La band emiliana torna sul palco per l’ultimo atto del loro tour: “Ultima Chiamata. All’erta sto” fa tappa a Rimini
C’era una volta l’Italia degli anni Ottanta. E forse c’è ancora, a giudicare dal pubblico che giovedì 24 luglio affolla piazzale Fellini per una delle date più attese del tour dei CCCP, “Ultima Chiamata. All’erta sto”.
La serata, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per Pier Vittorio Tondelli – a quarant’anni dall’uscita del romanzo “Rimini” e a ottant’anni dalla nascita – rappresenta anche l’atto finale di una lunga serie di concerti che, dallo scorso anno, sta portando il gruppo in giro per l’Italia.
Partito da Bologna il 21 maggio 2024, nell’iconica Piazza Maggiore, il tour dei CCCP fa tappa a Rimini, in questa afosa serata di mezza estate, in un luogo simbolico: piazzale Fellini si trova infatti proprio di fronte al Grand Hotel. Qui, il 5 luglio 1985, Tondelli presentava il suo libro con una festa diventata leggenda. Oggi, a pochi metri di distanza, salgono sul palco Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici e Danilo “Fatur” – la formazione storica e originale del gruppo – accompagnati da Ezio Bonicelli, Simone Filippi, Luca Alfonso Rossi, Simone Beneventi e Gabriele Genta.
CCCP e Tondelli: due voci diverse, ma profondamente sintoniche, capaci di dare forma a sogni e contraddizioni di una generazione. Stasera, dall’Emilia alla Riviera, proprio come quei ragazzi degli anni Ottanta, tornano idealmente ad abbracciarsi a Rimini, luogo emblema di un’epoca.
L’entrata in scena della band è teatrale, da manifesto CCCP: Ferretti, ieratico, con indosso la tuta blu di Officine Meccaniche Reggiane, ha una presenza a metà tra il mistico e il militante. A fianco a lui, immutabile, Massimo Zamboni, poi Annarella Giudici, benemerita soubrette, a tratti ballerina, derviscio o santa, e infine Fatur, l’artista del popolo.
Il concerto comincia con “B.B.B.” e, al secondo pezzo, già si crea il primo climax della serata, con la sinistra melodia di “A ja ljublju SSSR”. Quando arrivano “Tu menti” e “Per me lo so” il pubblico si scatena, fino alla deflagrante “Stati di agitazione“. Si cambia ritmo solo con “Libera me domine” e “Madre”, nelle quali Ferretti salmodia come se stesse evocando una liturgia.
L’attitudine punk – quella vera – è ancora lì, ma con qualcosa in più. Le canzoni dei CCCP, nel tempo, si sono allontanate dalla Storia e sono diventate eterne. L’unico segno tangibile che il mondo nel frattempo ha girato altrove è un nuovo verso in “Radio Kabul”: “All’erta sto come un russo nel Donbass, come un armeno del Nagorno-Karabakh”. Immobile, Annarella, avvolta in un burqa nero, come un’ombra elegante, trasforma la scena in un quadro sacro.
Ferretti canta “Curami” indossando un elmetto militare mentre la benemerita soubrette, splendida, attraversa la scena vestita con una bandiera tricolore – bianca, rossa e verde. Una scena potente, tra parodia e patriottismo obliquo.
Arrivano gli encore, con “Annarella” il tempo si ferma. Non c’è più passato o presente, ma solo una dolcezza malinconica che sovrasta il rumore. È uno dei momenti più intensi della serata, insieme a “Mi ami?”, a “Io sto bene” e all’ultima, delicatissima “Amandoti”, offerta come una carezza finale al pubblico.
“L’ultima chiamata” giunge al termine. Ma sarà davvero l’ultima? Berlino doveva essere un evento irripetibile, ma dopo il Galà punkettone, il tour del 2024 e queste nuove date del 2025 è lecito avere qualche dubbio. Le epoche non finiscono mai davvero, come ci insegnano i CCCP. Cambiano forma. Cambiano palco. E forse è proprio qui che abita la loro essenza: nella continua smentita di ogni coerenza, nella contraddizione come scelta, dell’irrequietezza come fede.
Ferretti, del resto, come avrebbe detto Walt Whitman, contiene moltitudini. Non è mai stato davvero fedele alla linea. L’ha interpretata, l’ha tradita, l’ha superata. E mentre la sua voce continua a declamare oscenità e debolezze, resta una certezza: i CCCP non sono un ritorno. Sono un continuo avvertimento.
Scaletta del concerto:
B.B.B
A ja ljublju SSSR
Rozzemilia
Tu menti
Per me lo so
Morire
Stati di agitazione
Libera me Domine
Madre
MACISTE contro TUTTI
Oh! Battagliero
Valium Tavor Serenase
Trafitto
Radio Kabul
Punk Islam
And the Radio Plays
Guerra e pace
C.C.C.P.
Curami
Emilia paranoica
Bang Bang (My Baby Shot Me Down)
(Cher cover)
Spara Jurij
Vota Fatur
Encore:
Annarella
Mi ami?
Io sto bene
Allarme
Noia
Encore 2:
Amandoti
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a cura di
Daniela Fabbri
foto di
Valentina Bellini

