Dropkick Murphys – Carroponte, Milano – 13 Giugno 2024
Bagno di folla per i Dropkick Murphys nuovamente in Italia. Dopo due ani, la band simbolo del celtic punk ha dato sfoggio di uno show energico
A due anni di distanza, tornano in Italia, nello stesso posto, i leggendari Dropkick Murphys.
La band simbolo del celtic punk è stata ancora una volta capace di regalare uno show energico e allegro, nonostante ancora la mancanza di Al Barr, il lead vocalist in pausa forzata per motivi familiari.
Ad aprire la serata è toccato agli inglesi The Chisel, punk band di giovane formazione (si è formata nel 2020) con componenti di Chubby & The Gang, Violent Reaction e Arms Race.
Il 9 febbraio scorso hanno pubblicato il loro ultimo album “What A Fucking Nightmare” con 16 tracce che mescolano alla perfezione Oi! e hardcore.
Ed è proprio una scarica di hardcore quella che per mezzora viene suonata sul palco, mentre il pubblico continua ad entrare a fiumi nella venue.
Veloce riassestamento ed è la volta della seconda band di apertura, gli Uncle Bard & The Dirty Bastards, band celtic rock del nord Italia che si definisce ‘troppo Rock per i folkies e troppo Folk per i rockies’.
Sin dagli esordi la band ha girato per i palchi di tutto il mondo condividendoli con artisti del calibro di Flogging Molly, Volbeat, Frank Turner e The Dubliners.
A Milano, forse perché un po’ giocano in casa o forse perché son davvero bravi, questi ragazzi ricevono un sacco di consensi e nel parterre ogni tanto parte qualche pogo!
Show divertente e di livello!
Una chicca: per un brano, tre ballerine in abiti swing anni 50 hanno accompagnato la band, danzando e sorridendo.
Ore 22. E’ arrivato il momento.
Puntualissimi i Dropkick Murphys si fiondano on stage ed inizia la festa!
The boys are back!!!
Il cantante Ken Casey salta in continuazione su e giù per il palco e le pedane davanti, arrivando anche alle transenne per cantare insieme al pubblico ed abbracciarlo.
Questo è un must per il concerto dei Dropkick, non manca mai occasione in cui la distanza tra fan e band venga abbattuta!
Il pubblico di questa sera è molto variegato, da bambini di 10 anni ad adulti di 60 anni.. e stare fermi è impossibile. C’è chi canta, chi muove testa e piedi, chi salta e chi poga.. un’energia indescrivibile a ritmo di fisarmoniche, cornamuse e riff di chitarra!
In una recente intervista il batterista Matt Kelly ha dichiarato che “il pubblico in Italia reagisce sempre con grandissimo cuore ed entusiasmo: suonare per loro non costa alcuno sforzo ed è sempre esaltante”.
E si vede.
I Dropkick Murphys sono la testimonianza vivente che la musica, fatta con fiducia e passione, può avere un successo indipendentemente da sonorità alla moda e dai contenuti politici delle canzoni.
Un’ora e mezza di concerto che non ha mai stancato e che ha ripercorso un po’ tutta la discografia della band, che promette di tornare presto a trovarci.
Ecco la scaletta:
- Foggy Dew (Charles O’Neill cover)
- The Boys Are Back
- Smash Shit Up
- Good as Gold
- Climbing a Chair to Bed
- Johnny, I Hardly Knew Ya
- Blood
- Bastards on Parade
- Road of the Righteous
- Barroom Hero
- Forever
- Captain Kelly’s Kitchen
- The State of Massachusetts
- Worker’s Song
- The Hardest Mile
- You’ll Never Walk Alone (Rodgers & Hammerstein cover)
- Rose Tattoo
- Skinhead on the MBTA
- The Irish Rover (Joseph M. Crofts cover)
Encore: - I’ll Shipping Up to Boston
- Until the Next Time
a cura e foto di
Emanuela Giurano
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