A Bologna è stata allestita la mostra dedicata a Georges Simenon. Conosciuto da tutti per il commissario dalla pipa in bocca, Jules Maigret, è uno dei romanzieri più prodigiosi del ‘900
Con Maigret, Simenon ha sicuramente raggiunto l’apice del successo, sfruttando la passione dei lettori per il genere poliziesco e noir. Pur essendo, però, il commissario il personaggio più conosciuto di Simenon, il romanziere è famoso per numerosi e splendidi romanzi psicologici. Chiamati “romanzi duri”, sono caratterizzati da una forte indagine interiore dei personaggi e della complessità della condizione umana.
La mostra Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere
Fino all’8 febbraio 2026 è possibile visitare la mostra su George Simenon, a cura di Gian Luca Farinelli e John Simenon, organizzata dalla Cineteca di Bologna negli spazi della Galleria del Modernissimo. Una mostra che, attraverso reportage, immagini, opere e film, ripercorre la vita del romanziere, del genio, dell’ideatore di Maigret.
Un uomo che amava viaggiare, le donne e il suo lavoro. Un romanziere dal talento indiscutibile, una velocità di scrittura fuori dal normale e una creatività smisurata. Con 111 “romanzi duri”, opere con tematiche psicologiche e sociali, 75 romanzi sul commissario Maigret e oltre 500 racconti, Georges Simenon è conosciuto in tutto il mondo per il suo talento. Sempre con la pipa in bocca e la macchina fotografica in mano ha viaggiato alla scoperta di tutto il globo, regalandoci mappe e fotografie da aggiungere alla collezione dei suoi lavori.
Certo è che il suo capolavoro più grande e più famoso è il commissario Maigret. Un uomo comune, legato alla moglie e, proprio come il suo ideatore, sempre con la pipa in bocca. Nato dall’idea di distanziarsi dai “super-uomini”, dai “super-detective” dal grande talento intuitivo, come Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle, Maigret rappresenta un semplice commissario, forte solo del suo talento e dei suoi metodi investigativi.

La prima inchiesta di Maigret
La semplicità del commissario è messa in evidenza nel romanzo La prima inchiesta di Maigret, trentesimo libro della serie Le inchieste di Maigret. Scritto nel 1949 in Arizona, il romanzo racconta il percorso di crescita di Jules Maigret da semplice segretario di 26 anni a commissario. Il libro è un lungo flashback sulla prima inchiesta che ha permesso a Maigret di consolidare le sue abitudini e il suo lavoro. Durante la storia Maigret si trova spesso in crisi, abbandonato, si autoconvince di voler lasciare la polizia. I suoi continui interrogativi sul suo ruolo, sul suo lavoro, sul mestiere dell’investigatore, sono al centro del romanzo.
A dire il vero, il mestiere che aveva sempre sognato non esisteva. […] Immaginava un uomo di infinita saggezza […], un uomo in grado di intuire con un’occhiata il destino delle persone. […] Una specie di accomodatore di destini. E non perché intelligente […] ma perché capace di vivere la vita di chiunque, di mettersi nei panni di chiunque.
Ma veniamo all’inchiesta. Nella notte tra il 15 e il 16 aprile 1913 Justin Minard, un flautista, viene colto di sorpresa quando sente il grido di una donna affacciata ad una finestra in rue Chaptal. Quello che lo spinge a correre al commissariato di Saint-Georges, dove incontrerà l’allora ancora segretario Jules Maigret, è però lo sparo che ha seguito il grido. Immediatamente Maigret si dirige alla villa per un sopralluogo, che viene guidato da Richard Gendreau, della famiglia Gendrau-Balthazar, proprietari del noto caffè Balthazar, in maniera ironica, quasi beffarda. Durante la sua visita Maigret non nota nulla di particolarmente sospetto. Solo in seguito inizieranno a venir fuori sempre più interrogativi su questa indagine, che si concluderà con la sua promozione al Quai des Orfèvres, dove lo vedremo in azione per il resto della sua carriera.
La prima inchiesta di Maigret è un libro che sicuramente fa sorridere i fan. Simenon crea questo lungo flashback che permette di ricostruire le abitudini del commissario più famoso di Francia. Allo stesso modo, la Cineteca di Bologna ha raccolto i pezzi che ci permettono di ricostruire la vita, i successi e le passioni del terzo autore più tradotto dalla lingua francese. Secondo solo a Jules Verne e Alexandre Dumas padre.
a cura di
Giulia Focaccia

