Lucio Corsi – MIND Festival, Montecosaro – 24 luglio 2025

Lucio Corsi

Ancora un tutto esaurito per il cantautore toscano nella seconda data del festival marchigiano

Lucio Corsi non smette di stupire e di confermarsi come una delle migliori realtà del cantautorato italiano, così come oramai è una conferma il MIND Festival di Montecosaro, giunto alla sua dodicesima edizione.

Lucio Corsi

Un festival che ormai è diventato un appuntamento fisso per i marchigiani e non, che oltre a richiamare i maggiori artisti italiani sta marciando a trazione internazionale (basi pensare all’esplosiva serata con Steve Aoki dello scorso anno).

Sabato 26 sarà infatti ospite Tommy Cash con okgiorgio, dopo la performance degli Psicologi di venerdì 25. Il gran finale sarà domenica 27 con la superstar dance mondiale Alok.

Colpisce ancora una volta l’attenzione ai dettagli: in particolare la zona dedicata ai “gamers” e ai mercatini vintage, oltre all’area bimbi dalla quale le famiglie possono godersi il concerto in spensieratezza. Un’importante innovazione rispetto allo scorso è il pagamento tramite QR code di cibo e bevande che consente di sfoltire le code alle casse.

Con le giuste premesse il MIND riesce a porre perfettamente al centro dell’attenzione la musica, che è protagonista in una delle serate più attese di questa edizione.

Caponetti in apertura

Il giovane Caponetti da Ascoli Piceno apre le danze della seconda serata. Spicca un’apertura nella quale dà sfoggio dell’abilità alla chitarra: canzoni a trazione pop rock con una particolare attenzione ai testi. Nonostante il gran caldo Caponetti riesce a servire una performance di alto livello per scaldare adeguatamente il pubblico (semmai ce ne fosse stato bisogno, vista l’alta temperatura!).

Caponetti

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Alle ore 22 scatta l’ora di Lucio Corsi

Fresco dell’album “Volevo essere un duro” con il cui omonimo brano ha sbaragliato lo scorso Sanremo, Lucio Corsi si sta sempre più ergendo a cantautore outsider, senza sfarzi ma mantenendo inalterata la realtà dalla quale proviene, e che lo ha fatto emergere agli occhi del pubblico di massa.

Pubblico che è davvero molto variegato: nelle prime file non troverete orde di ragazzine urlanti, ma giovani adolescenti della porta accanto, insieme a donne più mature che tengono salda la transenna. La percezione è quella di trovarsi di fronte a un artista capace in pochissimo tempo di raccogliere consensi anagraficamente trasversali, abilità propria solo di pochi cantautori.

Lucio appare sul palco in tutta la sua genuinità, ma chi pensa di assistere a una performance tranquilla cade in errore.

Lucio è una cavalletta che si arresta solo quando costretto all’asta dalle parole dei suoi brani, mentre nelle parti strumentali scende in mezzo al pubblico a raccogliere il suo abbraccio, mostrando sensibilità e doti da vero intrattenitore.

Il momento storico, musicalmente parlando in senso lato, è molto controverso. E forse la musica italiana aveva proprio bisogno di un altro Lucio.

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a cura e foto di
Emmanuele Olivi

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