In uscita oggi, 10 ottobre, su Prime Video, “Citadel Diana” svelerà finalmente la sua identità! La serie è stata realizzata da Cattleya e AmazonMGM Studios, con la produzione esecutiva di AGBO dei Fratelli Russo. Sei episodi che ci mostrano una Milano distopica e futura, dove la libertà non è più un diritto e regna il sospetto e la sconnessione.
Fin dalla notte dei tempi esistono il Bene e il Male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: Citadel Diana ci insegna ad avere una visione assolutamente soggettiva. “Siamo noi i buoni” non è una frase veritiera, se catapultata nell’universo Citadel, perché ogni persona di potere fa i suoi interessi. Sono le motivazioni che li spingono a poter essere oggetto di discussione oppure no.

La trama
Diana (Matilda De Angelis) agente Citadel entra sotto copertura a Manticore Italia, un’agenzia nazionale al governo dello Stato che si riunisce periodicamente con le altre (più) grandi potenze europee da cui dipendono, Francia e Germania. I rapporti sono tesi per via della avidità di Manticore Italia e lo sperpero di denaro che necessità una supervisione maggiore. L’Italia è ufficialmente tagliata fuori dalle decisioni governative.
Non tutto è perduto: Edo Zani (Lorenzo Cervasio), figlio del magnate Ettore (Maurizio Lombardi) può capovolgere le sorti di questa decisione accettando un accordo per dirigere Manticore Europa al fianco della presidente francese. Il “Sì” potrebbe venir spazzato via solo da un “colpo di fulmine”.
Diana: la verità come ragione di vita
Diana Cavalieri è un’eroina spezzata, una giustiziera che fa del suo bisogno di verità una ragione di vita. Un’agente preparatissima che non combatte per il giusto ma invece combatte per sé.
Il fine giustifica i mezzi, e lei si dona totalmente anima e corpo alla causa: scoprire perché i suoi genitori, vittime di un incidente aereo, sono morti.
La sua fiamma arde così tanto che viene trovata e arruolata da Gabriele (Filippo Nigro) agente di Citadel, l’agenzia dei “buoni” del mondo migliore. Inizia così un allenamento estenuante non tanto fisico quanto mentale ed emotivo.
Le verrà insegnato a porre delle barriere alle emozioni e a diventare una macchina da guerra apatica e ferma nel prendere le decisioni più “giuste”.
Il dolore e la rabbia sono emozioni talmente forti per Diana che la annullano come persona e sono in grado di mettere in pausa la vita, sacrificata per la ricerca della verità.
Il dualismo e il cuore dei personaggi
Molto interessante è il dualismo, che ritorna continuamente sia nella persona di Diana (scissa in due parti sottolineate dal suo aspetto), sia nelle due facce della stessa medaglia di Manticore Italia. Padre e figlio, con il loro rapporto controverso e le idee totalmente divergenti.

Ettore vuole proteggere la sua famiglia, dunque ogni decisione da lui presa è sotto l’insegna della responsabilità. D’altra parte invece Edo sogna e ha le capacità di rendere Manticore italia un’organizzazione a cui la gente possa davvero affidarsi per la sua sicurezza e tranquillità.
I personaggi sono il centro nevralgico della storia, con la loro personalità ben costruita e il cuore che viene mostrato in ogni scena: non sono protagonisti freddi, sono persone. Esseri umani, prima di tutto. Non esiste il giusto e lo sbagliato, ma solo motivazioni che spingono determinati comportamenti.
I primi due episodi della serie
Ci troviamo nel 2030 a Milano, dove il centro nevralgico, il Duomo, è visibilmente distrutto e i militari detengono il potere e stabiliscono l’ordine in giro per la città. Diana ci viene presentata nel mezzo di una missione finita male, e ci troviamo davanti ad un personaggio con una sicurezza di sé e un’integrità fuori dal comune. Il primo episodio ci è utile a scoprire il passato di Diana e il segreto che l’ha resa l’agente che è oggi.
Inizia così una spy-story immersiva, grazie al cuore e all’approfondimento dei personaggi che li rendono talmente reali da permetterci di empatizzare con loro. Accanto a Diana c’è la famiglia Zani (nominata nella serie madre), i rappresentati di Manticore Italia, ovvero Ettore, la moglie Julia (Thekla Reuten) e il figlio Edoardo. Le loro strade si incrociano irrimediabilmente, portando alla luce segreti del loro passato che avrebbero preferito mantenere sepolti.
Parlando di famiglia, la chiave di volta è quella di Diana, totalmente all’oscuro del suo lavoro, fonte di frequenti litigi tra lei e la sorella. Ma anche il rapporto con Gabriele, che potremmo considerare un vero e proprio mentore e che l’ha addestrata più psicologicamente parlando che fisicamente. La parte emotiva della storia prevarrà sulla componente action?
La parallela e italianissima Citadel Diana infervorerà i nostri animi dal 10 Ottobre sulla piattaforma streaming Prime Video, una serie che merita tutto lo spazio e l’attenzione per il lavoro magistrale che c’è dietro.
a cura di
Michela Besacchi

