L’ultima tappa del tour autunnale di “Forme sommerse” coinvolge il Locomotiv club facendo scatenare il pubblico bolognese a suon di screamo
I Raein, preceduti dai compagni di “scena” Reveriè e Stegosauro, hanno portato sul palco uno spettacolo diviso in tre atti che omaggia, oltre che l’hard core punk, anche gli ideali che muovono il percorso della band da venticinque anni. La rappresentazione della voce dei più deboli, degli esclusi, il DIY e il contrasto a tutte le forme di abuso da parte dei potenti diventano i veri protagonisti della serata. Dal machismo, alle piattaforme che finanziano l’industria bellica di pseudo-Paesi colonialisti, i gruppi sul palco hanno delineato, senza mezzi termini, i volti dei loro antagonisti.
Hanno dato inizio alle danze i modenesi Reveriè che, già da prima del loro esordio con l’LP “Everything repeats itself forever” del 2022, si sono fatti conoscere sul territorio con una serie infinita di concerti. I loro suoni, pur rimanendo fedeli agli stilemi dell’emo violence, hanno un’identità forte, riconoscibile, che strizza l’occhio al rock alternativo italiano. La loro apertura, breve e irruente (come genere vuole), ha dato una connotazione positiva all’evento sin dall’inizio.

Seguono i fedeli compagni di concerti dei Raein: i vicentini Stegosauro. Con il loro math rock, hanno fanno letteralmente innamorare la parte di pubblico che ancora non li conosceva che esclama: “Midwest!” e corre al banchetto del merch. Sono tutt’altro che una band giurassica: anche loro, durante il loro percorso artistico, hanno trovato la giusta via di mezzo tra sperimentazione e fedeltà al genere. Ovviamente, nel frattempo, un pogo amorevolmente molesto ha coinvolto tutta la sala.
Concludono i protagonisti Raein con il loro live quasi teatrale, con una scaletta curata e fedele ai “lati” dell’ultima uscita “Forme sommerse”. Le prime due parti, infatti, divise da una breve pausa, si sono focalizzate sull’album, mentre la terza ha esplorato il resto della discografia. La loro esperienza più che ventennale sui palchi si è fatta sentire tutta. Per gran parte dei pezzi, la batteria e la voce hanno coinvolto il pubblico più del resto degli strumenti: cosa molto rara da vedere. I Raein hanno urlato il loro impegno sociale poeticamente trasmettendo emozioni uniche.
Lo spettacolo di domenica ha dimostrato come lo screamo sia uno dei generi musicali più apprezzati a Bologna. Fasce d’età diverse, con valori condivisi, si sono radunate per omaggiare suoni e idee ben precise. L’auspicio è che anche i locali si rendano conto dell’importanza di ospitare questi veri e propri riti collettivi.
a cura di
Lucia Tamburello

