I rovere ci fanno viaggiare “dalla terra a marte”

I rovere ci fanno viaggiare “dalla terra a marte”
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“dalla terra a marte” è il nuovo disco dei rovere ed esce oggi 18 febbraio per Sony Music Italia. La band torna a pubblicare un disco a 3 anni dall’ultimo pronti a regalare nuovi viaggi ed emozioni.

I rovere sono una band bolognese formatasi recentemente, sull’ondata “indie” italiana del 2018. I ragazzi bolognesi hanno all’attivo già un album, “disponibile anche in mogano” e un EP, “ultima stagione“. I loro brani hanno sempre molti riferimenti alla cultura pop e si divertono a giocare su questo, un po’ assimilabili ai Pinguini Tattici Nucleari.

Come per il primo album, i rovere non si sono risparmiati il gioco di parole con il proprio nome sfruttando la completa somiglianza con rover, il robot usato per le spedizione spaziali, e proponendo quindi come titolo dell’album “dalla terra a marte“.

I rovere hanno già girato tutta Italia in lungo e in largo nella loro carriera e si preparano a farlo nuovamente quest’estate con alcune date:

  • 02/07 Padova – PARCO DELLA MUSICA
  • 06/07 Bologna – BOTANIQUE 
  • 07/07 Firenze – ULTRAVOX 
  • 27/07 Segrate (MI) – CIRCOLO MAGNOLIA 

I rovere hanno detto in merito al nuovo disco:

Noi, in un periodo in cui viaggiare era un desiderio impossibile, abbiamo deciso di partire con la musica e di arrivare fino a Marte. E, come tutti i viaggi fatti per capire chi si è, siamo tornati indietro più confusi di prima. Con la convinzione però che tutto questo processo ci abbia portato a crescere, come persone ed artisti

I rovere ci fanno strada nel loro viaggio spaziale e musicale

Se non siete fan del pop, questo album non è decisamente indicato per voi. Durante il disco vengono esplorate diverse sonorità, confermando certi aspetti del vecchio album, esplorando comunque nuovi spazi. Le tracce sono comunque considerabili rientranti sotto il grande “tetto” del pop italiano moderno.

I rovere ci hanno impiegato 3 anni, forse un po’ troppo, prima di rilasciare un nuovo disco, ma nel frattempo non hanno lasciato a piedi i propri ascoltatori, accompagnandoli tappa dopo tappa.

Partendo dai singoli già rilasciati, il pezzo più forte è probabilmente “bim bum bam“, ritmato e celebrativo dei tempi andati, quando si “stava senza pensier”, mostrando invece come crescano le problematiche da adulti. “mappamondo” è un altro pezzo sulla stessa lunghezza d’onda, ma che punta a farci viaggiare con la mente in un momento dove i viaggi sono ancora abbastanza limitati.

freddo cane”, con la collaborazione di Mameli, contrappone ancora una volta un ritmo sostenuto ad argomenti infelici. In questa canzone i sentimenti negativi vengono paragonati al “freddo cane”, in un abbraccio gelido proprio come avvolgono le temperature più estreme.

lupo” è una traccia invece che spinge ad accettarsi come cattivi della storia, nonostante si sia sempre desiderato di essere il cappuccetto della situazione. Bisogna però cercare di trovare del buono o essere bravi a trasformare le sensazioni negative in positive.

L’ultimo singolo rilasciato è “crescere“, l’unico pezzo definibile acustico e tra i pezzi più intimi e lenti del disco. Il tema principale sembrano i pensieri, derivanti da quei momenti tristi che noi tutti passiamo alle volte durante la giornata, che aumentano crescendo e che il passare del tempo esaspera ulteriormente.

Ascolta “dalla terra a marte“.
Il viaggio continua

L’album inizia con “3,2,1… major tom”, una traccia full instrumental con qualche contributo audio derivante dalle spedizioni spaziali per impostare il mood del viaggio tra le tracce di questo album. Major Tom è infatti un’astronauta creato e citato da David Bowie in tracce come “Space Oddity” e “Ashes to Ashes“.

La traccia in seconda posizione è proprio “astronauta” che riprende in parte il tema spaziale della prima traccia, per il titolo, il contenuto ma soprattutto per la produzione espressa durante il pezzo. È un pezzo malinconico, ma speranzoso.

“la libertà” è il brano “liberatorio”, da urlare a squarciagola, che parla di diverse manifestazioni di cosa significhi essere liberi e di quanto sia incredibile poterne godere.”looney“, in termini di stile, ricorda molto un mix tra The Wombats e Two Doors Cinema Club, fruibile per un karaoke in macchina o per scatenarsi nel ballo.

dalla terra a marte” è da ascoltare solo per i diversi giri di strumenti utilizzati tra piano, sax, e chitarra acustica che caratterizzano questa serenata che dà il titolo all’album. “alveare” è un deciso cambio di passo al precedente pezzo avvicinandosi a un pezzo dance/elettronico anni ’80. “martedì” è un altro brano che si presenta lento e tranquillo, ma che manifesta una “tempesta” di problematiche.

sentiero ripido“, è assimilabile alla traccia “silenzio” dello scorso album, un interlude, quasi totalmente strumentale, per aprire la strada alla restante parte del disco. È una traccia da ascoltare per lasciarsi andare alle sensazioni trasmesse da una produzione azzeccata.

Il disco si conclude con “precipitare“, non il migliore dei presagi per la conclusione di un viaggio. La parte strumentale ricopre un ruolo importante, accompagnando da solista l’ascoltatore per buona parte del brano. La traccia sembra serva a tirare le somme del percorso musicale, ma soprattutto nella vita personale dei membri della band.  

Fine del viaggio

L’album non sembra trasmettere sensazioni positive come messaggio generale, ma anzi è molto introspettivo, malinconico e riflessivo su diverse questioni che affliggono in fin dei conti tutti noi. L’evoluzione musicale, nella scrittura e nelle produzioni, rispetto al primo disco sicuramente è palese, con qualche dose di sperimentazione in più e qualche scommessa vinta.

L’attesa è stata lunga, ma è stato un periodo difficile per tutti ed è apprezzabile che il lavoro svolto abbia portato comunque a vedere vari nuovi lati dei rovere, per esempio mostrando senza paura le fragilità a cielo aperto.

dalla terra a marte” è un viaggio altalenante con uno sciame di asteroidi che si frappone, cercando di intralciare la spedizione, ma dopotutto, pensandoci, una volta arrivati su Marte, dobbiamo cogliere i lati positivi e far tesoro anche delle esperienze negative nell’affrontare questo percorso chiamato vita.

a cura di
Luca Montanari

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