I Legno tolgono la maschera con “Lato B”: il nuovo album del duo toscano

Lato B è il nuovo lavoro dei Legno disponibile dallo scorso 2 dicembre. La musica indie che li ha accompagnati sin dagli esordi si trasforma davanti al bisogno di mettersi a nudo cantando delle proprie storie di vita. L’esperimento riuscito dei due cantautori di cui ancora non si conosce la vera identità

Il duo toscano Legno chiude il cerchio iniziato nello scorso maggio con la pubblicazione di “Lato A“, e si riaffaccia sulla scena discografica con l’altro lato della medaglia, naturalmente intitolato “Lato B“. Un progetto discografico che ben riuscito, sulle atmosfere indie che hanno contraddistinto i primi anni di carriera del gruppo, ma che apre una nuova finestra sulla sperimentazione e sull’intimità dei due cantautori mascherati.

Non a caso, già dalla copertina, i due artisti toscani si presentano senza la maschera, che è diventato il simbolo dei loro personaggi, anche se di spalle (e dunque si mantiene ancora il segreto sulle loro identità). Lato B è uscito lo scorso 2 dicembre, ed è stato anticipato dal singolo “Ansia e Sapone”, e da un release party a Milano dove i Legno hanno presentato per la prima volta il nuovo lavoro.

Indie e nuove sensazioni artistiche

La vena malinconica mista all’ironia dei testi, le scene riprese dalla quotidianità descritta dalle citazioni della cultura contemporanea, ed il sound decisamente indie sono il marchio di fabbrica del modo di raccontare le emozioni dei due cantautori toscani. Questa volta i Legno sperimentano però con la musica, e, come fatto in copertina, tolgono la maschera, e si mostrano forse anche più maturi rispetto al passato.

Le citazioni nella Citazione

A proposito di citazioni, “Citazioneè la prima delle cinque tracce inedite che compongono il lavoro prodotto presso Elephant Studio e distribuito da Matilde Dischi e Artist First. Una storia d’amore che ha lasciato i suoi segni tra le parole di chi canta, che tra le tante similitudini, omaggia la celebre Bella Stronza” di Marco Masini (anche lui ovviamente toscano), rispettando il patto fatto con il titolo della canzone.

Amore, precarietà e paranoie

Amore e precarietà si abbracciano superando ogni difficoltà in “Para Noia”. Le difficoltà di chi fatica per arrivare a stento a fine mese sono affidate alla voce graffiante del “Legno Triste“, mentre “Legno Felice” gioca con le parole in un ritornello quasi ballabile, capace di diffondere il buon umore con la sua leggerezza.

La scrittura facilmente riconoscibile

La celebre frase “No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia” di Franco Califano, diventa una dedica ad una “str**za, no, non ho detto sbornia” in “Game Over”. Il brano, scritto con Leo Pari, si mantiene fedele al passato artistico dei due cantautori, ma anticipa le due più grandi novità e sperimentazioni di questo lavoro.

Un uomo che urla il suo dolore alla “Luna”

“Luna” è il brano maggiormente distante da quello che i Legno hanno abituato i propri ascoltatori a sentire sino ad oggi. Una voce distorta accumula l’inquietudine per la fine di una storia irrisolta, che si libera in un ritornello che è quasi un grido di sfogo lacerante di chi è stato abbandonato da tutti.

I Legno si mettono a nudo

“Cose Da Fare” è la traccia più intima di Lato B, e di tutta la discografia dei Legno. Il brano di chiusura del disco è un crescendo dal punto di vista musicale e nel testo che presenta una raffica di scene che segnano la vita di un sognatore “che non smetterà mai di volare”.

La maturazione dei Legno è arrivata

Con “Lato B” i Legno sembrano aver compiuto un passo in più verso la maturità. Una sperimentazione riuscita che parte dalle basi solide del loro passato, ma guarda al futuro con curiosità, nei confronti di un duo che sta provando a delineare uno stile artistico sempre più riconoscibile ed autentico.

a cura di
Onofrio Di Lorenzo

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