Si è svolta al Cineteca Arlecchino di Milano la conferenza stampa del progetto “Uno, due, tre… festival!”, che si svolgerà in diverse date nel mese di novembre.
Uno, due, tre… festival! è un progetto che unisce tre importanti festival milanesi – il Piccolo Grande Cinema, Filmmaker e il Noir in Festival – in un’unica casa comune: quella del Cinema Arlecchino, uno spazio gestito da Cineteca Milano. Dall’8 novembre al 6 dicembre, questo luogo diventerà il cuore dei tre festival, dotati ciascuno di una propria identità, ma riuniti insieme per creare sinergie e valorizzare il cinema come luogo di dialogo e creatività.
La conferenza stampa è stata introdotta da Matteo Pavesi, Direttore della Fondazione Cineteca Milano, che ha presentato brevemente questo progetto, prima di dare la parola all’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Il quale ha espresso la propria preoccupazione per il potenziale taglio destinato al comparto cinematografico annunciato proprio in questi giorni, che potrebbe portare ad una drastica ricaduta di tutte le diramazioni del settore cinematografico, festival compresi.
Successivamente l’Assessore ha ammirato il lavoro che da qualche anno viene fatto a livello cinematografico a Milano, con un cenno particolare all’iniziativa dello scorso agosto, quando il Castello Sforzesco ha ospitato la rassegna gratuita Tutto il bello del cinema con le proiezioni serali nel Cortile delle Armi.
Il progetto Uno, due, tre… festival! è anch’esso testimonianza di una crescita della promozione e dell’attenzione verso il cinema in città. Sacchi ha chiuso il suo intervento con un ringraziamento agli organizzatori del progetto.
Noir in Festival
La parola è passata, dunque, a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival, che quest’anno è alla sua trentacinquesima edizione. I quale celebra il cinema e la letteratura noir, mystery, thriller e fantasy e quest’anno si svolgerà dall’1 al 6 dicembre.
Il direttore esprime anch’egli la propria preoccupazione in merito al taglio dei fondi, a maggior ragione per il ruolo della promozione dei film. Per quanto riguarda Noir in Festival, il programma sarà svelato più avanti nella sua interezza: esso sarà infatti l’ultimo ad aver luogo, ad una settimana da Filemaker. Questa settimana sarà di programmazione comune tra i tre festival.
Il focus dell’edizione di quest’anno per il Noir in Festival sarà il musical, con una retrospettiva che comprenderà pellicole prodotte tra gli anni ’50 e gli anni 2000, come ad esempio Chicago di Rob Marshall. Il film che aprirà questa rassegna sarà Carmen Jones di Otto Preminger.
A questo punto è intervenuta anche Marina Fabbri, direttrice dell’evento, che ha ricordato come storicamente questo festival sia composto da due anime: il cinema e la letteratura. Come già annunciato, il Raymond Chandler Award di quest’anno andrà a Mick Herron. L’autore ha scritto diverse opere degne di nota tra le quali Slow Horses, serie prima letteraria e poi trasposta nel programma televisivo con protagonista Gary Oldman.
Quest’anno sarà inoltre inaugurato un premio intitolato a Giorgio Scerbanenco, importante giornalista e scrittore. La sua assegnazione sarà possibile anche grazie a un grande lavoro del sistema bibliotecario di Milano, che ha reclutato quaranta giurati tra i loro appartenenti. Essi hanno letto tutti i duecento libri candidati, aiutando a selezionare la lista di trenta semifinalisti, successivamente votabili da tutto il pubblico.
Ad essa si aggiungerà inoltre un’altra giuria composta da appartenenti al Circolo dei Lettori di Milano, che ha sede a Casa Manzoni, dove si celebrano i due premi letterari. Questa selezione è dunque frutto di un vero e proprio dialogo vivo con la città.
Filmmaker
Si è poi parlato del Filmmaker con Luca Mosso, direttore del Festival, che si terrà tra il 15 e il 23 novembre. Esso ha come suo focus principalmente il cinema documentario, sperimentale e indipendente. Il direttore ha aperto la presentazione dell’edizione di quest’anno sostenendo la necessità della creatività anche in ambito festivaliero.
L’obiettivo è, infatti, una proposta variegata che spinga alla condivisione. Egli ha inoltre riflettuto sul cambiamento dell’età media del pubblico dei festival tra il prima e il dopo la Pandemia, ragionando sulla necessità di cambiamento del festival stesso.
Mosso ha anticipato una doppia componente femminile: la prima è la regista iraniana Sepideh Farsi, che ha documentato la vita della giornalista palestinese Fatima Hassouna, uccisa a Gaza. La regista è fortemente legata al presente e il focus delle sue opere consiste nel voler parlare della situazione sociale e politica.
La seconda è Valie Export, artista austriaca ottantacinquenne che ha determinato lo sviluppo delle arti visive. La scelta di queste due artiste è stata determinata dalla volontà di collocare il Filmmaker nel presente, continuando a tenere i fili nel passato.

Dallo scorso anno, il luogo designato per questa operazione è il Mic, il Museo Interattivo del Cinema, designato a questo compito per le sue dimensioni e la sua collocazione.
Piccolo Grande Cinema
La parola è infine passata a Silvia Pareti, direttrice di Piccolo Grande Cinema. Esso sarà il primo festival ad avere luogo, tra l’8 e il 16 novembre. La direttrice ha riflettuto sulla poca varietà della distribuzione odierna, che comprende un numero limitato di titoli ed è restia a rischiare.
In questo contesto, i festival si propongono come un nuovo circuito distributivo che permette visibilità a titoli che non troverebbero mai sale cinematografiche pronte a scommettere su di loro. Nel mese di questo progetto condiviso, infatti, sono proposti circa cento titoli nuovi in anteprima.
Piccolo Grande Cinema è alla sua diciottesima edizione, la quale vuole ripercorrere la storia di questo festival. Il punto focale come l’evento venga programmato, partecipato e animato da giovani under 25. Innanzitutto, programmato perché i film vengono selezionati dal lavoro dei giovani che partecipano lungo tutto l’anno ad attività con la Cineteca. Anche il comitato di selezione più ristretto è comunque composto dai giovani.
Lo slogan del festival è “il primo festival non si scorda mai”, proprio perché ci sono giovani che hanno l’occasione di fare i selezionatori, i curatori, i presentatori, o, comunque, di vivere per la prima volta l’esperienza del festival cinematografico. Allo stesso tempo, è spesso una prima volta anche per autori ed autrici che presentano le loro opere.
Il logo è a cura di Fulvio Risuleo, regista premiato due anni fa in questa stessa sede per il film Notte Fantasma. Si tratta di un coccodrillo (o coccodrilla) che rappresenta i giovani, che devono sapersi muovere nell’acqua e sulla terra in questo ambiente difficile.
Fondazione AEM
Per il secondo anno viene assegnato il premio Fondazione AEM Ciak l’ambiente! per valorizzare il film che meglio interpreta le tematiche della sostenibilità e ambientali. La parola è dunque passata ad Alberto Martinelli, presidente della Fondazione AEM.
Egli ha sottolineato che l’assegnazione di questo premio non è l’unico frutto della collaborazione tra la Fondazione e i festival: anche la menzionata iniziativa di agosto al Castello Sforzesco era frutto della cooperazione tra queste realtà.
Inoltre, il film L’Incanto di Tomaso Pessina sarà presentato nella settimana di programmazione comune in collaborazione con Fondazione AEM. Esso è stato presentato alle Giornate degli Autori dell’ultima edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia e ripercorre la storia del Cinema Odeon di Milano, oggi chiuso.
L’intervento di Martinelli si è concluso esprimendo quanto questa collaborazione sia fondamentale, poiché arriva in un momento in cui si è ridotta la sensibilità del Governo nei confronti del Cinema, e come sia ancora più importante il sostegno delle fondazioni.
Programmazione Piccolo Grande Cinema
A questo punto, Silvia Pareti ha ripreso la presentazione della programmazione di Piccolo Grande Cinema. Essa presenta diverse sezioni di concorso: quello internazionale comprende otto film, tutti di autori al loro debutto. C’è poi il Concorso Pubblico Giovane, destinato alle scuole, ed il Concorso PGC Kids, proposto alle scuole dell’infanzia e primarie.
Infine, vi è il Concorso Best Before: sempre proposto alle scuole superiori, con titoli classici presentati nelle edizioni precedenti. Compito della giuria dei ragazzi è capire quale sia ancora capace di instaurare un dialogo con i giovani.
Ci sono inoltre alcune sezioni non competitive aperte al pubblico, che comprendono cinque documentari e quattro opere in VR. Le sezioni fuoriconcorso fungono da radici per il festival: Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, in apertura con Amrun, visto a Cannes.
Sinergia di Festival
Questo progetto di collaborazione tra i tre festival si esprime principalmente nella settimana di programmazione comune, che si svolgerà tra il 24 e il 30 novembre.
Inoltre, ci sarà la possibilità di acquistare un abbonamento di 45 euro che darà l’accesso a tutti gli appuntamenti dei tre festival e ci saranno sconti ed agevolazioni per i più giovani. Infine, sarà presente una giuria comune di trenta appassionati che assegnerà il premio Uno, due, tre… festival!
Insomma, si tratterà di un mese colmo di eventi e di novità ancora tutte da svelare, per promuovere il cinema e la condivisione.
Sicuramente da non perdere!
a cura di
Francesca Maffei

