Divini Rivali, primo libro della dilogia Letters of Enchantment di Rebecca Ross, si configura come una danza di emozioni e conflitti, un romanzo che intreccia elementi fantasy romance ad altri drammatici, dipingendo un mondo in cui gli dei e i mortali sono connessi da fili invisibili, ma tangibili.

Una guerra tra divinità e due macchine da scrivere

In un mondo dove infuria una guerra tra due divinità, Iris Winnow è una ragazza che sta cercando di ricomporre il puzzle della propria vita dopo che suo fratello si è arruolato nell’esercito. Iris lavora come giornalista all’Oath Gazette, e ambisce alla posizione di editorialista, ma non è l’unica a farlo. Infatti il suo carismatico e presuntuoso collega, Roman Kitt, ha lo stesso desiderio.

Tra la mancanza del fratello e le quotidiane sfide al lavoro, Iris ha una sola ed unica valvola di sfogo: la macchina da scrivere di sua nonna. Un giorno, per puro caso e grazie alla magia, i due iniziano uno scambio epistolare. Ma solo uno sa la verità sull’identità dell’altro.

In questo universo incantato, la giovane Iris, dotata di audacia e fame di verità, si trova coinvolta in una lotta che trascende la quotidianità di una ragazza comune.

La penna magica di Rebecca Ross

Avevo sentito parlare di Rebecca Ross da alcune amiche. Ma il loro non era un semplice parlare: era come se ne fossero stregate. Lo sentivo dall’emozione nella loro voce, per cui ho iniziato ad essere curiosa e a domandarmi di quale incantesimo fossero cadute vittime. E posso confermare che la risposta è deducibile sin dalle prime pagine.

Rebecca Ross sa catturare alla perfezione i fotogrammi prodotti dalla sua immaginazione e riportarli a parole, nero su bianco. La sua scrittura è deliziosamente evocativa e lirica. Scrive utilizzando parole semplici ma poetiche, dimostrandosi in grado dar vita alla favola romantica che tutti i giovani sognatori vorrebbero vivere. La sua scrittura è leggiadra, scorrevole e semplice; sembra proprio che le parole abbiano vita propria.

Il ritmo narrativo è come un fiume che alterna acque placide ad improvvise e violente rapide, conducendo il lettore attraverso un susseguirsi di scene ed emozioni contrastanti. Si alternano momenti di pura tranquillità e tacita riflessione, a momenti di conflitto, sia esteriore che interiore.

Un amore terreno che sovrasta il divino

Il pilastro di Divini Rivali è l’amore impossibile: una forza tanto potente quanto dolorosa, capace di stravolgere le leggi del destino. La Ross, con sublime delicatezza, esplora questo sentimento, delineando un rapporto che si sviluppa fra ombre e luci. Iris e Roman sono due anime in tumulto, i cui sentimenti oscillano tra la fiducia e la paura, l’intesa e il conflitto. Le loro vite sono governate non solo dai propri sogni, ma anche da un mondo che li costringe a scelte difficili, rendendo ogni loro azione un atto di coraggio o di disperazione.

La caratterizzazione dei due protagonisti è differente. Iris è una giovane donna audace e piena di risorse, che combatte non solo contro i suoi demoni interiori, quali la mancanza e il dolore, ma scende in prima linea nella guerra che infuria alle porte del paese. Roman, d’altra parte, è un personaggio più complesso, con una sua vulnerabilità che emerge gradualmente. La dinamica del loro rapporto, basata sia su attrazione che su rivalità, è scritta in modo autentico e limpido, rendendo il loro legame toccante e genuino.

L’autrice di Letters of Enchantment non ci permette di vedere solo il lato bello e spensierato di un giovane amore, ma ci fa comprendere le sue implicazioni in un tempo dove la guerra e la morte dilagano. Ed è brava ad esasperarlo fino al punto di rottura.

Non il solito romantasy

Divini Rivali è un fantasy romance, diverso dalla maggior parte di quelli escono oggi. All’inizio non gli avrei dato un centesimo, perché la magia – seppur presente – sembra non avere uno spazio centrale che è occupato piuttosto dal romance dalla corrispondenza epistolare tra i protagonisti. Ma mai fermarsi alla prima impressione! La magia diviene sempre più presente all’interno del racconto, rivelandosi goccia dopo goccia, facendo scoprire cautamente al lettore ciò di cui è entrato a far parte.

Un legame epistolare

La relazione tra i protagonisti si sviluppa in un contesto di tensione crescente, sia personale che sociale, vista la guerra che fa da sfondo. Lo scambio epistolare che i due iniziano diventa il cuore pulsante del romanzo, permettendo ai personaggi di rivelare i loro pensieri e le loro paure più profonde, e di creare un legame che supera le barriere della realtà quotidiana.

Grazie ad un doppio POV possiamo puntare la lente di ingrandimento sui sentimenti di entrambi. Ed è qui che viene il bello perchè se in quello di Iris vediamo la parte scontrosa, tacita e senza sentimenti di Roman, nei capitoli del ragazzo abbiamo l’opportunità di entrare nella sua testa ed esplorare la realtà dietro la maschera che indossa tutti i giorni.

Prego che i miei giorni siano lunghi al tuo fianco. Che io possa riempire e soddisfare ogni desiderio della tua anima. Che la tua mano sia nella mia, di giorno e di notte. Che i nostri respiri i intreccino e il nostro samgue diventi un tutt’uno, finchè le nostre ossa non torneranno alla polvere. Anche allora, che io possa trovare la tua anim giurata alla mia

Considerazione finale

Divini Rivali un’opera che rapisce l’anima. Qui l’amore e la magia si fondono in una viaggio che sa essere dolce tanto quanto amaro. Un racconto che non solo incanta, ma solleva domande profonde sull’amore e sull’intensità di esso nei momenti bui della vita e della storia. In un universo dove la guerra distrugge e lascia solchi di fosse comuni sul terreno, l’amore costruisce speranza.

In conclusione, è un romanzo che affascina con la sua combinazione di temi universali e un’ambientazione unica. La profondità emotiva dei personaggi, unita alla scrittura poetica di Rebecca Ross, rende questo libro un’esperienza di lettura coinvolgente e memorabile. È una storia che invita alla riflessione sulle connessioni umane, ma soprattutto sul potere delle parole e dei piccoli gesti.

a cura di
Alice Scarpantonio

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