È uscito il 20 giugno “Un fratello”, il nuovo singolo della band pugliese, un mix di indie, alternative rock e fiati che celebra l’importanza di tenere strette le persone che contano davvero
Dopo l’energia ruvida di “Rivoluzione Punk”, i Malamore presentano “Un fratello”, un brano intenso e sincero che parla di amicizia, ricordi e legami fragili. Il singolo, uscito il 20 giugno per DIGA Records, unisce sonorità indie e alternative rock a tromba e trombone, creando un abbraccio musicale che emoziona e coinvolge. Un invito a riflettere su quanto sia prezioso custodire le persone importanti nella nostra vita, raccontato con parole semplici e una melodia avvolgente.
Ciao ragazzi e benvenuti su The Soundcheck! Il vostro nuovo singolo “Un fratello” è un pezzo che suona come un abbraccio, ma anche come un ricordo che punge un po’. Da dove nasce questo brano? Se doveste dedicarlo a qualcuno, chi sarebbe e perché?
Un saluto a voi ragazzi! Le due considerazioni fatte su questo brano sono molto in linea con il racconto. Questa canzone è nata da un momento di sfogo, come una liberazione da qualcosa che era diventata un’oppressione. In questo casa si parla di un sogno ricorrente, un incubo, ed è proprio di quello che ci si è voluti liberare.
Nella canzone si parla di un’amicizia fraterna, che purtroppo nel corso degli anni ha avuto un decorso negativo e se dovessimo decidere di dedicarla a qualcuno, vorremmo farlo in maniera più generica rivolgendoci a tutti coloro che hanno avuto esperienze simili nella vita.
Nel testo si parla di sogni confusi, paure, legami che si spezzano. Quanto c’è di personale in queste parole? Vi siete ispirati ad esperienze vissute oppure il brano nasce più da immagini e atmosfere?
Come dicevamo già precedentemente è puramente esperienza vissuta. I sogni che si trasformano in incubi, i ricordi positivi e negativi, la speranza che almeno il ricordo di quello che di bello c’ è stato resti impresso per sempre dentro di noi.
“Un fratello” parla della fragilità dei rapporti umani. Nella vostra esperienza, cosa rende davvero forte un legame? E cosa lo fa vacillare?
Crediamo che alla base di tutto ci debba essere un lavoro personale con noi stessi. Nel senso che solo avendo un’ottima considerazione del nostro essere possiamo avere le basi solide nella vita per costruire rapporti di rispetto e fiducia con le persone. Quando queste cose vengono a mancare, in qualche modo si ha la tendenza a vedere la realtà in maniera sempre più negativa, per intenderci, il bicchiere mezzo vuoto e nel peggiore dei casi, completamente vuoto.
A proposito di fratellanza: che tipo di rapporto c’è oggi tra di voi nella band?
Crediamo che la nostra sia una realtà molto fortunata, in quanto eravamo già ottimi amici prima che nascesse la band e grazie alla musica non abbiamo fatto altro che consolidare e rendere ancora più complice il nostro rapporto.
Il brano unisce chitarre, batteria e fiati come tromba e trombone: un mix non proprio da tutti i giorni. Come siete arrivati a questa scelta? Volevate far piangere e ballare nello stesso pezzo?
Abbiamo voluto dare all’arrangiamento quello che in qualche modo si spiegava nel testo. Un mix di nostalgia e speranza, suoni duri ma su una linea un pò più melodica e pop per dare quel senso di liberazione, di spensieratezza…poi in realtà non è che ci piace studiare a tavolino queste cose, ma spesso e soprattutto in questo caso è un processo che prende vita in automatico.
“Un fratello” è il secondo singolo che anticipa il vostro terzo album, in uscita nel 2025. Che direzione sta prendendo questo nuovo lavoro?
Se il mercato musicale continua nella direzione dove il fondatore di Spotify investe nelle startup per la vendita di droni militari, crediamo che la musica in generale stia prendendo la direzione più sbagliata in assoluto. Scherzi (ma non scherziamo) a parte, abbiamo voluto dare un volto nuovo al nostro sound ma con una direzione che dal 2018 è sempre la stessa, ovvero la gente.
Nel 2025 con “Rivoluzione Punk” avete mostrato un lato più ruvido e diretto, mentre in “Un fratello” tornate a una dimensione più intima. Due anime apparentemente opposte, ma entrambe vostre: è questa dualità a guidarvi oggi?
Più che dualità ci piace definire questi nuovi lavori una nostra forma di protesta e liberazione. Che sia personale o che riguardi la società intera, avevamo delle cose da dire e abbiamo trovato un filo conduttore nella musica e negli arrangiamenti.
Speriamo abbiate modo di ascoltare anche i prossimi lavori! Grazie mille e a presto!
a cura di
Martina Cavalli

