Zootropolis 2 – la conferenza stampa, tra curiosità e uno spaccato della società

Abbiamo partecipato alla conferenza stampa di Zootropolis 2, un evento imperdibile dove abbiamo incontrato la produttrice Yvett Merino e le voci italiane del film, Ilaria Latini, Alessandro Quarta, Max Angioni, Michela Giraud e Matteo Martari. Scopriamo assieme cosa ci hanno raccontato!

Martedì 25 novembre si è tenuta a Roma una conferenza stampa davvero speciale! Quella della presentazione del nuovo imperdibile capitolo firmato Walt Disney Animation Studios, Zootropolis 2. E, quando il moderatore ha introdotto gli ospiti, non ha nascosto una certa emozione, perché nove anni prima, proprio in quello stesso luogo, si erano incontrati per la presentazione del primo capitolo, un’avventura che ha segnato gli anni 2000 di Disney e di tutti noi.

Zootropolis 2 – ora al cinema! – si propone di bissare il successo del suo predecessore, se non di migliorarlo.

Gli ospiti della conferenza

Presenti alla giornata gli immancabili Ilaria Latini (Judy Hopps) e Alessandro Quarta (Nick Wilde), ma anche Yvett Merino (Produttrice Premio Oscar per Encanto), Max Angioni (Gary the Snake), Michela Giraud (Nibbles Maplestick) e Matteo Martari (il sindaco Brian Winddancer), che si sono divertiti a rispondere alle domande sul film e sui loro personaggi.

Come Latini, che ha affermato di vedere Judy come una ragazza iperattiva, determinata come tutti i geni e le personalità forti.

Essendo una coniglietta – e quindi una figura esile – deve costantemente dimostrare la sua forza. Credo che questo suo complesso, unito alla sua iperattività, le dia la spinta per riuscire sempre in ciò che vuole. Per me è stato facile entrare nel personaggio, ho empatizzato subito. La parte difficile è uscirne! Ho sofferto già nove anni fa e non so se ce la farò adesso. È difficile uscire da Judy Hopps.

Ilaria Latini

Alessandro Quarta ha definito invece Nick come “un allegro guascone”. Un individuo che “se può approfittare di una certa situazione, lo fa, ma che in fondo ha un grande cuore”.

Alla fine, i suoi principi opportunistici lasciano spazio alla verità e ai valori con la “V” maiuscola.

Alessandro Quarta
Gary e Nibbles

Spazio anche per la presentazione di tre nuovi personaggi, Gary, Nibbles e Winddancer, che – ne siamo certi – vi faranno innamorare di Zootropolis 2!

Max Angioni: “Gary per me è molto interessante perché vive un pregiudizio enorme: i serpenti sono visti come il male a Zootropolis, e lui si fa carico di cambiare questa percezione. Vive un conflitto interiore: è fortissimo e velenoso, ma è il primo a preoccuparsi, girando con una penna anti-veleno. Ha una dolcezza incredibile.

Il fatto che Disney abbia dato a una vipera un ruolo così positivo e dolce è rivoluzionario. Gary è il primo serpente “iperbuono”, e secondo me sta rivoluzionando il ruolo dei serpenti nel mondo. Mi ha affascinato questa figura, negativa all’apparenza ma molto positiva dentro.

Michela Giraud: “All’inizio, quando mi hanno chiamata per un doppiaggio Disney, speravo di doppiare la mia collega Shakira, a cui somiglio…! Dopodiché ho visto Nibbles, con quei dentoni fantastici, e ho capito: a cinque anni ero identica!

Il lavoro di doppiaggio è stato fisicamente impegnativo, come una sessione di CrossFit. È stata una sfida eguagliare la potenza di Fortune Feimster, la voce originale. Ringrazio Massimiliano Manfredi, Lavinia Fanu, Federica Bomba, Alessio Puccio e Sara Labidi per il loro supporto.

Adoro il mio personaggio perché è un ponte comunicativo: attraverso l’ironia, riesce a collegare tutti e a mettere una pezza quando Nick e Judy si allontanano per orgoglio. Lei fa capire che, parlando, le cose si possono aggiustare.

Matteo Martari: “Per me è stato un sogno che diventa realtà. Non tanto lavorare con Disney, quanto diventare un cavallo! È stato un lavoro incredibile, siamo stati accompagnati in un registro, quello del doppiaggio, che è estremamente affascinante.

Mi unisco ai ringraziamenti di Michela. Il mio personaggio è fantastico e, non avendo ancora visto il film, godo nell’idea di scoprirlo stasera.

”Zootropolis 2” secondo Yvett Merino

La girandola delle domande si è concentra poi su Yvett Merino, a cui è stato chiesto com’è stato affrontato il tema della famiglia (già presente in Encanto) e perché ci sia voluto così tanto tempo per la realizzazione di questo secondo capitolo.

Yvett Merino: “La famiglia è sempre una parte importantissima, sia quella in cui si nasce sia quella che ci si sceglie. Con Judy e Nick volevamo concentrarci sull’evoluzione del loro rapporto. Il film è ambientato subito dopo il primo, quindi approfondiscono la loro conoscenza e imparano a non vedere il mondo allo stesso modo. A quel punto, si può scegliere di allontanarsi o di rendere il rapporto ancora più forte.

Per quanto riguarda il tempo, questi film richiedono circa 4-5 anni di lavorazione. Dopo il primo Zootropolis, abbiamo iniziato a lavorare su Encanto, che ha richiesto cinque anni, e poi ce ne sono voluti altri quattro per questo sequel. Ecco spiegata l’attesa.

Parlando di emarginazione, in un’epoca di tensioni crescenti, è stato chiesto quanto il clima attuale abbia influenzato la scrittura del film e, per i doppiatori, quanto sia stato importante veicolare questo messaggio in una pellicola Disney.

Yvett Merino: “Il primo film parlava di pregiudizio e discriminazione, e volevamo continuare quella storia. Sembra attuale oggi, ma lo era anche 20 anni fa e, purtroppo, lo sarà anche tra 20 anni. La speranza è che “Zootropolis 2” possa unire le persone per parlare delle loro differenze e capirsi meglio.

Max Angioni: “È tremendamente efficace. Ce ne siamo resi conto doppiandolo e rivedendolo ieri. Sembra quasi che per parlare di temi adulti in modo efficace si debba ricorrere agli animali dei cartoni animati. Il messaggio arriva forte e chiaro, ed è importante che lo faccia Disney in un film così divertente.”

E sugli easter eggs…

Abbiamo poi chiesto ad Yvett Merino se sapesse quanti easter eggs siano presenti nel film, visto che durante l’anteprima ci siamo trovati davanti a citazioni più o meno sottili (ed essendo consci del fatto che tante ce le siamo perse).

Yvett Merino: “Non lo sappiamo! Ce ne sono di importanti, inseriti dai registi, ma molti altri vengono aggiunti dai 700 artisti che hanno lavorato al film. Ancora oggi, guardandolo, scopriamo dettagli nuovi che non avevamo notato.

Parlando infine di quest’epoca, in cui la soglia di attenzione si è ridotta sempre di più, si è riflettuto su quanto sia complesso realizzare un film così lungo, che tenga incollati allo schermo e possa abbracciare così tante generazioni.

Yvett Merino: “È molto difficile, richiede un lavoro durissimo. Sapevamo di dover essere bravi, se non migliori rispetto al primo capitolo. Questo è il film più ambizioso che abbiamo mai realizzato alla Disney Animation e ha richiesto il contributo di quasi ogni persona all’interno dello Studio.

Non vi resta che andare al cinema e innamorarvi nuovamente di Judy e Nick.

a cura di
Andrea Munaretto

Articolo scritto con l’ausilio parziale di intelligenza artificiale

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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