“DUALE”, un dialogo artistico contemporaneo negli spazi fluidi di Contemporary Cluster

“DUALE”, un dialogo artistico contemporaneo negli spazi fluidi di Contemporary Cluster
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C’è tempo fino al 27 maggio per vedere DUALE, la mostra curata da Lorenzo Madaro a Palazzo Brancaccio, Roma

Duale e dualismo sono la concezione filosofica che legge nella realtà la coesistenza di due principi antitetici, o apparentemente tali. In questa fessura Cluster e Madaro decidono di indagare e interrogare artisti contemporanei di diverse generazioni “che si fronteggiano in un dialogo profondo tra linguaggi, attitudini, esperienze e percorsi”.

Cluster

Contemporary Cluster è una galleria romana attiva sul territorio dal 2016, dedita alla sperimentazione, allo scambio e alla ricerca nel panorama artistico contemporaneo. Cluster è un’incubatrice che guarda alla contemporaneità artistica del passato per proiettarsi nella dimensione artistica attuale, creando commistioni tra le diverse discipline che danno forma a residenze d’artista.

Canicola – Guido Strazza; Alberto Gianfreda – Giuseppe Spagnulo; Giulia Manfredi – Giulia Napoleone; Andrea Polichetti – Pasquale Santoro
a cura di Lorenzo Madaro – Contemporary Cluster
DUALE

Quello che il progetto di DUALE propone, è mettere in dialogo nello spazio giovani artisti e maestri e maestre della storia dell’arte contemporanea. Gli artisti, se vogliamo storici, conversano in maniera impressionante con i colleghi più giovani e questo dimostra la grande attualità non solo dei temi affrontati ma soprattutto di come i linguaggi utilizzati in questa polifonia contemporanea non siano distinguibili tra quelli del passato rispetto al codice contemporaneo, facendo comunque emergere le caratteristiche peculiari dell’identità di ogni artista.

Il percorso espositivo si trova al primo piano dell’edificio ottocentesco di Palazzo Brancaccio che fa da quinta scenografica alle storie che si snodano in una location monumentale e al tempo stesso intima

Trame

Tra le trame raccontate troviamo il lavoro e la ricerca artistica di Guido Strazza – artista ultracentenario, considerato il maestro dell’incisione – la cui ricerca si è posata sui segni. Alcuni dei suoi lavori si ispirano a rovine e cosmateschi ma anche vegetazione e natura da cui l’artista estrae i suoi segni grafici.

“Il segno è un gesto con cui percorro lo spazio in un istante” G. Strazza

Canicola – Guido Strazza; Alberto Gianfreda – Giuseppe Spagnulo; Giulia Manfredi – Giulia Napoleone; Andrea Polichetti – Pasquale Santoro
a cura di Lorenzo Madaro – Contemporary Cluster

La ricerca artistica che dialoga con la trama di Strazza è sicuramente quella di Nicola Ghirardelli in arte Canigola. La sua ricerca si sofferma su elementi che raccontano la memoria collettiva, traendo ispirazione della mitologia, dalla storia dell’arte scegliendo un’ibridazione di materiali che portano simboli dimenticati ad assumere nuovi significati.

“Nel mio lavoro attingo da varie mitologie, isolandone degli elementi, e facendone riemergere i segni in forme monche.” Canigola

La matericità è presente anche nel lavoro di Alberto Gianfreda in alcune sculture della serie Nothing as it seems, serie di vasi cinesi. Gianfreda mette al centro della sua ricerca il dialogo tra gli elementi con cui realizza le sue opere, prediligendo una dimensione aniconica, lavora sul concetto di distruzione e ricostruzione, sulla capacità di mutazione e su come dopo questo processo possa assumere un nuovo significato.

Un’altra trama che si innesta in questa composizione a canone è la trasformazione della materia di Giuseppe Spagnulo, tra i materiali che utilizza terre, ceramiche ma soprattutto il ferro; con le sue opere l’artista sceglie di indagare la fisicità dei materiali per creare volumi che inondino lo spazio con una forte presenza.

Canicola – Guido Strazza; Alberto Gianfreda – Giuseppe Spagnulo; Giulia Manfredi – Giulia Napoleone; Andrea Polichetti – Pasquale Santoro
a cura di Lorenzo Madaro – Contemporary Cluster
E ancora…

Spazio e pareti vengono occupate dalle opere di Pasquale Santoro, detto “Ninì”, protagonista dell’astrattismo italiano, il progetto e il rapporto con lo spazio sono state due costanti nella sua ricerca artistica. Un’indagine dello spazio quella di Santoro che ritroviamo in forma diversa anche nelle opere di Andrea Polichetti. La ricerca dell’artista è permeata dall’immaginario archeologico e naturale, muovendosi verso materiali contemporanei utilizzando linguaggi diversificati. L’essere in potenza della caducità del tempo, della finitezza, l’estetica e il fascino della rovina e della decadenza accompagnano il percorso artistico di Polichetti.

Canicola – Guido Strazza; Alberto Gianfreda – Giuseppe Spagnulo; Giulia Manfredi – Giulia Napoleone; Andrea Polichetti – Pasquale Santoro
a cura di Lorenzo Madaro – Contemporary Cluster

Lo spazio che si permea in una commistione tra pittura, architettura e natura è il dialogo messo in scena tra le artiste Giulia Manfredi e Giulia Napoleone.

Con la serie Geomanzia, Manfredi da vita ad un rapporto tra natura e forme geometriche marmoree che trovano un contatto con le grandi opere di Napoleone, dove la ricerca di quest’ultima trova la sua sorgente proprio nella natura dei muschi e dei licheni.

Canicola – Guido Strazza; Alberto Gianfreda – Giuseppe Spagnulo; Giulia Manfredi – Giulia Napoleone; Andrea Polichetti – Pasquale Santoro
a cura di Lorenzo Madaro – Contemporary Cluster

Quello messo in atto da Contemporary Cluster e Madaro, con DUALE, è una sorta di viaggio temporale nell’arte contemporanea di ieri e di oggi, una dimensione dove i linguaggi si mischiano creando una conversazione di cui lo spettatore si fa partecipe, svelando quanto l’arte contemporanea di ieri parli ancora dell’oggi.

a cura di
Letizia Servello

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Letizia Servello

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