Se Harry Potter e Lorelai Gilmore avessero un figlio, sarebbe lui, Artemis Fowl. In altre parole, è un personaggio così iconico che ha avuto bisogno di ben due edizioni di graphic novels…
Ma chi è Artemis Fowl?
Artemis Fowl è una saga di 8 libri che si è estesa ulteriormente con uno speciale oneshot, 3 libri spin-off (e altri in produzione!), 1 film targato Disney (con altri 2 libri correlati) e, per non farci mancare niente, non con una, ma con ben due edizioni di graphic novels. Si tratta di un’opera partorita da Eoin Colfer e successivamente acquistata da Disney.
Il protagonista è un genio criminale canonicamente nato a settembre 2002 (specifica fatta per la gioia di tutti i fan innamorati platonicamente e non solo). Artemis serve come Tumbrl sexyman degli anni 2000, quando Tumbrl era alle prime armi e Sans non era stato neanche lontanamente concepito. Moralmente grigio, stilosissimo, le vibes da mafia boss con un pungente senso dell’umorismo, capitalista, impersonificazione dell’alt-boyfriend che tutti vogliono: check. Sì, palesemente un sex symbol al pari di Onceler.
Tornando seri…
Piuttosto che prendere in giro lui e il suo fandom, bisognerebbe bullizzare collettivamente chiunque abbia convinto Colfer a vendere il franchise alla Disney. Sinceramente, questa è stata una delle mosse più catastrofiche a livello di comunicazione e finanza mai viste nella storia dell’umanità. A parte il terribile film prodotto (non basterebbe un saggio a descrivere quanto c’è di sbagliato in quel lungometraggio!), l’intero “Artemis Fowl” universe si è ormai estinto e con lui tutto il suo meraviglioso potenziale. Questa saga passerà alla storia (se mai verrà ricordata, in generale) come la saga che “avrebbe potuto essere”.
L’umorismo pungente ma accessibile, i personaggi originali, accattivanti e smargiassi, ambientazioni immersive, redemption arcs e storylines complesse… Ma poi il nostro topolino preferito ci ha messo le zampe sopra e se da un lato la nuova edizione dei libri è esteticamente piacevole e soddisfacente al tatto, il contenuto è diventato marciume.

(Fonte: Google Images)
Le graphic novels
Come già precedentemente menzionato, una saga di questa importanza ha prodotto due edizioni di graphic novels, entrambe scritte e disegnate, sotto la guida di Colfer, da Andrew Dunkin e Michael Moreci. La differenza è che una è pre-Disney, l’altra è post. Per la prima, avevamo due italiani a “incasinarla”, Giovanni Rigano e Paolo Lamanna. Per la seconda ci ha pensato la Disney.
Ad oggi, entrambe sono ancora in produzione, ovvero: non sono concluse, non hanno coperto l’interezza della saga. Per ambedue i casi, escono un numero alla volta in esatta corrispondenza con i volumi della saga principale. La buona notizia è che il fandom è un tantino gongolone e adorerà e prenderà per buono qualsiasi cosa gli verrà gettata purché abbia il volto del suo beniamino.
Opinioni
La prima edizione ha un carattere estetico polarizzante, o lo si ama o lo si odia. La sottoscritta va per la seconda ma l’orgoglio italiano si fa sentire e quindi tutto sommato non si può assolutamente negare l’impegno artistico. Si può, però, ampiamente dire che questa prima versione, che lo dipinge per quello che è (un ragazzino antipatico con la testa squadrata), non è particolarmente gradevole da associare all’immagine di Tumbrl sexyman che Artemis incarna.
La seconda edizione, invece, rievoca su un qualche livello quel carattere scarmigliato di Hiccup da How to train your dragon. Forse sarà meno fedele all’idea di Colfer, ma sicuramente è più piacevole nel cuore di tutti. Ad ogni modo, una postilla. Cos’hanno in comune queste due edizioni? La strana accuratezza con cui è stato disegnato il fondoschiena di un personaggio secondario, l’elfa Holly Short. Insomma, è un po’ controproducente mostrare così tanta attenzione (sessista) nei confronti di qualcuno che come storyline combatte il patriarcato….

(Fonte: Google Images)
Tutto sommato…
Ovviamente, nel caso non fosse stato chiaro, la sottoscritta è una grande fan dell’argomento menzionato. In altre parole, chi scrive è la capoclan dei fan gongoloni e adoranti. In quanto tale, tocca difendere il territorio e fare esattamente ciò che si è criticato sopra: prendere per buono letteralmente qualsiasi cosa di questo franchise. Il film Disney è stato quanto di più osceno sia mai stato prodotto, sia in termini di qualità che di fedeltà all’opera originale. Ma le graphic novels non sono assolutamente su questo piano e alla fine qualsiasi cosa possa aiutare la riscoperta di questa saga eccezionale è una conquista.
a cura di
Adelaide Gotti

