Claudio Simonetti’s Goblin, Soviet Soviet, The Devils, Bau – Suburbiae Unexpected Fest, Teramo – 31 agosto 2024
La storia del prog e delle colonne sonore, una delle colonne portanti dell’alt rock, un duo “benedetto” dai Mudhoney e una giovane e promettente band. In Abruzzo si stanno dando da fare…
A Teramo il Suburbiae Unexpected Fest, alla sua prima edizione, ha azzeccato location e bill proposto. Una scelta musicale variegata, che ha richiamato anche persone provenienti al di là dei confini regionali.
Location (no, non sono Alessandro Borghese)
La venue scelta per il festival è una zona del parco fluviale della città di Teramo, che sembra prestarsi in maniera naturale per eventi del genere. Palco non altissimo, impianto audio ben bilanciato (a parte sporadici momenti, il suono è stato più che buono per tutta la durata dell’evento) e pubblico che piano piano continua a raggiungere il luogo del concerto.
La prima cosa da testare in questi frangenti è la birra: buona, a prezzo onestissimo (tra i 4 e i 6 euro, a seconda della tipologia). Ne prendiamo un paio, brindiamo a qualcosa a caso e continuiamo a guardarci attorno.
I BAu
Volgiamo lo sguardo verso il palco, attirati dal feedback delle chitarre: notiamo i BAu, band teramana nata da appena 4 anni. Con un rock energico e una presenza scenica di tutto rispetto, riescono nell’intento di dare il benvenuto e scaldare coloro i quali sono già arrivati al Suburbiae Fest. Raccolgono consensi anche tra le nostre fila, con la nostra fotografa Valentina subito dichiaratasi nuova fan (le foto della giornata vi aspettano a fine articolo.).
Per chi volesse approfondire il discorso BAu, segnaliamo il loro album di debutto, “Indifferentemente”.
The Devils
Pausa per cambio palco allietata dall’esibizione delle ragazze di danza acrobatica dell’AcrobaticAerea Teramo e si parte coi The Devils. Non una parola, solo batteria, chitarra e un muro sonoro degno di una band da cinque elementi. Con l’unica differenza che loro sono “solo” in due, Gianni Blacula alla chitarra e Erika Switchblade alla batteria. Nati nel 2015, Il duo proveniente da Napoli si è fatto notare in Europa e in America e anche in occasione del Suburbiae Unexpected Fest c’è hanno dato prova di essere non solo in forma, ma anche di possedere un carisma di non poco conto. Poche parole, una richiesta di luci unicamente rosse e tanta, tantissima sostanza.
Claudio Simonetti’s Goblin
Sì, avete letto bene: cambio di programma in corsa. I Goblin di Claudio Simonetti si esibiscono un po’ prima del previsto, ma raccolgono e accolgono anche il picco di pubblico della serata. La band di Simonetti è in gran spolvero, con brani tratti da classici del cinema come “Demoni”, “Suspiria” e altre composizioni provenienti dalle fatiche discografiche del più recente passato come “The Devil is Back”.
I presenti hanno goduto di un’ottima performance, tra visuals, giochi di luce e un impatto sonoro poderoso: un plauso alla bassista Cecilia Nappo, al chitarrista Daniele Amador e al batterista Federico Maragoni, che hanno regalato un groove e una sezione ritmica di assoluto pregio.
Il finale dell’esibizione dei Claudio Simonetti’s Goblin al Suburbiae Unexpected Fest è stato lasciato a un omaggio a John Carpenter con “Halloween” e “Tubular Bells” di Mike Oldfield, pilastro portante della colonna sonora de “L’esorcista”. Prima dei saluti finali, l’immancabile tema principale di “Profondo Rosso”. Ovazione e goduria generale.
Ringraziamenti dal palco e verso il palco, segno di una soddisfazione bidirezionale che fa sempre piacere notare.
Soviet Soviet
Molti dei presenti al Suburbiae Unexpected Fest sono lì proprio per loro. Cambio palco che dura il tempo di altri due brindisi e ci siamo: il basso roboante di Andrea Giometti dà il via all’esibizione dei Soviet Soviet. Con una bordata sonora che sorprende il sottoscritto, riescono ad attirare l’attenzione non solo dei fan (che sottopalco cantano sillaba per sillaba tutto), ma anche di chi, magari, non era a conoscenza della loro esistenza. Male male, perché il combo marchigiano è in giro dal 2008 e ha una discografia molto, molto, molto interessante.
Autori di un indie-rock con sfumature che possono ricordare la new wave, i Soviet Soviet hanno due anime sul palco: quella della potenza di fuoco e impassibile di Matteo Tegu alla chitarra, quella dell’ariete da sfondamento di Alessandro Ferri alla batteria e il sornione e funambolico Andrea Giometti al basso, che tra un canto e l’altro d’improvviso sposta il suo baricentro e fa piroettare il suo strumento da una parte all’altra.
Bella soddisfazione, nonostante il cambio di programma in corsa l’energia non è venuta meno.
Appuntamento al…?
Finisce così questa edizione 2024 del Suburbiae Unexpected Fest, mentre il dj set di Fabiana Di Renzo ci accompagna verso l’uscita.
È stato un“evento-esperimento” che, lato pubblico, pare aver dato e donato soddisfazione generale.
Sarebbe interessante se tutto ciò avesse un futuro. Nel frattempo, ci godiamo la sensazione benefica dei concerti: divertimento, buona musica e rigenerazione delle energie positive.
a cura di
Andrea Mariano
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