“Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso” in mostra a Bologna

Al Museo Civico Medievale di Bologna sono esposti libri antichi e rinomate illustrazioni

A Bologna, presso il noto Museo Civico Medievale è possibile visitare Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso, a cura del Prof. Francesco Citti e del Prof. Daniele Pellacani.
La mostra è organizzata dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT e dal Centro Studi La permanenza del classico dell’Alma Mater, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna.

L’esposizione vuole evidenziare quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell’arte europea. Per farlo, è stato adottato un angolo visuale sostanzialmente inesplorato, ovvero il libro d’artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell’incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio materiale dell’interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno. Per imagines, sarà visitabile fino al 5 ottobre 2025.

L’itinerario proposto

Non si tratta del classico percorso espositivo, che presenta grandi dipinti su tela: i soggetti scelti sono infatti principalmente libri e le illustrazioni dei medesimi. Come menzionato in precedenza, ad essere protagonisti della mostra sono alcuni dei classici latini, come il mito di Amore e Psiche, rappresentato sia da illustratori italiani che tedeschi.

Max Klinger. Apuleius. Amor und Psyche. Nürnberg: Theo. Stroefer Kunstverlag, 1880 Acquaforte (coll. privata)


L’esposizione offre la possibilità di apprezzare le interpretazioni dei vari classici latini in un largo periodo di tempo. Nonostante la maggior parte delle illustrazioni siano del XX secolo, alcune risalgono addirittura al Cinquecento, mentre altre agli inizi degli anni 2000.
I soggetti delle immagini sono molteplici: uomini e donne di diverse estrazioni sociali, ma anche svariati animali, per riportare un esempio: un toro. Un elevato numero delle illustrazioni esposte è in bianco e nero, tra queste vi sono anche quelle di Pablo Picasso.

Le opere dell’artista occupano un’intera parete e raffigurano Le Metamorfosi di Ovidio. Quest’ultimo è un poema epico-mitologico, nel quale sono stati raccolti oltre 200 miti, portando l’opera ad essere definita persino una “enciclopedia della mitologia classica“. Nel libro possiamo trovare storie sugli dei, come Diana, Giove o Mercurio, ma anche molti altri personaggi, come Ercole o Pitagora. Tra le numerose storie, Picasso ne reinterpreta 15, tra le più violente del poema, come Polissena sgozzata.

in sfondo 20 frammenti di Pablo Picasso . Ovide. Les Métamorphoses. Lausanne: Skira, 1931

La mescolanza di epoche e stili, e l’alternanza del codice visivo a quello verbale rendono la mostra un’esperienza peculiare, consigliabile soprattutto agli studiosi e appassionati in ambito umanistico, ma anche a chi vuole cogliere l’occasione per ampliare il proprio bagaglio culturale.

a cura di
Eleonora Maria Cavazzana

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