“Senza atomica”: trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari

Credits: Comitato Senzatomica

Arriva a Roma la mostra sul disarmo contro la minaccia delle armi nucleari, visitabile fino al 18 maggio negli spazi dell’Ospedale delle Donne.

Hibakusha

Hibakusha è il termine giapponese per indicare le persone che sono sopravvissute al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki. La mostra si apre infatti con una video installazione nella quale sono raccolte le testimonianze dei superstiti di quell’evento che ha dirottato e cambiato il corso della nostra storia.

La prima sezione ci cala, di fatto, in una dimensione immersiva per lo spettatore. Prima con le video testimonianze e successivamente attraverso la realtà virtuale, si viene catapultati nel Giappone contemporaneo, che porta ancora oggi le cicatrici evidenti del passato.

Ciò che emerge non è solo l’impatto delle radiazioni sui corpi delle hibakusha e delle generazioni successive ma soprattutto l’esclusione delle stesse dalla società proprio perché sopravvissute alle armi nucleari.

Libreria delle voci

La seconda macro sezione della mostra mira a restituire consapevolezza alle persone, che a loro volta possono attivarsi e diventare quella parte civile che potrà contribuire al cambiamento. Il TPNW è il Trattato internazionale per la proibizione delle armi nucleari firmato per la prima volta nel 2017 e ratificato nel 2021 e rappresenta il primo strumento legalmente vincolante che va a colmare un vuoto legislativo sull’abolizione delle armi nucleari.

L’Italia non solo ad oggi non fa parte dei paesi che hanno ratificato il trattato, ma è anche uno di quelli che ospitano, letteralmente, bombe nucleari americane su suolo italiano, con conseguenti costi per il loro mantenimento.

“Per promuovere una solidarietà globale volta all’eliminazione completa e definitiva delle armi nucleari è essenziale sensibilizzare e raggiungere un gran numero di persone e organizzazioni.”
Tunnel dell’intenzione

La responsabilità è il focus della fine della mostra dove, attraverso pannelli informativi, si sposta lo sguardo sulla capacità di ognuno di fare la propria parte senza rimanere indifferenti, nonostante questi siano argomenti che spesso pensiamo che non ci tocchino.

Lo spettatore viene coinvolto in prima persona passando attraverso il tunnel dell’intenzione, dove è possibile registrare in un microfono un messaggio di intenzione e/o speranza che verrà poi proiettato all’ingresso della stessa mostra.

“Noi cittadini del mondo abbiamo il diritto inviolabile di vivere”

a cura di
Letizia Servello

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