樂-STAR (Rock-star): il nuovo album degli Stray Kids

A soli cinque mesi dall’uscita del loro penultimo album “5-star”, il celebre gruppo k-pop della JYP Entertainment sorprende i fan con un nuovo progetto musicale intitolato “Rock-star” e che scala sin da subito le classifiche raggiungendo la vetta nella Circle Album Chart, una classifica basata sulle copie fisiche vendute in Corea del Sud.

L’album

L’EP è stato rilasciato il 10 novembre e vanta di un totale di otto tracce, tutte auto-prodotte dal sottogruppo “3-racha” e con la collaborazione di diversi professionisti del settore tra cui Versachoi, Cubeatz e Willie Weeks. 

Rock-star” riprende l’assonanza e i giochi di parole del precedente lavoro “5-star”. L’idea soggiacente al disco riguarda un’espressione idiomatica composta da quattro caratteri (espressione originaria dal cinese classico) chiamata “huiroaerak”, traducibile con “gioia, rabbia, dolore, piacere”. Il gruppo ha quindi cercato di sviluppare il nuovo album tenendo a mente queste quattro emozioni che caratterizza in maniera trasversale tutti gli individui.

La title track scelta per promuovere il disco è “Lalalala” che vanta anche di una versione alternativa dalle sonorità rock e metal come ottava e ultima traccia dell’EP. 

Un’altra canzone presente in questo ultimo progetto ma già precedentemente pubblicata nella versione originale in lingua giapponese è “Social Path”, rilasciata nell’agosto di questo anno e con un peculiare featuring della cantante giapponese LiSA – conosciuta internazionalmente per il suo singolo “Gurenge” – e riproposta questa volta in coreano.

Oltre alla canzone di punta, le altre tracce inedite sono “Megaverse”, “Blind Spot”, “Comflex”, “Cover me” e “Leave”.

Title track

Potente ed energetico, questi sono i due aggettivi che meglio descrivono le sonorità degli Stray Kids e “Lalala” continua in maniera coerente questa loro cifra stilistica, ormai caratterizzante della maggior parte dei loro singoli seppure in chiave sempre diversa.

Seppur di primo impatto non mi avesse colpito, con i successivi ascolti ho però trovato delle specificità e delle caratteristiche interessanti che hanno contribuito a un maggior apprezzamento del brano. 

Il singolo scelto, come altri loro brani, è una canzone con forte influenze delle sonorità EDM ma soprattutto del phonk, un sottogenere musicale dell’hip hop e della trap nato negli anni ’90 ravvisabile principalmente nella prima melodia della canzone e che verrà poi ripresa nel ritornello. 

Ad accompagnare il singolo segue anche un video musicale molto in linea con il loro stile abituale – seppur l’ho trovato a tratti caotico e confusionario a causa dei repentini cambi scenografici e dai forti effetti speciali – e con una coreografia che seppur non memorabile riesce in ogni modo a convogliare l’energia e il senso della canzone. 

Suggestioni inedite

La prima canzone di “Rock-star” è “Megaverse”, a mio parere un lavoro più interessante rispetto al singolo scelto soprattutto dal punto di vista della produzione musicale. L’aspetto che più colpisce a un primo ascolto risiede proprio nella parte iniziale tramite un connubio sincronico della voce di Felix, conosciuto per il suo timbro unico e profondo, le basse frequenze del sintetizzatore e il ritmo dato dalla cassa dritta che suona in 4/4 e scandisce notevolmente tutta la parte iniziale della traccia.

Ma la cosa che ritengo più rilevante sono i diversi cambi ritmici, facilmente intuibili durante il primo pre-ritornello e nel ritornello in cui si raggiungono i 160 BPM (battiti per minuto). Queste disarticolazioni del tempo e del ritmo sono interessanti poiché inaspettati ma allo stesso tempo trovano una propria coerenza e donano una cifra apprezzabile alla totalità del brano. 

Andando oltre questa canzone e al genere associato, ormai ben consolidato nelle produzioni musicali del gruppo, passiamo a una traccia diametralmente opposta a quella precedente: la ballad “Cover me”. 

In questo brano ad assumere il ruolo di protagonista non è più la produzione musicale, comunque sempre ben sviluppata, ma il testo. In questa canzone – scritta e prodotta da Hyunjin e Bang Chan – si evince una lirica sicuramente più suggestiva rispetto alle canzoni precedenti.

I due membri hanno racchiuso in questo brano la loro idea di solitudine utilizzando la metafora, seppur blasonata, dell’oscurità della notte che avvolge e stritola e che rende vulnerabili le persone. Tuttavia, come si evince anche dal ritornello, il buio della notte è in realtà ben più luminoso grazie alle luci degli astri che irradiano continuamente una lieve luce e divenendo in tal modo simboli di speranza e di conforto che richiamano all’atmosfera calda e accogliente del giorno.

Conclusione

In conclusione questo loro ultimo lavoro risulta ancora una volta un prodotto valido per l’originalità che caratterizza il gruppo all’interno del panorama musicale, in particolare nella scena pop coreana, ma che a secondo la mia opinione non riesce a distinguersi in maniera evidente tra il pantheon di lavori discografici degli Stray Kids.

a cura di
Skipper Fonzy Amgao

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