Nove anni fa Disney stupiva il mondo con un lungometraggio animato che sarebbe diventato il quarto film Disney a superare il miliardo di incassi al botteghino, portando a casa l’Oscar come “Miglior film d’animazione” 2017. Riuscirà questo secondo capitolo a essere all’altezza? Scopriamolo assieme.
Era il 23 settembre 2015 quando Disney distribuì il primo teaser trailer di Zootropolis: sin da subito il pubblico, compreso il sottoscritto, rimase colpito e affascinato da quelle prime immagini, quelle di un film d’animazione in cui i protagonisti erano gli animali, in un mondo di coesistenza ed apparentemente perfetto.
Qualche mese più tardi, il 18 febbraio, il film uscì ufficialmente nelle sale italiane e fu un successo immediato tanto nel Bel Paese quanto nel resto del mondo. Il botteghino superò il miliardo d’incassi, facendo urlare a gran voce la necessità di un sequel.
Ricordo ancora lo studio maniacale per dare una profondità ai personaggi tale per cui ognuno di noi riusciva a immedesimarsi in qualcuno di loro. Con un unico filo conduttore: il re della scena era senza ombra di dubbio Flash, il bradipo che lavorava alla motorizzazione, forse uno degli elementi più esilaranti del film.
Da quel 2016 sono trascorsi diversi anni, il pubblico è invecchiato, ma nessuno si è mai dimenticato di quel film. Capitava – e capita tutt’ora – di andare su Disney+ per riguardare quel piccolo capolavoro e, ad ogni visione, la necessità di un seguito si faceva sempre più viva ed insistente.
Nel 2023 una prima voce che confermava Zootropolis 2 accese una miccia nei fan, pronta a far esplodere una bomba colma di attese e speranze. Al D23 del 2024 non solo questa voce si rivelò vera, ma venne annunciato un nuovo personaggio che, sin dal primo poster, si è rivelato centrale nella storia: il serpente Gary.
Quando poi, a maggio 2025, uscì il primo teaser trailer, la paura di un eventuale flop si insinuò nella mia mente. Una paura parzialmente spazzata via due mesi più tardi dal primo trailer, che rese impossibile resistere alla necessità di vedere il 64° lungometraggio Disney.

L’attesa sarà ripagata?
Judy e Nick hanno risolto brillantemente il più grande caso nella storia di Zootropolis: quello dell’arresto del sindaco Dawn Bellwether, che aveva architettato un piano per distruggere i predatori che vivevano in pace e armonia con tutti gli altri animali.
I due, diventati ormai amici fidati – un coniglio e una volpe amici per la pelle… incredibile! – diventano così partner lavorativi, con il passaggio ufficiale di Nick da criminale a poliziotto. Un quadro incredibilmente bello, direte voi, e invece è solo l’inizio di una serie di piccoli disastri.
Una settimana dopo l’essere diventati partner (eh sì, ci son voluti nove anni per noi, ma il film è ambientato poco dopo il primo capitolo), i due vogliono affermarsi cercando in tutti i modi di risolvere un nuovo caso, nonostante i colleghi e il capitano ritengano che per loro sia ancora troppo presto.
Ma Judy crede nella loro forza e, assieme a Nick, prova a sventare un giro di contrabbando nel porto della città. Pur riuscendo nell’impresa, i due ne combinano talmente tante che al capitano Bogo non resta che mandarli in un gruppo di aiuto per colleghi “scollegati”.
Da qui, una serie di peripezie porterà i due alla conoscenza di Gary De’Snake, una vipera additata come il male assoluto. Cercando di aiutarlo nella risoluzione del caso più importante e rischioso della loro vita, saranno costretti anche a confrontarsi sul loro rapporto e sui loro veri sentimenti.
Puoi essere scollegato e impaurito quanto vuoi, ma una famiglia – che sia quella che ti trovi o quella che ti scegli – ti servirà sempre per sentirti a casa.

Nove anni interminabili
Come dichiarato da Yvette Merino (produttrice del film) c’è voluto tanto tempo a causa dei progetti che hanno coinvolto il regista Byron Howard, al quale, subito dopo il fragoroso successo di Zootropolis, è stata assegnata la direzione di Encanto (film con cui ha vinto il secondo Oscar).
Una volta finito, gli ci sono voluti ulteriori quattro anni per completare Zootropolis 2, grazie anche a un team di 700 persone che ha supportato la produzione, lasciando la propria firma in ogni easter egg sparso qua e là (ma ne parleremo tra poco).
Nonostante i nove anni di attesa, ci troviamo davanti a una pellicola che sembra realizzata subito dopo la precedente. Una storia fresca, che riesce a trattare temi di assoluta attualità: dalla diversità alla terapia, dalle minoranze ai problemi personali.
Il doppiaggio italiano riporta in scena Ilaria Latini (Judy) e Alessandro Quarta (Nick), affiancati da tanti talent che non sfigurano e riescono a dare profondità ed empatia a personaggi chiave della storia. Max Angioni (Gary) e Michela Giraud (Nibbles Maplestick) possono vantarsi di essere entrati nel mondo del doppiaggio “spaccando la porta”, senza nemmeno dover chiedere scusa per la forza che trasmesso ai personaggi.
I 107 minuti forse possono risultare addirittura pochi, visti tutti i temi trattati e il desiderio dello spettatore di averne di più. Una sensazione che, nel periodo recente, solo pochissimi film sono riusciti a trasmettermi.

Poi ci sono gli easter egg, piccole o grandi citazioni alla filmografia Disney e mondiale, talmente numerosi che la Merino stessa ha dichiarato che nemmeno loro sanno quanti siano.
Chiunque abbia dato una mano al film ha voluto lasciare la propria piccola firma. Voglio spoilerarvi solo la trilogia interpretata dal sindaco Brian Winddancer (un tempo attore action): “Io Vi nitrirò”.
Per tutti gli altri, spetta a voi!
Sarà futura gloria?
Ammetto che per una volta voglio sbottonarmi più del solito, affermando apertamente di aver amato alla follia questo Zootropolis 2, che ritengo addirittura meglio del primo capitolo!
Ci troviamo davanti a un piccolo capolavoro: se il primo film era un’esplosione di personaggi impossibili da non amare, nel secondo ci troviamo davanti a una pellicola per i più grandi, a cui vengono spiegati nella maniera più semplice ed efficace possibile alcuni dei temi tra i più attuali, che ancora oggi ci fanno tanta paura.
La regia, assieme alla sceneggiatura e supportata magistralmente da un team enorme, ha creato un lungometraggio capace di farci ridere e commuovere al tempo stesso, farci riflettere e, perché no, farci venire voglia di alzare il telefono e chiamare quella persona che per noi è casa, che magari abbiamo allontanato senza motivo.
La scelta di inserire una mole infinita di easter egg ci porterà a voler vedere e rivedere il film, perché, sì, è giusto così. Il doppiaggio italiano (dopo i tanti talent a cui è stato assegnato, che spesso rappresentavano il lato negativo dei film) riporta a un livello elevatissimo quest’arte e ci dimostra ancora una volta perché in Italia ne siamo gli assoluti re.
Non vi resta che andare al cinema a partire da domani, mercoledì 26 novembre, sedervi, chiudere gli occhi, e ritornare bambini. Per sognare assieme a Judy e Nick, ricordando perché abbiamo tanto amato il primo capitolo e perché non possiamo fare a meno di volerne un terzo.
PS: non alzatevi prima della fine dei titoli di coda, altrimenti vi perdete la scena post-credit (io vi ho avvisato).
Buona visione!
a cura di
Andrea Munaretto

