I Deadletter tornano in terra emiliana per un live (sold out) denso di energia e a stretto con tatto con il pubblico
La band post-punk britannica Deadletter, una delle realtà emergenti più interessanti della scena, ha portato sul palco il nuovo album “Existence is Bliss”. Ma relegarli al post-punk sarebbe ormai riduttivo, perché i Deadletter sanno come danzare tra i generi, unendo sonorità rock e indie, il tutto reso fluido dalla voce ruvida del frontman Zac Lawrence e dall’immancabile sax.
Li avevamo lasciati due anni fa con “Hysterical Strength”, uno dei debutti dell’anno più interessanti della scena alternativa, che ho avuto la fortuna di sentire live all’Artivive Festival di Soliera nel 2025, ma già dall’EP “Hero” era chiaro il loro potenziale. EP presentato nel 2023 anche sul palco del Covo Club di Bologna, casa di numerosi artisti emergenti. Se il debutto mostrava sonorità più abrasive e dirette, “Existence Is Bliss”, sia su disco che dal vivo, introduce un vigore nuovo: più sofisticato e ambizioso, ma sempre fluido e riconoscibile.
La curiosità di capire come questo nuovo corso avrebbe convissuto con i brani più ruvidi del passato era tanta, e la risposta non si è fatta attendere.
Un live senza barriere
Poco prima delle 23:00 la band attraversa la folla per salire sul palco del Covo (piccolo consiglio dagli insiders: per godersi l’ingresso della band, posizionatevi sul lato destro del locale, ndr). L’inizio sembra leggermente sottotono, ma in realtà è una dichiarazione d’intenti. Il sestetto apre il live con “Purity I”: Zac osserva il pubblico con aria di sfida, crea tensione, instaura un primo contatto con il pubblico. Poi arriva “To the Brim”, primo singolo estratto dal nuovo album. Il pubblico risponde subito, e da quel momento la barriera tra palco e platea si rompe.
Zac si getta spesso tra i fan: non canta per loro, ma con loro. I testi non sono semplici da seguire, ma qui non conta cantare all’unisono, è una questione di energia.
La scaletta alterna i brani più audaci del nuovo album, eseguito quasi integralmente, a momenti più serrati, accompagnati da un immancabile pogo, in brani come “More Heat”, “Mere Mortal” e “It Flies”. Basso e batteria scandiscono il ritmo, creando un’atmosfera pulsante. Peccato per il sax, elemento distintivo della band, che rimane un po’ in secondo piano rispetto agli altri strumenti.
Tutto il live è un gioco di scambi con il pubblico. Il picco arriva con “Fit For Work”: Zac invita tutti a urlarlo e ripeterlo insieme, per poi lanciarsi in un crowd surfing veloce, toccata e fuga. Per chiudere, i Deadletter tengono da parte i pezzi più potenti per un’ultima scarica di energia: “Hero”,“Binge” e, dopo i ringraziamenti (“Grazie, or should I say… cheers?”), appunto, “Cheers!”. Il pubblico, tra pogo e balli scomposti, non può che ritenersi soddisfatto.
Una conferma nella scena alternativa emergente
I Deadletter si confermano una ventata d’aria fresca in un panorama post-punk che, dopo il recente revival, rischia di ridursi a un semplice esercizio di stile. La band dello Yorkshire porta nuova linfa nel genere con un sound autentico e sperimentale e la loro forza risiede proprio nella potenza dei live: il carisma del frontman, il groove di basso e batteria, le chitarre che tengono insieme tutto e il sax a completare il quadro. Speriamo proprio che, come altre band passate dal Covo Club (per citarne alcune: Franz Ferdinand, The XX, Libertines, Gossip, Mogwai…), possano arrivare dove meritano.
Il tour italiano proseguirà con due tappe: il 22 marzo al Wishlist di Roma e il 23 marzo all’Arci Bellezza di Milano.
Setlist
- Purity I
- To the Brim
- Mere Mortal
- He, Himself, and Him
- More Heat!
- Bygones
- Songless Bird
- Deus Ex Machina
- What the World Missed
- It Flies
- (Back to) The Scene of the Crime
- Among Us
- Fit for World
- It Comes Creeping
- Frosted Glass
- Hero
- Binge
- Cheers!
a cura di
Chiara Serri

