L’ex-frontman dei Kasabian approda in Romagna per una data intima ed esclusiva del Raw Tour 2026
Tom Meighan fa tappa nel leggendario Vidia Club di Cesena per una delle uniche due date italiane del suo tour da solista, accompagnato dalla sola chitarra acustica di Chris Haddon.
Lo stesso nome del tour suggerisce ciò che poi si rivela sul palco, calcato nella storia ultradecennale del club cesenate da Radiohead, Foo Fighters, Roger Taylor, Jeff Buckley, Hole (solo per citarne alcuni).
Uno stage ultraessenziale e letteralmente vuoto, ma tanto basta a Tom Meighan per sprigionare un’energia dirompente ed esuberante, che dà la dimensione reale di cosa significhi essere nato per fare il frontman.

L’apertura è affidata ad Edgar Allan Pop, anch’egli accompagnato dalla sola chitarra acustica di Checco Colinucci, che regala una mezzoretta di pop spensierato e leggero
Fin dal momento in cui Tom sale sul palco si percepisce un’atmosfera elettrica, a dispetto della sola chitarra acustica di Chris ad accompagnarlo.
E poco importa se davanti a sé Tom ha decine di migliaia di spettatori, o poche migliaia o un centinaio: ti trascina fisicamente sottopalco e inizia a salutare tutti gli spettatori della transenna immediatamente, come a ringraziarli di essere presenti per dimostrare ciò di cui sia capace.

E per un’ora abbondante c’è una sorta di accordo silente fra pubblico e Tom: non guardare al passato recente, carico delle ferite che si percepiscono ancora fresche per Tom. Quando suona la musica non ci sono giudizi e pregiudizi ma solo il magnetismo delle canzoni che Tom ha contribuito a rendere immortali e ad accompagnare le vite dei presenti.
L’atteggiamento di Tom è divertente, spensierato, carismatico, trascinatore ma sincero e coinvolto
Tanto che fatica a ricacciar indietro le lacrime nella personalissima e struggente “Better Life”, uno dei successi solisti che si alternano nella setlist costellata dei maggiori successi dei Kasabian, che Tom col suo timbro inconfondibile ha contribuito a rendere immortali, vedi “Lost Souls Forever” e “Underdog”, mentre la macchina del tempo della mente e del cuore viene catapultata al 2012 con “Goodbye Kiss”.

Un live al quale è doveroso assistere per capire quale sia l’effettiva potenza su palco di Tom, ma anche per comprendere a tu per tu il difficile percorso di riabilitazione del frontman, che con le unghie e con i denti si sta rialzando per ottenere una seconda possibilità, la stessa che forse non gli è stata concessa dai Kasabian, ma che il suo pubblico gli ha già accordato.
SETLIST
Club Foot
Days Are Forgotten
Underdog
Stevie
Thick as Thieves
Better Life
Where Did All the Love Go?
L.S.F.
Goodbye Kiss
Empire
Fast Fuse
Movin’On
Fire
a cura e foto di
Emmanuele Olivi






































