Intervista a Incubo, cantautore che “guarda le stelle”

Intervista a Incubo, cantautore che “guarda le stelle”
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Incubo è il nome d’arte di Cristiano Tatti, innamorato della musica fin da bambino e per cui scrivere è sempre stato un modo per sfogarsi, per esprimersi, per superare i momenti no, una salvezza. “Quando guardi le stelle” è il suo nuovo album.

Nel 2020 ha avuto i primi contatti con Labella ma, dopo qualche giorno, l’arrivo della pandemia l’ha costretto – come tutti – in casa. Ha continuato a scrivere, più del solito, portando alla luce il primo album “Testa e cuore” (2022), dopo quasi due anni di lavoro. In quello stesso anno sono successe diverse cose: ha iniziato a suonare dal vivo, aprendo i primi concerti, ottenendo i primi risultati. Il 2023 si è rivelato un periodo un po’ più tosto, l’ha messo alla prova, ma l’ha portato alla scrittura del suo nuovo album “Quando guardi le stelle”, anticipato di singoli “Come sembra” e “Dovrei dirti”, disponibile dal 6 giugno per Labella Dischi e distribuito da Artist First.

Hai scelto il nome d’arte Incubo e hai intitolato il tuo album “Quando guardi le stelle”: sembra proprio che tu sia un sognatore, nel bene e nel male. Da cosa trai ispirazione e come nascono i tuoi testi?

Principalmente le canzoni nascono vivendo, senza il vissuto tutto quello che scrivo non avrebbe senso di esistere, anche perché principalmente uso la musica come strumento di sfogo, ho cominciato per questo e dopo tanti anni continuo a farlo.

Dovessi scegliere solo uno dei tuoi brani per presentarti ad un nuovo ascoltatore quale sarebbe e perché?

Sinceramente non saprei scegliere una canzone per rappresentarmi, quello che sono è raccontato in ogni brano che ho fatto, ognuno è un tassello fondamentale per raccontare chi sono, partendo dal mio primo album “Testa e cuore” per poi passare al secondo “Quando guardi le stelle”, ogni singolo elemento è una parte di me.

Sei un giovane cantautore che si colloca all’interno di una corrente musicale che potremmo definire “indie pop”, che negli ultimi anni sta riscontrando grande successo: cosa credi possa renderti speciale?

Non penso ci sia qualcosa che mi renda speciale in realtà, spero solo che qualcuno mi comprenda, che qualcuno si rispecchi in quello che scrivo, il mio obbiettivo è quello: trovarmi a cantare in faccia a qualcuno che senta davvero ciò che dico.

Come nasce la tua passione per la musica e con quali artisti ti piacerebbe collaborare, anche sognando un po’? 

La mia passione inizia da bambino, i miei genitori ascoltavano tantissima musica, mio padre mi regalò un mp3 e da lì nacque il vero attaccamento alla musica, anni dopo iniziai a suonare e poi a scrivere.

Ho sempre ascoltato tanta musica diversa, sono tanti gli artisti che amo, se però dovessi sognare e dire con che artisti mi piacerebbe collaborare direi sicuramente Gianluca Grignani, ho sempre amato follemente le sue canzoni, e poi direi anche Carmen Consoli perché mi è stata d’aiuto con la sua musica in tanti momenti difficili.

Il tuo album contiene sei tracce intense, che trattano con delicatezza le tematiche delle relazioni, delle fragilità, della tristezza ma anche della spensieratezza: qual è il brano che è stato più difficile realizzare e quale ti emoziona di più durante i live?

Sicuramente il brano più complicato da scrivere è stato “Dovrei dirti” ed è anche il più duro a livello di emozioni durante i live. Ho scritto questa canzone in uno dei momenti più difficili della mia vita, come dico spesso, questa canzone probabilmente avrei preferito non scriverla.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per adesso mi concentrerò sui concerti questa estate, abbiamo un po’ di date in giro per l’Italia, poi da settembre chissà…

a cura di
Arianna Spennacchio

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