Lazza – Altraonda Festival, Genova – 16 luglio 2025

A distanza di 7 anni Lazza torna in quella Genova che, per il cantante milanese, segnava la libertà adolescenziale e la spensieratezza estiva. Una serata ad alto tasso di esaltazione nella settima data dell’Altraonda Festival al Porto Antico

Poche volte si sente la voglia di spiccare poi si riesce a realizzare quest’ambizione; l’Altraonda Festival è uno di questi casi. Nato quest’anno ha donato a Genova un festival musicale che combatte contro le più blasonate rassegne del bel paese.

Una line up fresca, ma con l’introduzione di grandi nomi della musica come gli Europe, una location per certi versi iconica come Il Porto Antico di Genova -che non è solo acquario o navi da crociera in partenza- e tanto, tantissimo, entusiasmo.

Il 16 luglio è stato il turno di Lazza che è tornato a Genova a distanza di 7 anni. L’artista si appropria dell’Arena del Mare davanti a 5000 ragazzi in estasi per un concerto che non dimenticheranno per molto.

Sin dall’apertura dei cancelli alle 19 un fiume ordinato e immenso si è riversato in quella piccola nicchia di paradiso dal profumo di mare in Calata Molo Vecchio 15 all’Arena del Mare, una location tanto caratteristica quanto distante dal classico mondo musicale.

La prima volta che la si vede si rimane stupiti e quasi innamorati. Sarà il fascino del mare, sarà la lanterna… ma il sottoscritto si è sentito rinvigorito ed eccitato da questo concerto.

Tic Tac è ora di iniziare

Sono le 21.30, il volume tra il pubblico raggiunge vette altissime, il mio Apple Watch segna oltre i 90 decibel (io sto invecchiando e ben presto i tappi appaiono alle mie orecchie). Con il solito quarto d’ora accademico di ritardo Lazza sale sul palco accolto da un boato che nasconde la tromba di un traghetto di passaggio (Ma che belli sono i Moby a tema Looney tunes?).

Esplosività, autotune e doti nascoste che stupiscono anche me che di concerti ne ho visti e fotografati tanti. Due ore di puro delirio tra cenere lanciata in aria dal pubblico, poghi ordinati e diretti dal maestro Jacopo che fanno saltare e ballare anche la Security e la Croce Rossa.

Chi l’avrebbe mai detto che il trentenne milanese fosse così bravo al pianoforte? Io no di certo ed è questo che mi ha stupito più di tutto: la sua poliedricità. Non è solo un cantante del nostro tempo, ma un artista a tutto tondo che sa stupire ed è in grado di avvicinare un pubblico distante dalla sua musica. Persino chi non ascolta abitualmente le sue canzoni, trovandosi al suo concerto, riesce ad esaltarsi e a cantare (ballare no perché il mio ginocchio non me lo permette).

Ora spazio alla prossimo data del festival con un trio a tutto rap: Guè – izi – lacrim.

La scaletta:

  1. ZERI IN PIÚ (LOCURA)
  2. ABITUDINE
  3. Molotov
  4. Zonda
  5. Re Mida
  6. CASANOVA
  7. CERTE COSE
  8. Mezze verità
  9. Panico
  10. VERDI NEI VIOLA
  11. OuverFOURe
  12. Senza rumore
  13. BUIO DAVANTI
  14. Morto mai
  15. J
  16. BBE
  17. Step
  18. FENTANYL
  19. -3 (PERDERE IL VOLO)
  20. Piove
  21. G63
  22. HOT
  23. Ghetto superstar
  24. Chiagne
  25. Gucci Ski Mask
  26. Cenere
  27. CANZONE D’ODIO
  28. Uscito di galera
  29. 100 MESSAGGI
  30. DOLCEVITA
    Encore:
  31. Ferrari

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a cura e foto di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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