“Scenari”, la materialità quotidiana che anestetizza le emozioni raccontata da Fang Fang

Scenari è la prima novella celebre della scrittrice contemporanea Fang Fang. Della lunga carriera letteraria della scrittrice di Wuhan, si ricorda il divisivo “Wuhan. Diari da una città chiusa” scritto durante il lockdown da Covid-19 nella prima città martoriata da questa crudele malattia

Come afferma l’esperto in letteratura e storia intellettuale cinese Wang Hui, Fang Fang nelle sue produzioni letterarie non ha mai citato esplicitamente uno stile o un modello letterario di riferimento, lei ha sempre sostenuto di essere una scrittrice libera, idealista e compassionevole dell’essenza instabile umana. La sua pluripremiata letteratura si può dividere in due macrocategorie: opere autobiografiche come Gli antenati al centro del cuore di papà, e opere che descrivono la vita dei cittadini di Wuhan come Il sole del crepuscolo e Scenari.

In Scenari, la precarietà della vita umana, la povertà assoluta e le difficoltà nelle relazioni interpersonali vengono sviscerate nel racconto neorealista per eccellenza. Per le tematiche affrontate, l’opera mette in discussione il rapporto tra morte e vita, tra amore e violenza riflettendo sulla precaria condizione esistenziale umana. Una sorta di filosofia di vita, dove la materialità non solo viene rincorsa, ma diventa l’obiettivo di ogni scelta lavorativa e affettiva. L’insofferenza dei protagonisti della novella è lo specchio delle fatiche realmente superate e vissute da chi abitava nella Wuhan degli anni Novanta, dove l’integrità e la forza morale vengono calpestate pur di sopravvivere.

“Settimo fratello dice: la vita è come le foglie dell’albero, un via vai incessante. Il destino dei germogli in primavera è quello di volteggiare in autunno. Medesimi cammini conducono alla medesima fine, a che pro preoccuparsi di ingrassarsi e prosperare accaparrandosi i beni altrui?

L’esistenza difficile di una famiglia poverissima

Scenari tratta la storia di una famiglia di otto fratelli che vive in una baraccopoli in prossimità di una ferrovia a Wuhan. A raccontare le vite di stenti dei sette fratelli protagonisti, è l’ottavo fratello, l’ultimo figlio della famiglia ma morto precocemente. In tutto il breve romanzo, i personaggi non possiedono un nome proprio, ma si chiamano in relazione agli altri membri della famiglia. Il primo fratello ad essere introdotto è Settimo Fratello, l’unico in famiglia ad aver successo, e a adattarsi alla modernizzazione della Cina degli anni Novanta studiando a Pechino e sposando la figlia di una famiglia facoltosa.

Sorte assai più tragica è quella di Secondo Fratello, il più sensibile di tutti. La sua bontà d’animo lo spinge ad aiutare e a salvare Yang Meng, un ragazzino a lui coetaneo proveniente da una famiglia benestante, e che per sdebitarsi del gesto lo invita a casa sua. In quella dimora conosce la sorella di Yang Meng, Yang Lang, e se ne innamora. L’amore che Secondo Fratello nutre per Yang Lang è un amore disperato, dove lei lo denigra pubblicamente per il suo passato di furti.

Ad intervenire sgridando Yang Lang è la madre, la professoressa di cinese di Secondo Fratello, che però gli intima di avere più dignità nonostante la povertà. Il padre di Secondo Fratello, venuto a conoscenza delle parole della maestra, ordina al figlio di interrompere i rapporti con quella famiglia. Anni dopo è Yang Meng che chiede a Secondo Fratello di aiutarlo alla ricerca dei genitori scomparsi, trovati poi in un secondo momento senza vita. La loro morte suicida spinge Secondo Fratello a compiere lo stesso gesto, dopo aver saputo che Yang Lang ha già promesso la mano ad un altro.  

L’idealismo che frena la prosperità materiale

Le tragedie e le brutalità contenute in Scenari trovano come causa comune l’idealismo e il romanticismo. Animato dalla volontà di essere una persona ricca di valore, Secondo Fratello decide di mettere a repentaglio la propria vita pur di salvare colui che, seppur inconsapevolmente, lo trascina in una spirale tossica che lo porterà al suicidio. L’unico ad aver un’inclinazione naturale verso la cultura e ad avere un cuore d’oro sempre pronto a proteggere Settimo Fratello dalle angherie del padre, è Secondo Fratello, la vittima per eccellenza della crudeltà del destino.

Nonostante il potenziale per dare forma ai propri sogni, la vita non gli permette di liberare ed esaudire le aspirazioni culturali, e soprattutto, affettive. Il crollo dei valori collettivi e il graduale predominio dell’interesse individuale è la realtà che affligge la Cina Postmaoista ancora oggi. Secondo Fratello muore per la sua innata integrità morale, mentre i fratelli rimasti, nell’ultima riunione di famiglia, discutono di abbattere la baraccopoli dove sono cresciuti. Con questa demolizione definitiva terminano gli scenari descritti nel racconto così come ogni strascico sentimentale che legava i fratelli a quel luogo.

Elisa Manzini – Scenari – recensione – thesoundcheck
La vittoria del cinico pragmatismo

In Scenari, l’autrice ha voluto regalare al lettore una parentesi realistica di come, per sopravvivere in una Cina in continuo mutamento, sia necessario reprimere i propri sentimenti. I personaggi di Fang Fang che riescono a raggiungere un tenore di vita dignitoso sono costretti a dimenticarsi delle emozioni e ad abbandonarsi ad un cinico pragmatismo. Settimo Fratello conosce fin da piccolo l’ingiustizia e le atrocità della vita. Del resto, non solo è costretto a subire maltrattamenti ogni giorno, ma apprende anche la notizia della morte della bambina sua amica, Quota, mentre raccoglieva dei legumi per aiutare la sua povera famiglia.

L’insensatezza della morte violenta della giovane e la brutalità del mondo in cui vive spinge Settimo Fratello a guardare con occhi disincantati la realtà. Ogni scelta da lui compiuta ha come unico scopo quello di fuggire dalla sua miserabile condizione e di godere di una certa ricchezza, calpestando il significato più profondo dell’amore. Decide, infatti, di sposare non la ragazza a cui aveva giurato un futuro insieme, ma la figlia di una famiglia abbiente senza provare alcun affetto nei suoi confronti. In poche pagine, Fang Fang descrive con la sua scrittura lineare e concisa la comunità cinese degli anni Novanta, svuotata da ogni forma d’ideologia e morale alla disperata ricerca del benessere materiale.

a cura di
Elisa Manzini

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