“Superman” di James Gunn segna un nuovo inizio per la DC nel mondo del cinema. Nel cast David Corenswet, Rachel Brosnahan, Nicholas Hoult, Nathan Fillion, Isabela Merced, Milly Alcock. La pellicola uscirà nelle sale italiane domani, mercoledì 09 luglio, distribuita da Warner Bros.
Dopo l’enorme fallimento del DCEU (costituito da pessime pellicole e – soprattutto – da una totale mancanza di studio ed approfondimento nei confronti dei personaggi raccontati), la Warner Bros. ci riprova, ripartendo nuovamente dal personaggio più importante della DC: Superman.
Ma sarà riuscito James Gunn, a differenza del collega Zack Snyder, a dare finalmente dignità a Clark Kent con una trasposizione in sala degna del personaggio?

La nuova versione di Gunn
In un mondo in cui le persone dotate di superpoteri (qui chiamate metaumani) esistono da secoli, Clark Kent è Superman da soli tre anni. Il figlio di Krypto si ritroverà vittima di un complotto da parte del malvagio Lex Luthor, disposto a tutto pur di distruggerlo. Insieme ad un cast ricco di comprimari, il supereroe dovrà fare di tutto per proteggere se stesso e i suoi cari.

Chi è Superman?
Prima di parlare del film è doveroso discutere dell’importanza, non solo nella cultura americana, del personaggio di Superman. Se oggi il fenomeno dei cinecomics è così radicato, se tra Marvel e DC sono stati creati degli universi fumettistici così complessi e se esiste il tuo supereroe preferito è proprio grazie alla nascita dell’uomo d’acciaio.
Perché fu proprio grazie a quello storico primo numero di Action Comics pubblicato nel lontanissimo 1938 (ma, in realtà, una primissima versione del personaggio fu creata da Jerry Siegel e Joe Shuster già nel 1933) che nacque il concetto di supereroe per come lo conosciamo. Con quello che, ad oggi, viene considerato il debutto storico del primo supereroe a fumetti americano.

In quasi novant’anni sono state raccontate tantissime storie sul figlio di Krypton, che ne hanno delineato un profilo psicologico e caratteriale ben definito. Un uomo con poteri divini (e non un dio travestito da uomo), cresciuto da una famiglia di contadini da fortissimi valori morali, dal cuore d’oro, innamorato del pianeta e delle persone che lo hanno ospitato, tanto da sentirsi un essere umano a tutti gli effetti.
Superman è un personaggio incredibile ed estremamente educativo proprio grazie alla sua incredibile umanità ed integrità. Si tratta di una persona con i suoi amori, i suoi affetti, le sue gioie, ma anche i suoi dubbi e le sue paure, come un qualsiasi normale essere umano.
Eppure, nonostante questo, ancora oggi tantissime persone non hanno capito la sua natura, riducendolo ad un banale “dio in mezzo agli uomini“. Dannosa fu per esempio, la definizione che ne diede Quentin Tarantino in Kill Bill, ovvero quella per la quale, a differenza degli altri supereroi, Superman rappresenta la sua vera identità, mentre Clark Kent il personaggio mascherato (cosa totalmente errata).
Gli errori della precedente gestione
Arriviamo a quello che si è rivelato uno dei più grandi difetti della precedente gestione cinematografica attuata dalla DC. Oltre alla produzione di diverse pellicole la cui media qualitativa appare decisamente disastrosa, uno degli sbagli più grossi fu proprio la gestione e l’utilizzo del personaggio di Superman. L’uomo d’acciaio di Zack Snyder, dimostrò una totale superficialità nei confronti del suo protagonista, rendendolo tenebroso, cupo, inutilmente serioso e complessato.

Il figlio di Krypton venne privato quasi del tutto dei suoi aspetti più umani, diventando un “banale dio“. Sicuramente di forte impatto visivo – ed incredibilmente tamarro -, ma allo stesso tempo sciatto, vuoto e talmente distaccato da non riuscire a suscitare nello spettatore alcuna empatia. L’unica cosa azzeccata fu il casting: da un punto di vista puramente estetico, Henry Cavill è tuttora il Superman perfetto.
Infine, considerando anche il penoso Superman Returns di Bryan Singer del 2006, è veramente incredibile che non si veda in sala una versione decente del personaggio dall’ormai lontano 1978, con Christopher Reeve come attore protagonista e Richard Donner alla regia.
Le ispirazioni fumettistiche
Iniziando a parlare di questa nuova versione diretta da James Gunn, hanno fatto fin da subito ben sperare i fumetti che il regista ha utilizzato come fonte d’ispirazione per il suo Superman, tra i più grandi capolavori sull’”azzurrone”.
Tra le opere citate rientrano Diritto di nascita (Mark Waid, Leinil Francis Yu e Gerry Alanguilan), Brainiac (Geoff Johns e Gary Frank), Stagioni (Jeph Loeb e Tim Sale), Ending Battle (Geoff Johns, Joe Casey, Joe Kelly e Mark Schultz), Kingdom Come (Mark Waid e Alex Ross), Che cosa è successo all’uomo del domani? (Alan Moore e Curt Swan) e, per finire, quella che è considerata ad oggi la storia più importante del personaggio, All Star Superman (Grant Morrison e Frank Quitely).

Analizzando queste storie, si riesce a percepire la volontà da parte di Gunn di tornare ad usare Superman correttamente. Riprendendo il discorso fatto ad inizio articolo, i fumetti appena citati sono amati dalla community proprio perché raccontano il cuore del personaggio. L’umanità (All Star Superman, Stagioni, Diritto di nascita e Che cosa è successo all’uomo del domani?) e la sua integrità (Brainiac, Kingdom Come e Ending Battle), non limitandosi a raccontare una banale scazzottata o un inutile complesso da divinità.
Al di là che siate appassionati di fumetti o meno, provate a recuperare questi racconti (e anche altri), poiché solo partendo da essi si può arrivare a comprendere realmente la figura di Clark Kent ed affermare con criterio se amiate Superman oppure no, senza limitarsi alle solite frasi fatte come: “Ma è banale”, “È troppo forte“, “Il suo punto debole è un sasso“, o, per finire, “È brutto perché ha le mutande sopra i pantaloni”.
Questo nuovo film è un’ottima trasposizione?
Dopo questo lunghissimo preambolo è ora di parlare della nuova pellicola di Gunn, il cui Superman risulta essere un’ottima trasposizione cinematografica incentrata sul personaggio, che conferma l’abilità del regista nella realizzazione di questa tipologia di film (per quanto la sua trilogia de I Guardiani resti comunque superiore).

Gunn rispetta le premesse fatte regalandoci un Clark Kent di un’umanità talmente pura da risultare spesso ingenuo. Un supereroe disposto a ricevere i colpi più dolorosi anche solo per poter salvare uno scoiattolo che sta per essere schiacciato dalle macerie.
Il regista riesce a trasmettere la bontà e lo spirito di sacrificio del suo protagonista con diverse scene d’azione quasi impeccabili, accompagnate da una colonna sonora epica e travolgente.
Un mondo pieno di vita
Altro punto a favore della pellicola è sicuramente la sua solarità e giocosità. Tutto ciò è dovuto ad un cast di comprimari che non fa solo da contorno, ma offre un plus al film.
Per quanto ancora poco approfonditi, i membri della Justice Squad introdotti presentano caratteristiche fisiche e caratteriali che rimangono ben impresse nella mente del pubblico. I colleghi del Daily Planet sono tutti simpaticissimi e con un loro ruolo all’interno del film (in particolare Jimmy Olsen).

Sopra ogni altra cosa, però, c’è da applaudire la gestione del rapporto tra Lois e Clark, che presentano un’alchimia pazzesca, ed il modo in cui sono stati mostrati l’odio e l’invidia che muovono l’antagonista, Lex Luthor.
Dulcis in fundo, impossibile non citare Krypto, il “supercane” palese mascotte del film, che risulta adorabile in tutte le scene in cui è coinvolto.
Perché questo film funziona
Superman di James Gunn riesce in tutto quello che la DC ha fallito con la precedente gestione: offrire al pubblico una pellicola d’intrattenimento estremamente divertente e scanzonata, ma anche epica ed emozionante nelle scene più intense.

Per questo genere di storie, il trucco sta tutto qui. Rispettare il personaggio, metterci tanto cuore e quell’impegno registico un minimo necessario, ottenendo così un risultato eccezionale!
E se c’è qualcuno che più di tutti ha imparato questa lezione, quello è proprio James Gunn, che è sempre riuscito a creare prodotti di altissima qualità, sfiorando – nel caso della trilogia de I Guardiani della galassia – anche il capolavoro di genere.
Doveroso citare una prova attoriale di altissimo livello da parte di tutto il cast, su tutti quella di Nicholas Hoult.
In conclusione…
… non esitate! Correte immediatamente in sala a vedere questo film, in tutti i cinema a partire da domani, mercoledì 9 luglio!

Non esiste infatti modo più rapido e diretto per iniziare ad amare questo supereroe che, per quanto possa risultare più infantile rispetto alla sua controparte cartacea – è quel Superman di cui il cinema aveva un disperato bisogno!
a cura di
Andrea Rizzuto

