La seconda opera scritta da Sally Rooney, una delle penne più amate e riconoscibili di questa generazione, racconta una storia all’apparenza semplice ma in cui si possono rivedere molti millenials
Sally Rooney è una delle voci più influenti e caratteristiche della letteratura degli ultimi anni. Ogni suo romanzo diventa, rapidamente, un caso editoriale. Nelle sue opere l’autrice, classe 1991, è capace di dare voce a una generazione che, per troppo tempo, non si è sentita rappresentata.
L’ultimo suo romanzo, uscito lo scorso novembre, è Intermezzo ma, siccome sono sempre in ritardo, vi parlerò di Persone Normali, pubblicato nel 2018, da cui è stata tratta anche una serie TV.
Quello che a prima sembra essere il racconto di una storia d’amore, come tante, si rivela essere, in realtà, uno specchio sulla vita dei millenials.
Chi sono le persone normali?
Il romanzo segue le vicende di Marianne e Connel, due ragazzi nati e cresciuti a Carricklea una piccola cittadina irlandese. I due sono amici, e forse qualcosa di più, anche se a scuola nessuno sa del loro rapporto. Marianne è considerata strana e Connel è preoccupato di quello che potrebbero pensare i suoi compagni. Lui è popolare mentre lei è un’emarginata.
Dopo un periodo in cui smettono di sentirsi si ritrovano al Trinity College a Dublino dove i ruoli si invertono: Marianne è perfettamente integrata mentre Connel fatica a trovare il suo spazio. I due si riavvicinano, come se ci fosse una strana energia che li spinge sempre l’uno verso l’altra. Qualcuno direbbe che sono uniti dal filo rosso del destino.

E così, sotto i nostri occhi, li vediamo crescere e sbagliare; prendere decisioni difficili, spesso sbagliate, di cui pagheranno le conseguenze.
È incredibile come prendi delle decisioni perché ti piace qualcuno, dice lui, e poi tutta la tua vita è diversa. Credo che la nostra sia quella strana età in cui la vita può cambiare enormemente per delle decisioni minime.
Rooney decide di raccontare la storia di Connel e Marianne mettendo in luce, di volta in volta, un momento cruciale della loro relazione. Un rapporto nato in sordina, al tavolo di una cucina, ma destinato ad accompagnali per la vita.
Tuttavia si tratta di una storia soffocata dal peso della società e delle aspettative. Se qualcuno a scuola lo scoprisse? Se non fossi abbastanza? Queste domande accompagneranno sempre i protagonisti impedendo loro di raggiungere una felicità piena e soddisfacente.
Uno stile particolare
Non avevo mai letto nulla di questa autrice e, ammetto, il primo impatto mi ha un po’ destabilizzata. Lei, infatti, non utilizza la punteggiatura per indicare i dialoghi che si susseguono liberamente all’interno del testo come in un flusso di coscienza. Devo confessare che questa cosa, all’inizio, mi ha fatto storcere il naso ma una volta superato l’impatto ho iniziato ad apprezzare il suo stile.
La Rooney utilizza un linguaggio semplice, colloquiale, privo di fronzoli in cui i dialoghi hanno la meglio sui periodi descrittivi e questo si sposa perfettamente con la semplicità (apparente) della storia narrata.
La voce dei millenial
Sally Rooney ha la capacità di dare voce a un’intera generazione. Chiunque infatti si può rivedere in Connel e Marianne. Tutti, a un certo punto della nostra vita, abbiamo pensato di non essere abbastanza, di avere “qualcosa che non va“, di non essere capiti da nessuno.
Non so cos’ho che non va, dice Marianne. Non so perché non riesco a essere come le persone normali.
[…]
In che senso? dice lui.
Non so perché non riesco a farmi amare. Penso di essere nata sbagliata
Oltre a questo l’autrice arriva a toccare anche tematiche più intime e delicate come gli abusi domestici, il bullismo e la depressione. Elementi che a poco a poco nel romanzo arrivano a rivestire un ruolo centrale per capire le dinamiche che intercorrono tra i protagonisti. Noi vediamo il mondo attraverso i loro occhi che, poi, assomigliano molto ai nostri.
Il successo di Sally Rooney sta proprio in questo secondo me, l’essere riuscita a dare voce a Persone normali che, come noi, ogni giorno lottano con i propri demoni per rimanere a galla.
a cura di
Laura Losi

