“Troppo facile amarti in vacanza”, il ritorno di Giacomo Keison Bevilacqua

“Troppo facile amarti in vacanza”, il ritorno di Giacomo Keison Bevilacqua
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Troppo facile amarti in vacanza di Giacomo Bevilacqua ed edito da BAO Publishing, è uscito in Italia a maggio 2021. La graphic novel è il racconto di un’Italia post apocalittica, che non sembra essere poi così lontana dalla realtà.

Le prime pagine dell’opera si aprono con Linda, una ragazza forte e determinata, che lascia casa sua, a Roma, per intraprendere un viaggio fuori dal paese. Quella che lei chiamava casa non le appartiene più e quindi, con lo zaino in spalla e il suo amato cane Follia, parte con l’intenzione di lasciarsi tutto alle spalle. Ma prima di partire lascia un biglietto attaccato alla porta:

Questo paese era il mio paese, questa casa è stata la mia casa per un po’, ma questo posto, oggi, non è più mio. Non c’è più nessuno qui per me. Chiunque tu sia, la porta è aperta. Se cerchi cibo ce n’è in abbondanza, se cerchi riparo, le lenzuola sono pulite. Se cerchi me, sono andata via, un passo dopo l’altro. A piedi, su fino al confine. Che quando si fugge da ciò che si amava, si fugge sempre lentamente.

Ciò che si troverà davanti in questo viaggio sarà un’umanità infima e grottesca: gente egocentrica, avida, razzista, misogina, affamata di soldi e potere, violenta e spaventata da tutto ciò che non conosce.

Linda attraverserà delle strade immerse nell’acqua, dei quartieri abbandonati dove la gente si è rinchiusa in casa per paura degli estranei, delle città dove la natura ha preso il sopravvento sui monumenti e sulle case.

Arriverà in una Firenze quasi deserta, per poi scoprire che la città è stata venduta ad un losco personaggio che l’ha comprata su internet e che, non contento, vuole ridipingere tutti i suoi monumenti di nero.

Si fermerà in una stazione termale in Trentino dove, invece che rilassarsi, farà uno spiacevole incontro con tre viscidi individui che cercheranno di farle violenza.

Per poi finire nella villa di un politico esaltato, che tenterà di ucciderla solo per aver osato dormire nella sua proprietà. Quest’ultimo, così come tanti altri personaggi dell’opera, è chiaramente ispirato a certe personalità che esistono anche nella realtà. In questo caso a certi politici fissati con le armi e la Patria.

Il racconto del viaggio di Linda è spezzato da alcuni intermezzi dove viene raffigurata la sua vita precedente (o futura, non è chiaro): quella che divideva con il suo compagno, Aman, un ragazzo di origini non ben specificate, ma comunque sia non italiane. Questi spezzoni mantengono una coerenza narrativa con quello che sta accadendo a lei nel presente.

Il titolo del fumetto può essere interpretato in due modi: il primo fa riferimento all’amore che Linda prova per Aman, con il quale si prende una vacanza per andare via da tutto e da tutti; mentre la seconda interpretazione può riferirsi all’amore della protagonista per la propria nazione, l’Italia, posto in cui non si rivede più. Da qui il fatto di poter amare il proprio paese, meta ambita dai turisti di tutto il mondo, solamente nei periodi di vacanza.

Una particolarità del fumetto è data dai titoli delle canzoni che segnano l’inizio di ogni capitolo: colonne sonore suggerite dall’autore per farci immergere appieno nelle vicende narrate.

Troppo facile amarti in vacanza è un ritratto grottesco del nostro paese poiché tratteggia tutti i suoi peggiori difetti, esasperati all’eccesso.

Mostra come potremmo diventare in un futuro non troppo lontano. Il fumetto di Bevilacqua è un’opera di denuncia, permeata da un profondo pessimismo, che si può riscontrare anche nei suoi lavori precedenti. A smorzare questa vena pessimistica c’è la figura di Aman che è raffigurato come pacato e razionale, al contrario di Linda, che è mossa da un profondo risentimento.

Alla fine della storia, però, ritroviamo un po’ di speranza: un motivo per tornare, nonostante tutto. Perché andare in vacanza serve proprio a questo: a trovare le ragioni per tornare a casa, come scrive l’autore. Queste motivazioni possono essere una persona, un determinato luogo o anche, semplicemente, dei momenti e delle emozioni legate a quel posto.

Giacomo “Keison” Bevilacqua è un artista affermato. Il suo lavoro più conosciuto, pubblicato sempre da BAO Publishing, è Il suono del mondo a memoria, che si è aggiudicato il Premio lettori Feltrinelli ai Gran Guinigi di Lucca Comics 2017. L’opera prende ispirazione dall’esperienza di vita dell’autore a New York, luogo dove ha vissuto per un anno.

Mentre nel 2019, per Sergio Bonelli Editore, ha pubblicato Attica, una serie autoconclusiva di 6 volumi, che mette in scena tematiche importanti e prende ispirazione dai manga giapponesi.

Inoltre, Bevilacqua, è anche l’inventore delle vignette di A panda piace, un personaggio creato nel 2008, raffigurato sempre in situazioni assurde e comiche.

Le vignette del simpatico panda hanno riscosso talmente tanto successo da arrivare a creare dei gadget ispirati a lui e ad essere pubblicate in due volumi chiamati A Panda piace e A Panda piace il bis. Su Instagram Giacomo Bevilacqua è presente con il nome @keison22 e @apandapiace.

A cura di
Silvia Ruffaldi

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Silvia Ruffaldi

Silvia Ruffaldi

Silvia ha studiato Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia con il preciso scopo di seguire la strada del giornalismo, passione che l’ha “contagiata” alle superiori, quando, adolescente e ancora insicura non aveva idea di cosa avrebbe voluto fare nella vita. Il primo impatto con questo mondo l’ha avuto leggendo per caso i racconti/reportage di guerra di Oriana Fallaci e Tiziano Terzani. Da lì in poi è stato amore vero, e ha capito che se c’era una cosa che voleva fare nella vita (e che le veniva anche discretamente bene), questa doveva avere a che fare in qualche modo con la scrittura. La penna le permette di esprimere se stessa, molto più di mille parole. Ma dato che il mestiere dell’inviato di guerra può risultare un tantino pericoloso, ha deciso di perseguire il suo sogno, rimanendo coi piedi ben piantati a terra e nel 2019 ha preso la laurea Magistrale in Giornalismo e cultura editoriale all’Università di Parma. Delle sue letture adolescenziali le è rimasto un profondo senso di giustizia, e il desiderio utopico di salvare il mondo ( progetto poco ambizioso, voi che dite ?).

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