del 1972 e arrivare al 2014 con Perez di Edoardo De Angelis.
Al centro della mostra trova posto la riproduzione della stazione di servizio Agip di Piazzale Accursio a Milano, realizzata nel 1953 da Mario Bacciocchi: un capolavoro dell’architettura del ‘900 e simbolo del boom economico italiano. Al suo interno, un monitor propone due montaggi alternati a spot pubblicitari, mentre sulle pareti immagini e disegni illustrano l’evoluzione del design delle stazioni di servizio. Si tratta di lavori provenienti dall’Archivio storico di Eni, una realtà che racconta non solo la storia di un’azienda, ma anche quella del paesaggio italiano e delle comunità che lo hanno abitato. Tra le immagini esposte, quella del 1932 con cui il MOMA di New York presenta per la prima volta una pompa di benzina, riconoscendola come simbolo di razionalità e modernità.
In Italia, negli anni ’50, AGIP ne trasforma il design grazie al lavoro di Marcello Nizzoli, che rende iconici i distributori valorizzando il “cane a sei zampe” di Luigi Broggini. Sono solo alcuni degli esempi della memoria collettiva incarnata dall’Archivio Storico di Eni, che supera il valore aziendale e assume un significato civile e culturale; nei suoi 6 km di documenti, 500 mila immagini, 5 mila audiovisivi, 70 mila disegni tecnici si leggono i cambiamenti delle città, delle campagne, delle infrastrutture e dei luoghi del lavoro lungo tutto il Novecento.
Nel passaggio del cinema dal bianco e nero al colore, le stazioni di servizio sfilano come sequenze cromatiche e di stile nei road movies all’italiana. Icone degli anni del boom economico, diventano anche espressione di un immaginario collettivo che intreccia tecnica, design e aspirazione al benessere. Collocate lungo le principali arterie stradali, in quelle autostrade che ridefiniscono tempi e spazi e riducono le distanze, le stazioni di servizio e il “cane a sei zampe” si impongono come alcuni dei simboli più riconoscibili di un Paese proiettato verso la modernità.
Agip nel cinema italiano
Nel cinema italiano la stazione Agip è un luogo familiare e insieme sospeso, teatro di incontri, partenze, soste notturne e momenti di trasformazione personale. Al tempo stesso è uno strumento privilegiato per osservare come luoghi apparentemente ordinari abbiano contribuito a costruire la memoria collettiva del Paese.
Grazie ai materiali in mostra, A schermo pieno ricostruisce così un paesaggio in continuo cambiamento: quello di un’Italia attraversata (anche) dal mito americano, dall’euforia del miracolo economico e dalla nascita di nuovi modelli di consumo e socialità.
La mostra è allestita secondo i criteri del Design for All, al fine di favorire un’agevole fruizione per tutti i visitatori. All’inizio del percorso espositivo è disponibile l’introduzione della mostra in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e con testo facilitato.

A completamento della mostra, il catalogo A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, edito da Allemandi, che presenta un ricco apparato iconografico e i saggi di Sergio Toffetti, Giuseppe Lupo, Gianni Canova, Paolo Mereghetti, Giulio Sangiorgio, Marco Grifo, Fabio Pezzetti Tonion, Chiara Alessi, Laura Greco.
Il sorpasso
In occasione dell’apertura della mostra, il Cinema Massimo propone giovedì 21 maggio 2026 alle 20:30 la proiezione de Il sorpasso di Dino Risi (Italia 1962, 108’, b/n), uno dei film che meglio hanno raccontato le varie facce della modernizzazione dell’Italia nel secondo dopoguerra. Il film è un ritratto divertente ma anche inquietante del cinismo euforico generato dal boom economico, un affresco in continuo mutamento degli alti e bassi della vita di una nazione, raccontati attraverso due giorni estivi trascorsi sulla strada.
Alla serata sarà presente Marco Risi.
Dal 15 al 29 giugno 2026, sempre al Cinema Massimo, verrà proposta la rassegna A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, con quattro film che hanno contribuito a rappresentare l’Italia del progresso tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Sono in programma Luchino Visconti con Ossessione (1943), Federico Fellini con La dolce vita (1960), Mario Bava con Kidnapped – Cani arrabbiati (1974) e Elio Petri con A ciascuno il suo (1967), tutti autori che hanno fotografato il nostro Paese interessato da un profondo cambiamento sociale.
a cura di
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