“Viva Varda! Il cinema è donna” – la mostra dedicata ad Agnès Varda a Bologna

Oggi, giovedì 5 marzo, è stata inaugurata ufficialmente la mostra “Viva Varda! Il cinema è donna”, dedicata alla figura della cineasta francese Agnès Varda. Situata nella Galleria del Cinema Modernissimo di Bologna, la mostra sarà aperta fino al 10 gennaio 2027.

Noi di The Soundcheck abbiamo avuto l’opportunità di visitare in anteprima la mostra dedicata alla grande cineasta francese Agnès Varda Viva Varda! Il cinema è donna. A cura di Florence Tissot e con la direzione artistica di Rosalie Varda, l’esposizione è situata nella Galleria del Cinema Modernissimo di Bologna e sarà possibile visitarla a partire da oggi, giovedì 5 marzo, fino al 10 gennaio 2027. 

Il progetto è una coproduzione della Cineteca di Bologna e della Cinémathèque française, con il sostegno del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e del Mic, in collaborazione con Ciné-Tamaris. Il main sponsor è il Gruppo Hera, accompagnato anche da Selenella (dopotutto, la patata è un simbolo chiave nell’opera di Agnès Varda) e da Coop Alleanza 3.0. 

Ad accompagnarci in questa prima immersione nel mondo creativo di Agnès Varda è stata la conferenza stampa tenutasi alla presenza del direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, Stefania Santacroce per il Gruppo Hera, il direttore della Cinémathèque française Frederic Bonnaud, Florence Tissot e, ovviamente, Rosalie Varda. Dalle loro parole è emerso in modo chiaro quanto la figura della Varda sia imprescindibile alla storia del cinema e delle arti in generale. 

Ma andiamo con ordine.

Agnes Varda: artista imprescindibile

Agnès Varda è stata la prima regista donna ad ottenere un Oscar alla carriera e a vincere ai grandi festival cinematografici (Cannes, Venezia, Locarno, Berlino, San Sebastiàn), ma, come ci ha ricordato Frederic Bonnaud, è stata anche un’artista in senso ampio, capace di abbracciare anche la fotografia (da un recente inventario sono emersi circa 21.000 negativi!) e le arti visive. D’altro canto, come ci ha invece raccontato sua figlia Rosalie, il termine preferito dall’artista per definirsi è sempre stato “artigiana”. 

Chiaramente, non si può parlare della figura di Agnès Varda senza tenere conto della sua portata politica e femminista, dal momento che per tutta la sua impressionante carriera è stata un’artista donna in un mondo di uomini. Allo stesso tempo, però, come ha sottolineato la curatrice della mostra Florence Tissot, la Varda è prima di tutto un’artista imprescindibile alla storia del cinema in virtù del suo approccio sperimentale, che fonde un immaginario documentaristico ad un rigoroso formalismo.

“Sempre sperimentale, sempre in ascolto, straordinaria testimone dei cambiamenti sociali e antropologici che per settant’anni ha raccontato, mettendosi dalla parte degli ultimi. La mostra “Viva Varda! Il cinema è donna” ci immerge nel lavoro e nella vita di un’artista che, finalmente, possiamo guardare nella sua grandezza, cercando di apprendere il suo metodo, la sua indipendenza, le sue intuizioni”.

Gian Luca Farinelli

Tutto considerato, però, l’aggettivo che forse meglio descrive questa grande cineasta è “libera”, tanto nella forma quanto nei temi. In fin dei conti, come ha ribadito Rosalie Varda, è proprio questa forte libertà a renderla ancora oggi un punto di riferimento anche per le nuove generazioni. 

La mostra

Viva Varda! Il cinema è donna si articola in sei macro-sezioni, proponendo un viaggio attraverso film, foto, installazioni, cimeli e costumi. Il viaggio inizia con Rinnovare lo sguardo, un percorso che mette in luce i grandi temi dell’opera magna di Agnès Varda. Subito dopo si passa al processo creativo, grazie alla sezione intitolata Cinescrittura, un neologismo dell’artista stessa. 

Una volta determinate le coordinate artistiche, si passa agli elementi più personali nella sezione Le famiglie di Agnès. Qui vengono esplorati i legami personali della Varda (per esempio, quello con il marito Jacques Demy, che, in un certo senso, è stato il suo complice per tutta la vita). 

In Curiosa del mondo viene invece approfondita la filmografia degli anni Sessanta e Settanta, un periodo di grande fermento politico, ben ritratto nell’opera dell’artista. Si passa dalla rivoluzione cubana, ai movimenti per i diritti civili, fino alla sottocultura hippie. D’altro canto, come abbiamo già visto e come approfondisce la sezione Femminista, felice e libera, Agnès Varda ha sempre avuto una sensibilità femminista e l’intenzione di mettere in scena una femminilità e una dinamica di coppia alternative

Infine, con la sezione Passeggiata italiana viene illustrato il legame dell’artista con il nostro Paese, da sempre per lei uno spazio di arte e amicizia. In particolare, la donna dimostra un’affinità con la città di Venezia che, in fin dei conti, ha fatto da sfondo alla sua vittoria del Leone d’oro nel 1982 per Senza tetto né legge

La retrospettiva al Modernissimo 

Bisogna, però, menzionare anche le attività collaterali a Viva Varda! Il cinema è donna. Per tutti i mesi di apertura della mostra, la Cineteca di Bologna offrirà infatti una retrospettiva al Cinema Modernissimo dedicata tanto alle opere della Varda, quanto a quelle delle maggiori cineaste della storia del cinema. In questo mese di marzo, la prima parte della retrospettiva si chiamerà La femme à la caméra e inizierà proprio oggi, giovedì 5 marzo, alle ore 20.00 con Cléo dalle 5 alle 7.

In secondo luogo, in concomitanza con la mostra verrà resa disponibile in libreria per le Edizioni Cineteca di Bologna la prima traduzione italiana di Agnès Varda di Laure Adler, amica di lunga data della cineasta. Il saggio biografico è arricchito da oltre 150 fotografie dell’archivio personale dell’artista, messo a disposizione dalla figlia Rosalie. 

a cura di
Claudia Camarda

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – La Sposa! – la “fottutissima” recensione in anteprima
LEGGI ANCHE – Good Boy, la recensione in anteprima del nuovo irriverente film di Jan Komasa

Related Post