Turin Brakes – Bronson Club, Ravenna – 6 febbraio 2026

Ravenna abbraccia il folk-rock inglese

I Turin Brakes, storica band londinese formatasi alla fine degli anni ’90, hanno portato al Bronson Club di Ravenna una delle performance più attese dell’inverno musicale ravennate, confermando il forte legame tra la band britannica e il pubblico italiano.

L’appuntamento ha visto il locale pieno di fan appassionati, pronti ad accogliere dal vivo il sound raffinato e coinvolgente del duo composto da Olly Knights e Gale Paridjanian, accompagnati dai loro storici musicisti Rob Allum ed Eddie Myer. Un contesto ideale, quello del Bronson Club, per una band che ha costruito la propria carriera sull’equilibrio tra introspezione e immediatezza, senza mai ricorrere a eccessi scenici.

La serata si è aperta con un’atmosfera intima ma carica di aspettativa: il Bronson, location consolidata per concerti di genere indipendente e indie-rock, ha fatto da cornice ideale ad un pubblico vario, che ha abbracciato fan di lunga data e nuovi ascoltatori.

Max Trani, cantante dei Dog Byron

Prima dell’ingresso sul palco dei Turin Brakes, la platea ha potuto ascoltare l’energica apertura dei Dog Byron, gruppo romano che ha scaldato la serata con la sua miscela di rock, grunge e soul, creando il giusto clima di tensione prima dello show principale.

Il live dei Turin Brakes è stato un viaggio attraverso la loro carriera e le nuove sonorità tratte dal loro ultimo album Spacehopper — decimo lavoro in studio, prodotto dal vincitore di un Grammy, Guy Massey e pubblicato come primo disco della band dopo oltre tre anni di assenza discografica.

La band ha alternato con grande maestria classici come Pain Killer (Summer Rain) e Fishing for a Dream con brani tratti proprio dal nuovo album, coinvolgendo la platea con arrangiamenti che hanno toccato i toni più intensi e quelli più delicati del loro repertorio.

Il cuore dello spettacolo è stato proprio il dialogo continuo con la sala: Olly Knights e Gale Paridjanian hanno alternato passaggi più energici a sezioni essenziali, quasi sussurrate, valorizzate dall’acustica raccolta del Bronson. Una dimensione che ha esaltato la scrittura della band, mettendo al centro le melodie e i testi, senza sovrastrutture.

Gale Paridjanian, chitarrista dei Turin Brakes

Il concerto dei Turin Brakes al Bronson di Ravenna si è confermato un evento chiave della stagione musicale locale, offrendo un equilibrio perfetto tra introspezione folk-rock e momenti di maggiore energia. Con una band che continua a reinventarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici, quella di ieri è stata una serata che molti fan ricorderanno a lungo.

A fine concerto, le reazioni del pubblico hanno restituito il senso di una serata riuscita.
Molti spettatori hanno sottolineato l’intensità emotiva dello show e la capacità del gruppo di mantenere intatta, a distanza di anni, una forte credibilità artistica.

Il Bronson, ancora una volta, si conferma spazio capace di trasformare un concerto internazionale in un’esperienza ravvicinata e autentica.

Un live misurato ma incisivo, che ha lasciato il segno e che si inserisce tra gli appuntamenti più riusciti della stagione musicale ravennate.

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A cura e foto di
Valentina Bellini

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